iOS

Periscope: arrivano scarabocchi e statistiche

Redazione | 28 Aprile 2016

iOS Social

Periscope è l’applicazione di Twitter per la condivisione in tempo reale di video. Il successo, soprattutto tra gli utenti più […]

Periscope è l’applicazione di Twitter per la condivisione in tempo reale di video. Il successo, soprattutto tra gli utenti più giovani, è altissimo e di versione in versione l’applicazione di social video guadagna nuove funzionalità .

Nell’ultimo aggiornamento per iOs è comparsa la funzionalità  che permette a coloro che stanno trasmettendo un video di disegnare in modo diretto sullo schermo, sovrapponendo quanto si sta abbozzando alla trasmissione.
Lo scarabocchio (o disegno, nella migliore delle ipotesi) scompare dopo pochi secondi dallo schermo, rispettando l’ordine di tracciamento: prima svaniscono le cose disegnate per prime.

Si possono cambiare i colori ma non lo spessore del tratto. Non è certo un ambiente di disegno bitmap evoluto, ma solo per veloci schizzi di cui immaginiamo senza troppe difficoltà  un utilizzo molto ludico.

Più seria, almeno nell’aspetto, è la nuova funzione di Periscope che permette di avere maggiori dati sulla visualizzazione delle proprie Live. Una finestra con i dati statistici riporta ora il numero di accessi, compresi quelle delle repliche (se si decide di lasciare accessibile succesivamente la propria trasmissione).

Periscope Statistica

La tabellina offre anche l’evidenziazione dei momenti di picco del traffico e dei minuti totali di visualizzazione realizzati con il proprio video.

App Store

iOS

App Store, spesi 280 milioni di dollari a Natale

Luca Colantuoni | 30 Dicembre 2020

App Apple iOS

Secondo SensorTower, a Natale sono stati spesi sugli store digitali quasi 408 milioni di dollari, il 68% dei quali su Apple App Store.

Apple può sicuramente festeggiare la fine dell’anno nel migliore dei modi. Non solo gli iPhone sono stati gli smartphone più venduti negli Stati Uniti a Natale, ma anche gli acquisti effettuati in tutto il mondo su App Store hanno fatto registrare un record durante il periodo festivo. Secondo SensorTower, quasi il 70% dei soldi sono stati spesi sullo store dell’azienda di Cupertino.

Gli effetti negativi del lockdown dovuti alla pandemia COVID-19 sono visibili in diversi settori, ma il mercato digitale ha ottenuto invece grandi benefici. Oltre all’aumento degli acquisti online (e del patrimonio di Jeff Bezos) c’è stato un uso maggiore dei servizi di videoconferenza e, come dimostrano i dati di SensorTower, degli store di Apple e Google. Tra il 1 e il 27 dicembre, gli utenti hanno speso quasi 9 miliardi di dollari in app e giochi.

Solo nel giorno di Natale sono stati spesi circa 408 milioni di dollari (4,5% del totale mensile), quindi il 34,5% in più rispetto al 2019. Come era prevedibile, la maggioranza degli acquisti è relativa ai giochi (circa 296 milioni di dollari, il 27% in più rispetto all’anno scorso). Il titolo più popolare è stato Honor of Kings con una spesa di 10,7 milioni di dollari.

Gli utenti hanno inoltre speso 112 milioni di dollari in app (non giochi) con un aumento del 59% rispetto a Natale 2019. La categoria che ha generato più entrate sugli store di Apple e Google è stata Intrattenimento. In questo caso, il primo posto è stato occupato da TikTok con 4,7 milioni di dollari.

Nonostante un numero maggiore di smartphone Android rispetto agli iPhone, le app iOS hanno generato il 68,4% delle entrate (circa 279 milioni di dollari), oltre il doppio delle app Android. Il 30% della somma è finita nelle tasche di Apple, ma a partire da gennaio 2021 gli sviluppatori dovranno versare solo il 15%, in base al nuovo App Store Small Business Program.

Apple WWDC 2020

iOS

Apple vs Corellium, nessuna violazione di copyright

Luca Colantuoni | 30 Dicembre 2020

Apple copyright iOS

Un giudice ha deciso che il software sviluppato da Corellium non viola il copyright di Apple perché viene utilizzata una versione modificata di iOS.

