Ecco le cause dell'attentato a YouTube

L’attentatore di YouTube era una creator scontenta delle nuove regole

A scatenare il panico ieri a San Bruno, in California, è stata una ex collaboratrice della piattaforma video di Google in protesta contro le nuove ferree politiche di monetizzazione attuate da gennaio.

L’attentatore che ha terrorizzato ieri il quartier generale di YouTube a San Bruno in California, identificata come Nasim Najafi Aghdam, le cui azioni non sono giustificabili da nessun tipo di spiegazione, è morta per un colpo da arma da fuoco autoinflitto dopo aver ferito gravemente tre persone.

La 39enne di origine iraniana che ha aperto il fuoco contro una caffetteria del quartier generale californiano ha colpito persone a caso, confermando l’ipotesi di una possibile disputa con la compagnia californiana.

Ma è importante capire le circostanze che potrebbero aver messo in moto le azioni di questa donna. Nasim Aghdam era infatti una youtuber attiva con il nome di Nasime Sabz e sulla piattaforma online il suo account risulta chiuso “a causa di ripetute violazioni delle norme di YouTube”.

Secondo quanto riportato dal San Francisco Chronicle, Aghdam era scontenta delle recenti modifiche alle politiche di monetizzazione effettuate da YouTube. Il padre dell’attentatore ha dichiarato che la figlia si sentiva “discriminata e censurata” dalla piattaforma di proprietà di Google.

All’inizio di quest’anno, infatti, YouTube ha implementato le modifiche precedentemente annunciate alla sua politica di monetizzazione. In base a nuove regole, per entrare a far parte del Partner Program bisogna aver dalla propria almeno 1.000 iscritti e 4.000 ore di riproduzione negli ultimi dodici mesi, criteri applicati anche ai canali che già monetizzano la loro attività con l’advertising.

Di questi argomenti aveva recentemente parlato Susan Wojcicki, CEO di YouTube, alla conferenza di Code Media.

L’intervista completa a Susan Wojcicki, in cui spiega nei dettagli le nuove politiche di monetizzazione di YouTube.

Questo cambiamento, in risposta alle crescenti critiche sui contenuti discutibili e offensivi apparsi sul suo sito, ha quindi reso più difficile per decine di migliaia di piccoli produttori di video monetizzare usando il programma di condivisione delle entrate pubblicitarie di YouTube.

Le modifiche che hanno coinvolto YouTuber come Nasime Sabz non impediscono comunque alle persone di caricare contenuti offensivi su YouTube, ma hanno come unico scopo rendere difficile il guadagno per le persone che caricano questa tipologia di contenuti.

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