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Assintel Report: -2,9% per l’informatica italiana nel 1 trimestre

Redazione | 18 Aprile 2012

Anche l’informatica segue la generale contrazione economica del momento: nel primo trimestre 2012 il mercato It ha subito un calo […]

Anche l’informatica segue la generale contrazione economica del momento: nel primo trimestre 2012 il mercato It ha subito un calo del 2,9% rispetto agli ultimi tre mesi del 2011, e il confronto con il medesimo periodo dello scorso anno è ancora peggio: – 6,2%.
A soffrire è il comparto dell’hardware (-8,7% rispetto al primo trimestre 2011), seguito dai Servizi IT (-7,6%) e dal Software (-3,2%).
Le uniche due aree vivaci sono il cloud computing (+ 43,8% e i tablet-smartphone + 12,3%).

Stando alle prime anticipazioni dell’Assintel Report, il rapporto che l’associazione nazionale delle imprese ICT facenti capo a Confcommercio, redige ogni anno sul settore, dal 2008 a oggi si sono persi quasi 3 miliardi di euro, tanto vale la crisi dell’informatica in Italia.

Dai primi dati risulta evidente un declino della spesa nel medio periodo: l’hardware continua a segnare – 9.7% e con ogni probabilità  concluderà  l’anno con questo andamento; i servizi IT sono addirittura in peggioramento: -3,8% per fine anno; il software è forse la voce più stabile e potrebbe o concludere l’anno a +0,8%.
Anche sul fronte della spesa da parte dei singoli settori di mercato continuerà  la generale contrazione: Pubblica amministrazione, Industria, Commercio e Distribuzione frenano la domanda di IT e gli unici settori un po’ vivaci risultano le TLc Media, Assicurazioni e il mercato consumer. Continuerà  per tutto l’anno anche la contrazione della spesa in Innovazione per le micro e piccole imprese (si stima rispettivamente un -16,7% e un -11,6%), mentre le imprese Top e le Medio Grandi dovrebbero riuscire a mantenere posizioni meno negative (-1,5% e + 0,5% rispettivamente).
È quindi molto probabile che l’IT concluda l’anno in rosso: con -3,7%.
Per non scoraggiare le imprese, Assintel invita ad agire, a investire nell’economia digitale sostenendo la domanda d’innovazione che arriva soprattutto dalle famiglie, con le richieste di smartphone e tablet, senza attendere i tempi e le incertezze della politica.