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Assinform 2007: mercato in ripresa, cresce il divario con l’estero

Redazione | 18 Marzo 2008

Sono le famiglie e le imprese a guidare la domanda di innovazione tecnologica, mentre la Pubblica Amministrazione frena gli investimenti.

AssinformÈ uno scenario pieno di luci e ombre quello dipinto alla presentazione in anteprima dei principali risultati del rapporto Assinform 2007, l’annuale appuntamento divenuto ormai il termometro dell’informatica e tlc italiane. I numeri parlano di una crescita maggiore per l’informatica (+2%)  che ha superato il Pil nazionale (+1,5%) rispetto alla telecomunicazioni (+0,4%). Tra i fattori positivi, secondo il presidente Assinform Ennio Lucarelli c’è da segnalare la ripresa degli investimenti da parte delle medie imprese che nel 2007 hanno speso oltre 16 miliardi di euro in IT e l’inversione di tendenza registrata presso le piccole imprese che passano da un delta negativo di spesa in ICT ad uno positivo.
Cresce di oltre il 10% rispetto al 2006 la domanda di innovazione e tecnologia proveniente dalle famiglie che, nonostante il calo generale dei consumi, hanno speso circa 1 miliardo di euro in tecnologie innovative e fanno da traino a un mercato che in alcuni settori, come la Pubblica Amministrazione, risulta invece asfittico (-0,6% rispetto al 2006).

Purtroppo è il confronto con il resto del mondo a penalizzare fortemente l’Italia e a rendere sempre più forte il gap, tanto da far parlare al presidente Assinform di un digital divide crescente tra il Paese Italia e il resto del mondo. Alcuni indicatori economici lo testimoniano: a livello mondiale il tasso di crescita dell’information technology è +5,9%, il Pil mondiale cresce del 6%. Si tratta quindi del primo settore industriale al mondo, un mercato che vale quasi 3.000 miliardi di dollari.
Dove l’Italia risulta fortemente arretrata è nella crescita degli investimenti in infrastrutture di telecomunicazioni: Giappone Usa e Germania hanno tutti annunciato un piano di cablaggio con reti in fibra ottica che arrivano fin nelle case dei cittadini e che prevedono nel giro di tre anni la copertura del 50% delle abitazioni se non della totalità . In Italia gli investimenti nelle infrastrutture di Tlc sono invece diminuiti rispetto agli ultimi tre anni: – 4,7% nel 2007, un vero fallimento della politica pubblica sull’informatica ha commentato Giancarlo Capitani nel presentare i dati di mercato. Manca quindi una politica di sistema per l’innovazione e questo nonostante gli indicatori positivi non manchino: ad esempio il numero di accessi a banda larga raddoppiati a 10 milioni in un solo anno o l’aumento nell’uso dei servizi on-line per il turismo, la finanza, l’e-commerce, e l’intrattenimento, ma anche un buon andamento nelle vendite dei Pc che rappresentano il 55% del valore del segmento hardware (nel 2007 sono stati venduti 5 milioni e 600.000 Pc).

Il mercato IT nei principali Paesi del mondo  Mercato complessivo dell'IT in Italia tra il 2005 e il 2007

L'andamento (in valore, non in numero di pezzi) dei prodotti hardware in Italia  il mercato dei personal computer tra il 2005 e il 2007

Passando ai numeri di mercato, nel 2007 l’ICT in Italia ha superato i 64 miliardi di euro, ripartiti tra poco più di 20 miliardi per l’informatica e 44 per le telecomunicazioni. Queste ultime sono il settore che è cresciuto meno (+0,4%) a causa della forte competizione tra operatori, degli interventi regolatori e dell’ingresso di nuove tecnologie. Gli utenti di telefoni cellulari sono ormai 46 milioni mentre le linee attive sono 91 milioni. L’Umts ne rappresenta il 25%.
Per il 2008 la previsioni di Assinform non sono molto confortanti: il mercato aggregato ICT dovrebbe crescere del +1,9%  l’informatica dovrebbe rallentare a causa del generale calo dei consumi e delle maggiori difficoltà  di accesso al credito.

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