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Ant, uno strumento da conoscere

Michele Costabile | 7 Marzo 2008

I programmatori attivi su PC spesso legano indissolubilmente l’idea di sviluppo software e l’idea di ambiente integrato di sviluppo. Su […]

I programmatori attivi su PC spesso legano indissolubilmente l’idea di sviluppo software e l’idea di ambiente integrato di sviluppo.
Su Linux e nello stesso Sdk Microsoft, i progetti più grossi, quelli che si misurano in centinaia o migliaia di file sono gestiti dal compilatore e da script di compilazione, i Makefile.


L’ambiente Java ha portato a un’evoluzione del Makefile con la creazione di Apache Ant.
La differenza fra usare Ant e Make è sostanziale.
Un makefile, infatti, organizza le dipendenze fra i sorgenti e i prodotti di compilazione intermedi e finali e mette in relazione le dipendenze con comandi shell.

I comandi shell traducono in azione le azioni necessarie per risolvere le dipendenze, ad esempio per ricompilare un file oggetto meno recente del sorgente e ripetere il link dell’applicazione.
Ant è diverso perché si basa su un file di direttive scritto in Xml e un ambiente di esecuzione Java, di conseguenza fa lo stesso lavoro di organizzazione delle dipendenze e traduzione delle dipendenze in azioni, ma in modo indipendente dalla piattaforma di svilupppo.
Uno sviluppatore può quindi creare un build file su un Macintosh e utilizzarlo su un sistema Windows.
Un’altro vantaggio di Ant è che la maggior parte dei tool di sviluppo, come Eclipse, NetBeans o XCode su MacOS sanno trattare un progetto basato su un build file di Ant.
Se si organizza un progetto di sviluppo in modo autonomo con Ant, lo si potrà  quindi aprire su qualunque piattaforma con l’ambiente di sviluppo preferito.
Un progetto Ant, poi, non ha le limitazioni di un progetto specifico di un ambiente di sviluppo.
Nel caso di un’applicazione complessa, fatta di client e server, magari diviso a sua volta in layer dati e layer di presentazione, può essere conveniente seguire le linee guida delle blueprint di Sun e non limitarsi al perimetro di ciò che è gestito da un Ide in particolare.
Ecco un esempio di buildfile. Leggendo il testo Xml è facile rendersi conto di come sono parametrizzati i nomi delle directory che contengono i sorgenti, l’ambiente di costruzione dell’applicazione e i prodotti distribuibili.
I bersagli del buildfile sono init, l’inizializzazione dell’ambiente, compile, la compilazione dei sorgenti e clean, la cancellazione di tutti i prodotti di compilazione, ad eccezione dei sorgenti naturalmente.
I comandi del buildfile, come

<delete dir="${dist}"/>

Non sono comandi di sistema eseguiti nella shell, ma funzioni esportate da una libreria compatibile con ant installata nel sistema.
Si possono creare task di compilazione personalizzati per coprire terreno nuovo, non ancora nel dominio della ricca collezione di task della libreria base.

<project name="MyProject" default="dist" basedir=".">
    <description>
        simple example build file
    </description>
  <!-- set global properties for this build -->
  <property name="src" location="src"/>
  <property name="build" location="build"/>
  <property name="dist"  location="dist"/>

  <target name="init">
    <!-- Create the time stamp -->
    <tstamp/>
    <!-- Create the build directory structure used by compile -->
    <mkdir dir="${build}"/>
  </target>

  <target name="compile" depends="init"
        description="compile the source " >
    <!-- Compile the java code from ${src} into ${build} -->
    <javac srcdir="${src}" destdir="${build}"/>
  </target>

  <target name="dist" depends="compile"
        description="generate the distribution" >
    <!-- Create the distribution directory -->
    <mkdir dir="${dist}/lib"/>

    <!-- Put everything in ${build} into the MyProject-${DSTAMP}.jar file -->
    <jar jarfile="${dist}/lib/MyProject-${DSTAMP}.jar" basedir="${build}"/>
  </target>

