Apple e le fabbriche in Cina: al via le ispezioni della Fair Labor Association

Dopo le accuse del New York Times, che aveva svelato in un lungo articolo le condizioni disumane e i turni di lavoro massacranti a cui erano sottoposti i lavoratori delle catene di assemblaggio dei prodotti Apple in Cina,  l’azienda di Cupertino corre ai ripari collaborando con la Fair Labor Association per consentire verifiche e audit nelle fabbriche Foxconn a Shenzhen e Chengdu in Cina.

Come molti altri produttori di smartphone, anche Apple ha spostato da tempo la produzione di iPhone e iPad in Cina e per far fronte agli alti volumi di pezzi richiesti si avvale di fornitori addetti all’assemblaggio finale. Per questo spiega oggi l’azienda in un comunicato “abbiamo chiesto alla FLS di valutare in maniera indipendente le performance dei nostri maggiori fornitori” ha dichiarato Tim Cook, Ceo di Apple.  “Le ispezioni attualmente in corso non hanno precedenti nel settore dell’elettronica, sia per scala che per portata, e apprezziamo molto che la FLA abbia aderito a questa iniziativa identificando le fabbriche nei propri report.”

Sono previsti migliaia di colloqui con i lavoratori per indagare sulle condizioni di lavoro e di vita all’interno delle unità  produttive, compresi gli aspetti relativi alla sicurezza e alla salute, nonché la retribuzione, gli orari di lavoro e la comunicazione con il management. La prima fabbrica esaminata è proprio quella incriminata di Foxconn, nota come Foxconn City.

I fornitori di Apple si sono detti disposti a collaborare con la FLA garantendo un accesso illimitato alle strutture e sono previste ispezioni anche negli stabilimenti di Quanta e Petragon: gli esiti degli audit saranno pubblicati sul sito web dell’organizzazione prima dell’estate. Alla fine saranno state sottoposte a controlli le infrastrutture dove avviene l’assemblaggio di oltre il 90% dei prodotti Apple. L’azienda di Cupertino è la prima del settore hi-tech a essere ammessa alla Fair Labor Association in qualità  di socio, un ruolo che comporta il rispetto del codice di condotta e di responsabilità  sociale stilato dall’organizzazione di tutela delle condizioni dei lavoratori.

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