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Diplodoco abassiale neotecnico? Canederlo soprarazionale!

Redazione | 11 Marzo 2008

Se lo chiedono molti utenti Mac, leggendo un documento di testo che appare sul loro disco fisso. E che nessuno ha mai scritto.

Forse è la memoria che mi tradisce, ma sarei pronto a giurare che recentemente non ho scritto nulla a proposito di autocatalisi e tanto meno di eritropsia, patologia che fortunatamente non colpisce nessuno dei miei conoscenti.
Eppure se cerco queste parole che non ho mai scritto con SpotLight (il sistema di ricerca di Mac OS X) le trovo sul mio computer e in compagnia dei vocaboli abassiale, canederlo, condrioma, diplodoco, futon, impromptu, larviforme, meraklon, neotenico, pap-test, portachiatte, rappiccicare, scaldico, soprarazionale, tectonico, versus. Potrebbe capitare anche a voi.

I termini si trovano tutti nello stesso file, un documento di testo intitolato ppc.txt che appare sul disco fisso, nella directory principale. Se per caso lo trovate, non preoccupatevi: non è una vostra personalità  latente che ha preso il controllo del computer bensì un’altra entità  a molti di noi più familiare, Microsoft.diplodoco.jpg
Se cercate con Google queste parole scoprirete che a grattarsi la testa con perplessità  ci sono molti utenti di Office 2008 un po’ in tutto il mondo. Il malefico ppc.txt è assolutamente innocuo ed è generato dall’ultima versione della suite di Microsoft: se lo buttate, ritorna, per cui non perdete tempo a cercare rimedi manuali ma aspettate un aggiornamento. Sorprende un po’ semmai che il bug sia presente fin dalla versione Beta di Office e che finora il team di collaudo della software house non se ne sia accorto. Forse i procedimenti di debug sono un po’ da dinosauro, pardon, da diplodoco.

È divertente che il file incriminato contenga parole in italiano anche se l’utente sta operando con la versione inglese, giapponese, francese o altro. Confortatevi quindi: se non conoscete un poema scaldico non sentitevi ignoranti, pensate alla faccia di un utente di Tokio che non ha mai assaggiato un canederlo. Non sa cosa perde.

libero mail virgilio non funzionano

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Libero Mail e Virgilio torneranno a funzionare tra 24/48 ore

Martina Pedretti | 25 Gennaio 2023

libero virgilio

Niente da fare per gli utenti Libero Mail e Virgilio, che continuano a non funzionare da 3 giorni, ma torneranno a funzionare tra 24/48 ore

Libero Mail e Virgilio in down da tre giorni: cosa sta succedendo

Come vi abbiamo riportato il 23 gennaio, Libero Mail e Virgilio Mail sono in down e non funzionano. Questo fatto sta continuando a protrarsi da tre giorni con 10 milioni di utenti rimasti bloccati fuori dal loro account mail.

Nel corso delle giornate Libero e Virgilio hanno rilasciato diversi comunicati dove esprimono rammarico rispetto quanto sta accadendo. Confermando poi che un disservizio del genere non sia mai avvenuto, negando fortemente attacchi cyber esterni o furto di dati.

Infatti Italiaonline ha chiarito perché si è verificato questo problema. A quanto pare l’azienda ha avviato l’uso di un’innovativa tecnologia di storage a supporto delle proprie caselle mail, fornita da un vendor esterno. Tuttavia un bug del sistema operativo ne ha compromesso il corretto funzionamento, causando il blocco delle caselle mail.

Sembra inoltre che i dati degli utenti Libero e Virgilio mail non andranno persi, e che il team stia lavorando prontamente per ripristinare il blackout quanto prima. Ciò non toglie che milioni di utenti sono chiusi fuori dal loro account mail da ben 3 giorni, tra lavoro e gestione della vita privata.

Ma ecco la comunicazione:

In questa nuova comunicazione, vogliamo iniziare scusandoci ancora una volta con i nostri utenti per il disagio e il disservizio. Leggiamo i vostri commenti e comprendiamo. Ma vogliamo soprattutto, ora che siamo in grado di farlo, condividere con voi maggiori informazioni sull’accaduto, sul lavoro che stiamo facendo e dare un orizzonte temporale per la risoluzione del problema.

Nelle scorse settimane, al fine di offrire un servizio sempre migliore e sempre più aggiornato, abbiamo introdotto un’innovativa tecnologia di storage a supporto delle nostre caselle mail, fornita da un vendor esterno, un produttore di tecnologie di storage utilizzato da alcune delle più grandi società al mondo. Purtroppo, un bug del sistema operativo ne ha compromesso il corretto funzionamento e, di conseguenza, quello delle caselle di posta presenti su di esso. Il vendor sta lavorando incessantemente per la risoluzione del problema, creando un fix per la soluzione della problematica, con il supporto di tutti i nostri team interni. Trattandosi però di un bug a livello di sistema operativo, la soluzione sta richiedendo i tempi tecnici di sviluppo, con l’obiettivo primario di tutelare l’integrità dei dati.