  <target name="clean"
        description="clean up" >
    <!-- Delete the ${build} and ${dist} directory trees -->
    <delete dir="${build}"/>
    <delete dir="${dist}"/>
  </target>
</project>
Twitter Bue, abbonamento più costoso: Musk svela i motivi

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Abbonamento di Twitter Blue più costoso: Musk svela i motivi

Andrea Sanna | 24 Gennaio 2023

Twitter

In arrivo su Twitter Blue un abbonamento un po’ più costoso. Elon Musk svela i motivi di questa scelta e i privilegi

Con il lancio ufficiale di Twitter Blue, l’abbonamento mensile per gli utenti, Elon Musk si lascia scappare sul suo account ufficiale la possibilità di avere un ulteriore prezzo, più costoso. Cosa permette di fare? Nascondere i tweet riguardanti annunci e sponsorizzazioni.

Secondo l’amministratore delegato questa mossa su Twitter Blue aumenterebbe le entrate per l’azienda, parallele a quelle degli investimenti pubblicitari. Mediante il suo profilo Elon Musk ha twittato quanto segue:

“Gli annunci sono troppo frequenti e visibili su Twitter. Stiamo lavorando per per affrontare entrambi i problemi nelle prossime settimane”.

Sembrerebbe infatti che le entrate pubblicitarie, questi almeno stando ai dati degli analisti, sarebbero in diminuzione. Un qualcosa che preoccupa, dato che il tutto si è verificato dopo l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk.

In una conversazione sotto il suo post originale, il CEO ha anticipato la possibilità di un abbonamento più costoso che regali agli utenti di Twitter un’esperienza differente, ovvero senza le pubblicità. Per farlo però è necessario sostenere un prezzo più alto rispetto a quello chiesto oggi da Blue.

Una spesa che si aggira intorno agli 11 dollari, circa il 35% in più rispetto all’iscrizione effettuata via web. Dunque oltre a ottenere le funzionalità esclusive già rese note, quali la spunta blu, modificare e annullare tweet, la modalità di lettura per conversazioni lunghe, si aggiunge quest’altra funzione.

Come riporta anche l’Ansa, Twitter non ha mai spiegato i motivi della differenza di prezzo. Anche se il tutto pare dipendere “dalle commissioni di Google e Apple sui rispettivi negozi digitali, per l’acquisto di servizi aggiuntivi e pacchetti extra.

Ricordiamo che, a partire dal 19 gennaio, Twitter Blue è sbarcato negli Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Regno Unito sia su Android che su Apple. Non sappiamo se via via il tutto si espanderà anche nel resto del mondo.

Netflix cerca hostess e un ingegnere di software

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Netflix cerca hostess e un ingegnere di software

Andrea Sanna | 24 Gennaio 2023

netflix

Con un comunicato Netflix rende noto che è alla ricerca di hostess e un ingegnere di software. Requisiti e stipendi da capogiro

Se altre piattaforme stanno facendo pulizia di personale, Netflix invece è alla ricerca di forze fresche. La piattaforma streaming con un annuncio ha fatto sapere che ha bisogno di hostess e di un ingegnere di software. Il tutto chiaramente retribuito.

«Hai una passione per l’aviazione e il desiderio di lavorare con l’equipaggio dei tuoi sogni?», questo l’annuncio emesso dalla società di produzione. Il comunicato però è diventato virale per un altro motivo. Netflix ha reso noto, infatti, lo stipendio da sogno che è pronto ad offrire ai fortunati candidati, i quali verranno poi selezionati per essere assunti. Ebbene tenetevi forti: la cifra si aggirerebbe tra i 60 e il 385 mila dollari, circa 355 mila euro con il cambio attuale. Insomma, davvero niente male!

