Yotaphone 2: due display per conquistare il mondo

La seconda versione del terminale russo punta ancora sul pannello secondario e-ink: sarà  sufficiente a giustificare il prezzo premium?

Quando nel novembre del 2013 la russa Yota lanciò il primo smartphone dotato di doppio display, tutto si poteva dire tranne che l’azienda produttrice non avesse introdotto qualcosa di nuovo in un mercato in cui gli apparati erano sempre più uniformati: il pannello secondario basato sulla tecnologia e-ink (la stessa utilizzata dagli e-book reader) è stato accolto con qualche scetticismo ma anche con tanta curiosità  e attenzione, che hanno spinto Yota a lanciare oggi una nuova versione del proprio smartphone dual display.

Esteticamente, lo YotaPhone 2 non presenta linee stravaganti ma un design semplice: potrebbe essere facilmente confuso con un apparato Nexus o uno degli ultimi Motorola. Basta però un’occhiata per rendersi conto della vera caratteristica peculiare del telefono: il display ospitato sul “retro” del telaio. La tecnologia e-ink a 16 livelli di grigio lo rende estremamente accattivante proprio dal punto di vista estetico, quasi come ci si trovasse di fronte a una serigrafia eseguita direttamente sullo chassis. Grazie alla finitura leggermente sabbiata la sensazione al tatto è inoltre analoga a quella di un normale pannello posteriore in plastica, il che contribuisce anche al buon grip del telefono.

In modalità  standard, il pannello e-ink opera attraverso le applicazioni YotaCover e YotaPanels che visualizzano notifiche, widget e applicazioni dedicate come il calendario o il lettore di e-book. La modalità  YotaMirror replica invece il sistema Android completo in versione bianco e nero.
In modalità  standard, il pannello e-ink opera attraverso le applicazioni YotaCover e YotaPanels che visualizzano notifiche, widget e applicazioni dedicate come il calendario o il lettore di e-book. La modalità  YotaMirror replica invece il sistema Android completo in versione bianco e nero.

Occorre qualche ora per abituarsi al doppio display dello YotaPhone 2: l’istinto è quello di trattare l’apparato con i guanti per paura di rovinare uno dei due quadranti, ma la protezione Gorilla Glass 3 che rinforza entrambi gli schermi si comporta a dovere proteggendo il telefono che offre nel complesso una robustezza superiore alla media.

Nella modalità  di default, lo schermo secondario è gestito attraverso le due applicazioni YotaCover e YotaPanels: la prima è una schermata di blocco che permette di accedere rapidamente a chiamate, messaggi, e-mail e allarmi, segnalando al contempo contenuti non letti o chiamate perse con un efficiente sistema di notifiche. Le immagine di sfondo possono essere tratte dalla galleria di Android o dagli account social degli utenti (Facebook e Instagram). Una volta sbloccata la schermata YotaCover, si ha accesso agli YotaPanels, che essenzialmente sono delle schermate popolate da widget in grado di richiamare informazioni e funzioni di vario tipo come il calendario, il meteo, l’orologio, lo stato di carica della batteria e altro. Un widget particolare è l’app launcher che permette di avviare tre applicazioni Android direttamente sullo schermo e-ink.

➜ Continua a leggere: la prova di Yotaphone 2

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