I cloud sempre più capienti, ma la protezione scarseggia

CTERA Networks ha reso noti alcuni dati che evidenziano come le strategie aziendali, per la protezione dei dati, potrebbero non essere completamente allineate alle iniziative di modernizzazione IT, guidate dal cloud computing. Lo studio, pubblicato in un libro dal nome Games of Clouds, mostra infatti che, per quanto le aziende continuino a migrare i workload verso il cloud in maniera sempre sostanziale, la protezione delle applicazioni e dei server residenti nel cloud non si è totalmente evoluta per garantire le esigenze di business continuity e disponibilità  dei dati tipiche del mondo Enterprise.

Lo studio è stato commissionato da CTERA alla società  di ricerche Vanson Bourne, per esaminare le strategie di protezione dati di 400 decision maker IT e specialisti IT all’interno di aziende provenienti da tutto il mondo statunitensi, tedesche e francesi, che si avvalgono del cloud per il deployment applicativo. Questa ricerca analizza i vantaggi e i punti deboli delle strategie di backup attuali, proponendo alcune riflessioni alle compagnie che si stanno spostando verso il cloud, ed esamina l’impatto di pratiche di backup inadeguate sulla business continuity.

Dai risultati ne deriva che oltre due terzi delle aziende (67%) scelgono il cloud per ottenere diversi benefici in termini di efficienza, scalabilità  in tempo reale e risparmio sui costi. Due aziende su tre (66%) concordano nel ritenere che non ci sia una grande attenzione verso il backup delle applicazioni nel cloud. Questo perché esiste un’errata convinzione che il cloud sia più rispetto agli ambienti on-premises. Occorre quindi definire sin da subito una strategia cloud corretta, in quanto oltre un terzo del campione intervistato (36%) risulta d’accordo su come la perdita di dati nel cloud risulterebbe più catastrofica rispetto a un crash del proprio data center.

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