microsoft-app-preinstallate-device-android-lenovo-motorola

App di Microsoft sui device Android di Lenovo e Motorola

Dopo aver registrato performance poco soddisfacenti nell’ambito dei device mobile, dove l’azienda di Satya Nadella vede contrarsi continuamente la sua quota di mercato, Microsoft ha deciso di puntare in maniera decisa sulla fornitura di servizi per il mondo degli smartphone e dei tablet: in ordine di tempo, l’ultima conquista di Redmond nel comparto è avvenuta con la partnership sottoscritta con Lenovo e Motorola.

Grazie ad un accordo, infatti, i due produttori di device mobile con il sistema operativo Android, installeranno sui propri dispositivi alcune applicazioni per la fruizione di servizi di Redmond, tra i quali spicca in modo particolare Microsoft Office. Considerando le spedizioni di device Android previste da Lenovo a livello globale nei prossimi anni, c’è da ritenere che la partnership offrirà  risultati interessanti a Microsoft.

Il colosso californiano, del resto, ha siglato uno speciale accordo sui brevetti che riguarda i device Lenovo e Motorola, una strategia già  collaudata in precedenza dall’azienda di Redmond, che ha messo a disposizione in licenza il suo portfolio di brevetti Android cercando di ottenere in cambio la preinstallazione di alcuni suoi servizi sui device, un modello già  usato con Xiaomi, Acer, Dell, LG, Samsung, Sony ed altre aziende del comparto.

Questa mossa strategica dell’azienda di Satya Nadella, porta con sé una conseguenza importante: soprattutto nei device Android di fascia bassa, che per esempio dispongono di soli 8GB di memoria interna, le applicazioni preinstallate vanno a limitare lo spazio disponibile nei device, mettendo gli utenti nella condizione di ritrovarsi il telefono già  “preimpostato” con le soluzioni di Redmond, spingendo la popolarità  di queste ultime.

Considerando anche come Google sia sotto la lente di ingrandimento della Commissione Europea per il suo presunto abuso di posizione dominante a causa della preinstallazione di servizi sui device mobile, la mossa di Microsoft risulta essere ancor più strategica, giacché potrebbe acquisire dati e informazioni importanti dall’utilizzo dei suoi servizi, informazioni molto preziose che finora erano un appannaggio quasi esclusivo di Big G.

PCProfessionale © riproduzione riservata.