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Dropbox: per gli utenti di Mac è invadente

In questi giorni, tra gli utenti Mac si è diffusa la preoccupazione che il servizio cloud Dropbox possa essere in grado – attraverso la richiesta di ampi permessi – di hackerare l’OS di Cupertino: questa tesi è stata rilanciata da parecchie persone sul web, indicando in modo particolare come l’applicazione desktop di Dropbox sarebbe in grado di superare le policy di autorizzazione del Mac.

In altri casi, gli utenti hanno riportato come il servizio cloud richiederebbe in alcune circostanze che venga inserita la password del device per consentire un corretto funzionamento di Dropbox. A questo proposito, l’azienda ha preso posizione negando che il client possa fare richieste di questo tipo, sebbene sul web qualche utente abbia pubblicato screenshot che proverebbe il contrario.

La questione ha scomodato anche il team di developer di Dropbox che si occupa dello sviluppo del client desktop, con l’intervento di Ben Newhouse il quale ha sottolineato come il servizio cloud non abbia alcun tipo di accesso e non registri nemmeno le password, affermando che lo screenshot rilanciato sul web sia invece relativo ad una API nativa del sistema OS X.

Lo stesso developer ha voluto comunque sottolineare come Dropbox debba migliorare la sua comunicazione relativamente a quelle che sono le attività  svolte dal client dopo che lo stesso abbia ottenuto dall’utente l’autorizzazione: in futuro, quindi, il servizio cloud renderà  esplicite il tipo di attività  svolte dal suo client desktop.

Del resto, Newshouse ha sottolineato come la richiesta di privilegi di accesso elevato sia resa necessaria dal momento in cui le Api filesystem implementate non dovessero funzionare correttamente e, per risolvere la problematica, il cloud si è già  attivato con Apple nel tentativo di trovare una soluzione che metta fine a questa dipendenza.

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