Apple San Bernardino

Apple e FBI, la battaglia non è ancora finita

I rappresentanti di Apple e dell’FBI (Federal Bureau of Investigation) si incontreranno di nuovo il prossimo 19 aprile davanti al sottocomitato House Energy and Commerce. Nella notizia riportata dall’agenzia di stampa Reuters – qui trovate il lancio di agenzia – si legge che Bruce Sewell per Apple e Amy Hess per l’FBI deporranno dinnanzi ai rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti d’America in merito al tema della cifratura dei dati personali.

L’annuncio è stato fatto da un comitato del Cogresso dopo che l’FBI ha abbandonato le richieste nei confronti di Apple per lo sblocco dell’iPhone 5c legato ai delitti del caso San Bernardino. Come avete potuto leggere nelle precedenti notizie, l’FBI ha trovato una strada alternativa per avere accesso ai dati cifrati nel telefono di uno dei colpevoli grazie all’intervento di un soggetto terzo. In prima battuta sembrava che l’FBI si fosse affidata a una società  specializzata con sede in Israele, mentre le informazioni più recenti parlano di un gruppo di hacker assoldato dall’FBI allo scopo di penetrare nel sistema di sicurezza dei dati realizzato da Apple (quello dei dispositivi e sistemi operativi Apple odierni è ancora inviolato). Secondo le ultime notizie nemmeno l’FBI sarebbe a conoscenza del metodo utilizzato dalla squadra che è riuscita a violare l’iPhone 5c di San Bernardino e per questo motivo non sarebbe in grado di fornire dettagli – se mai effettivamente volesse farlo – agli ingegneri di Cupertino.
I due rappresentati esporranno le proprie considerazioni durante un’audizione denominata “Dehipering the Debate Over Encryption: Industry and Law Enforcement Perspectives“. Bruce Sewell, per Apple, continuerà  sostenere a tesi secondo la quale i sistemi di cifratura per la protezione dei dati devono rimanere solidi e sicuri contro ogni tipo di accesso. Dall’altra parte della barricata, Amy Hess sosterrà  la posizione dell’FBI e l’importanza della possibilità  di accesso da parte delle forze investigative alle informazioni delle persone sospettate o colpevoli di reati.
L’audizione servirà  a fornire ulteriori elementi per sviluppare le leggi americane in materia di sicurezza e di protezione di dati personali.

Dopo qualche giorno di calma, Apple e l’FBI tornano quindi sotto i riflettori in una storia che sembra infinita e che sta prendendo i contorni di un tema caldo e molto difficile da affrontare: da un primo ordine giudiziario comminato nei confronti di Apple ora tutto è spostato sul Congresso degli Stati Uniti d’America che avrà  il compito di legiferare in merito alla sicurezza e all’inviolabilità  dei dati personali dei cittadini americani. Ovviamente le decisioni che matureranno oltre oceano avranno, in un modo o in un altro, ripercussioni su scala globale.

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