Negli States la notizia ha fatto il giro del web, considerando che in media un assistente di volo guadagna circa sei volte in meno. Ma cosa si dovrà fare per riuscire a ottenere uno stipendio di tale portata? Trattandosi di Netflix, quindi un’azienda privata, c’è qualche richiesta maggiore come la flessibilità per quantità e durata dei viaggi. Anche se in generale il lavoro rispetta le mansioni tipiche che svolge comunemente l’hostess. Niente più e niente di meno, ma di certo è una vera svolta per la propria carriera.

Chi riuscirà a ottenere l’ambito posto offerto da Netflix lavorerà in un jet Gulfstream G550 lungo 30 metri e con solo 19 posti. A bordo due piloti e saranno necessari almeno due assistenti di volo. Uno è quello ricercato dall’annuncio, il cui compito sarà quello di accompagnare le riunioni, o magari intrattenere i viaggiatori durante il volo e diretti verso eventi cinematografici.

Passiamo poi al capitolo legato all’ingegnere di software. Ebbene pare che Netflix sia alla ricerca di questa figura professionale, in grado di lavorare da remoto o direttamente nella Silicon Valley, negli uffici dell’azienda. Come per la precedente mansione, anche qui il guadagno è decisamente alto: dai 90.000 ai 900.000 dollari all’anno. La cifra, però, come reso noto, sarà decisa in base a: competenze, background e capacità ed esperienza presenti sul curriculum di ogni candidato.

Insomma se avete i giusti requisiti: fatevi avanti!

libero virgilio mail down oggi 23 gennaio

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Libero e Virgilio down oggi 23 gennaio: l’accesso email non funziona

Martina Pedretti | 23 Gennaio 2023

libero viriglio

L’accesso all’email Libero e Virgilio non funziona oggi 23 gennaio: in down le caselle di posta elettronica, cosa sta succedendo

Libero e Virgilio down oggi 23 gennaio

Libero e Virgilio down in tutta Italiaoggi 23 gennaio. Le rispettiva caselle mail non funzionano correttamente, già dalla sera di ieri. Sono arrivate segnalazioni da tutto il paese, in merito al fatto che i due servizi non fanno accedere gli utenti alla propria casella di posta elettronica.

Chiunque provi ad accedere da browser mobile o fisso trova una pagina di errore, con un messaggio poco rassicurante:

A partire dalla notte del 23 gennaio 2023 si stanno verificando disservizi sull’infrastruttura a cui fanno capo i servizi web Libero e Virgilio, in particolare la posta elettronica.

È stato identificato il problema, in corso di risoluzione, che è dovuto a un disservizio all’interno del nostro data center.

Si tratta di un problema di natura tecnico esclusivamente interno, il che significa che escludiamo categoricamente potenziali attacchi hacker e che i dati dei nostri utenti, che sono il bene più prezioso, non sono in pericolo.

Pertanto il servizio, una volta ripristinato, non genererà nessuna perdita per i milioni di account Libero e Virgilio mail, eccetto purtroppo l’elevato disagio che i nostri utenti sono costretti a subire in queste ore e di cui ci scusiamo, confidando in una risoluzione la più rapida possibile.

Ti invitiamo pertanto a riprovare più tardi.

libero viriglio mail down oggi 23 gennaio
La comunicazione

Questa è quindi la comunicazione ufficiale di Virgilio e Libero.

Il sito Downdetector, una piattaforma che monitora i malfunzionamenti di app, social network, e altro, riporta un totale blackout dei servizi mail di Libero e Virgilio.

Le segnalazioni degli utenti indicano che ci sono problemi con Libero/Virgilio, recita il sito di DownDetector. Il picco si è registrato alle 10 di stamattina, quando quasi diversi utenti si sono recati sul sito per segnalare un disservizio dei due servizi.

Nonostante il disservizio sembra aver colpito gli utenti già dalla sera di ieri 22 gennaio, solo stamattina in molti si sono recati al lavoro e sono incappati nel problema. Infatti il down di Libero e Virgilio sta duramente colpendo chi è abituato a lavorare con la sua casella mail, e non sta quindi ricevendo tutte le comunicazioni della giornata.

Rimaniamo in attesa di sviluppi, sperando che il problema si possa risolvere quanto prima.


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