Soltanto nei primi 6 mesi del 2016 i crimini informatici e i cyberattacchi sono aumentati del 9% rispetto all’anno precedente: gli utenti del web, e noi tutti, siamo più esposti alle minacce di questo tipo di attività , che spesso generano problemi gravi ai dispositivi e alle loro memorie.

L’attacco dei ransomware

 E leggendo le statistiche realizzate dagli esperti del Clusit, si scopre che crescono in mondo particolare gli attacchi realizzati con tecniche banali, ovvero i Malware comuni e soprattutto i Ransomware, i temibili virus informatici che bloccano completamente i file in attesa di un riscatto: soltanto tra la fine del 2015 e la metà  del 2016, infatti, il loro numero è più che raddoppiato, salendo del 129%.

Il Cryptolocker, il virus più temibile

Il più temibile esemplare di questa categoria è il virus Cryptolocker, che ha generato a sua volta numerose varianti e rappresenta un vero e proprio spauracchio per i webnauti: con l’attacco, infatti, si subisce la crittografia totale dei file presenti sul pc, in aggiunta a un messaggio “standard” in cui l’hacker fissa la quota del riscatto per riottenerli in chiaro, che può andare da un minimo di 100 euro fino a richieste superiori agli 800 euro, attraverso però pagamento in bitcoin.

Come colpisce il virus Cryptolocker

Il Cryptlocker può infettare in differenti modalità : la più frequente è un clic sull’allegato o sul link contenuto in una email contraffatta (il tradizionale “phishing”), che avvia il download sul computer di questo temibile virus, che resta inattivo fino a quando è l’utente stesso ad eseguirlo, cliccando sul file scaricato. È così che, in maniera nascosta e silenziosa, il Cryptolocker inizia a codificare tutti i documenti presenti nell’hard disk del computer e nella rete locale, fino appunto al messaggio che svela il danno e la beffa.

Come prevenire il Cryptolocker

Attenzione è chiaramente la parola chiave per evitare questa infezione terribile: bisogna perciò restare alla larga da client di posta elettronica che non offrano filtri antivirus, antispam e antiphishing, ma soprattutto non aprire allegati e collegamenti contenuti in mail provenienti da mittenti sconosciuti; importante anche verificare sempre l’attendibilità  dei mittenti che si spacciano per autorità  o enti, controllando anche lo stile e l’italiano utilizzati nel testo della mail, che spesso contengono numerosi errori grammaticali banali. Gli esperti consigliano, inoltre, di tenere sempre aggiornati sia sistemi operativi che antivirus, e di effettuare con costanza un backup dei dati, da tenere al sicuro e non collegato al dispositivo principale.

I rimedi al contagio del Cryptolocker

Quando invece è troppo tardi e l’infezione è già  partita, c’è purtroppo poco da fare; il primo consiglio è di spegnere immediatamente il computer e staccarlo dalla Rete, scollegando tutte le memorie esterne eventualmente utilizzate, perché ogni esitazione potrebbe peggiorare la situazione. I più esperti possono poi “smanettare” per riavviare il sistema operativo e lanciare le copie di backup dei dati, ma chi ha meno praticità  con le componenti hardware e software dovrebbe richiedere l’intervento di un professionista.

Fonte: Recovery-Data

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