I tempi sono stati lunghi finora, ce ne rendiamo conto. Da 25 anni siamo il fornitore mail degli italiani, i nostri utenti non sono sparsi per il mondo, ma sono i nostri vicini di casa, i nostri amici e parenti, i professionisti del nostro Paese. Non possiamo dunque non avere come priorità la tutela dei dati degli italiani, perché sono la nostra forza. Per questo vogliamo riaprire le caselle in maniera definitiva e stabile.

Prevediamo di ripristinare la Libero Mail e la Virgilio Mail entro le prossime 24/48 ore. Siamo consapevoli che questo crea difficoltà ai nostri utenti, ma il nostro essere il provider di posta degli italiani, ci impone la massima serietà.
Come sempre, comunicheremo eventuali aggiornamenti attraverso i nostri touchpoint.

La società Italiaonline prevede quindi di ripristinare la Libero Mail e la Virgilio Mail entro le prossime 24/48 ore.

whatsapp app mac nativa (1)

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WhatsApp lancia la sua app nativa per Mac in versione beta

Martina Pedretti | 25 Gennaio 2023

WhatsApp

Mac accoglie la sua app di WhatsApp nativa in versione beta: ecco come si presenta e quali sono le novità dell’interfaccia

Su Mac arriva l’app nativa di WhatsApp

WhatsApp ha rilasciato la sua app macOS nativa compatibile con i dispositivi Mac in una beta pubblica. Ecco quali sono le novità e come si usa.

Gli utenti che usano Mac con macOS 11 Big Sur o una versione più recente potranno scaricare la versione di prova. Inoltre, le persone con Mac Intel in grado di eseguire app create con Mac Catalyst, il programma dell’azienda per il porting di iPad POS, potranno utilizzare anche questa app nativa.

Come riportato da WABetaInfo, l’app è stata rilasciata per la prima volta in fase di test lo scorso luglio. Fino ad ora, gli utenti Mac hanno dovuto fare affidamento su WhatsApp Web o sul client web di WhatsApp. Entrambi non sono l’ideale in termini di prestazioni o per ottenere un’esperienza completa. Il nuovo client nativo è ancora in beta, quindi potrebbero esserci ancora diversi bug da risolvere.

La nuova app nativa di WhatsApp per Mac ha un’interfaccia rinnovata, divisa in tre schede. A sinistra figurano i collegamenti per le Chat, le Chiamate, le Chat archiviate, i Messaggi importanti e le Impostazioni. Nella parte centrale troviamo invece la scheda con la lista delle voci dei collegamenti. Invece a destra si trova la scheda per ogni selezione.

Tra le novità di questo supporto, indichiamo che è possibile inviare messaggi a sé stessi, come già accade anche sulle app iOS e Android

L’app di WhatsApp nativa per Mac è rappresentata da un’icona gialla. Da subito inoltre mette in chiaro di essere ancora una versione bug, come specifica la descrizione. Nell’interfaccia è anche presente un bottone a forma di insetto in basso a sinistra, per segnalare possibili bug agli sviluppatori.

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Uno smartphone firmato Coca-Cola è in arrivo? Il rumor

Martina Pedretti | 25 Gennaio 2023

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Sembra che il primo smartphone firmato e prodotto da Coca-Cola sia in arrivo: cosa sappiamo del rumoreggiato ColaPhone

Il ColaPhone arriva su Internet: Coca-Cola lancerà il suo smartphone?

Avete letto bene, nelle ultime ore online si sta parlando di un presunto nuovo smartphone lanciato proprio da Coca-Cola: il ColaPhone. I primi render del presunto dispositivo sono trapelati online, e gli utenti del web si stanno chiedendo cosa ci sia di reale in questa storia.

Un insider chiamato Ice Universe ha pubblicato una foto su Twitter che ritrae proprio il misterioso ColaPhone. L’immagine mostra uno smartphone dal retro, interamente brandizzato Coca-Cola, dalla scritta al colore rosso.

“Ecco la prima foto di sempre del nuovo #ColaPhone! Per realizzarlo Coca-Cola potrebbe affidarsi ad un brand leader del settore. Chi potrebbe essere?”, chiede l’account.

La scocca posteriore del render dello smartphone, ricorda un Realme 10 4G con una nuova veste che riprende proprio il logo di Coca-Cola. Inoltre l’account @Colaphonegloba segue 8 account, compreso quello di Realme.

Si tratta quindi di una collaborazione di rebranding di uno smartphone già esistente o, come suggerisce il nome ColaPhone, di un prodotto del tutto nuovo? O ancora si tratta di una semplice bufala che si sta diffondendo sul web?

Allo stato attuale delle cose non possiamo confermare nessuna di queste opzioni. Tuttavia restiamo in ascolto per scoprire quante più novità sulla questione.

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