Apple ha perso la prima sfida legale contro Corellium, una startup che sviluppa un software in grado di creare iPhone virtuali, consentendo la scoperta di vulnerabilità in iOS. Il giudice Rodney Smith ha stabilito che Corellium non ha violato nessun copyright. Rimane ancora in piedi l’accusa di violazione del DCMA (Digital Millennium Copyright Act), ma la decisione rappresenta una significativa battuta d’arresto per l’azienda di Cupertino.

Corellium è una startup della Florida fondata nel 2017 che offre la possibilità di accedere alle versioni virtuali dei dispositivi (Android e iOS) eseguite su server ARM. Ciò permette ai ricercatori di sicurezza di scoprire eventuali bug senza utilizzare uno smartphone reale. Apple ha tentato di acquisire Corellium all’inizio del 2018. L’operazione non è riuscita, quindi ha deciso di citare in giudizio la startup ad agosto 2019.

Secondo l’azienda di Cupertino, il software di Corellium consente di creare iPhone virtuali, la cui unica funzione è quella di eseguire copie non autorizzate di iOS su hardware non Apple. Il giudice Smith ritiene invece che l’uso di iOS da parte di Corellium è consentito perché sono state aggiunte funzionalità non presenti sui dispositivi Apple, come la possibilità di modificare il kernel, fermare i processi in esecuzione ed eseguire altre operazioni.

Deve tuttavia essere verificata l’eventuale violazione del DCMA, la legge che vieta l’uso di tecnologie in grado di aggirare le misure di protezione dalla copia. Questa parte del caso verrà esaminato all’inizio di gennaio. Apple sostiene che Corellium potrebbe vendere il software a chiunque, senza segnalare la scoperta delle vulnerabilità, ma il giudice ha respinto anche questa accusa.

iMessage

App

Bug di iMessage usato per sorvegliare giornalisti

Luca Colantuoni | 21 Dicembre 2020

Apple iOS Sicurezza

Citizen Lab ha scoperto che una vulnerabilità di iMessage è stata sfruttata da alcuni governi per eseguire attacchi contro giornalisti di Al Jazeera usando lo spyware Pegasus.

Dopo circa un anno di silenzio torna nuovamente alla ribalta il famigerato Pegasus, tool di spionaggio sviluppato dalla israeliana NSO Group. Citizen Lab ha scoperto che lo spyware è stato utilizzato per sorvegliare alcuni giornalisti di Al Jazeera e Al Araby TV, sfruttando una vulnerabilità presente nella versione di iMessage preinstallata in iOS 13.5.1.

Pegasus viene venduto da NSO Group a diversi paesi per combattere il crimine organizzato e il terrorismo, ma in alcuni casi può diventare un ottimo tool per sorvegliare dissidenti politici, difensori della libertà e appunto giornalisti. Inizialmente gli attacchi verso specifici target venivano effettuati con l’invio di link via SMS. Circa un anno fa, Pegasus è stato utilizzato per spiare circa 1.400 utenti sfruttando una vulnerabilità di WhatsApp tramite un semplice squillo dello smartphone (una chiamata senza risposta).

Il nuovo attacco è stato eseguito contro alcuni giornalisti di Al Jazeera. Citizen Lab ha scoperto la presenza di Pegasus sull’iPhone di Tamer Almisshal dopo aver installato una VPN per monitorare i metadati associati al traffico Internet. Tracce dello spyware sono state trovate anche sull’iPhone di Rania Dridi, giornalista di Al Araby TV. I server utilizzati dallo spyware erano in vari paesi, tra cui l’Italia. Citizen Lab ritiene che gli attacchi siano partiti da Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, clienti di NSO Group.

La vulnerabilità zero-day e zero-click era presente nella versione di iMessage inclusa in iOS 13.5.1. Lo spyware è stato utilizzato per accedere alle password, tracciare la posizione geografica dello smartphone, registrare audio ambientale, registrare le telefonate e scattare foto da remoto.

Citizen Lab ha fornito ad Apple tutte i dettagli della scoperta. L’azienda di Cupertino ha confermato che gli attacchi sono stati eseguiti contro specifici obiettivi da alcuni governi, consigliando di installare al più presto iOS 14 perché l’ultima versione del sistema operativo non presenta la vulnerabilità in iMessage.

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