Editori europei: una Santa Alleanza in nome del copyright digitale

È fronte unitario tra gli editori italiani, francesi e tedeschi per difendere il diritto d’autore on line e proteggere i contenuti editoriali di cui si nutrono oggi in modo completamente gratuito, i vari servizi on line, Google in testa. Ed è proprio pensando a Google che la Federazione Italiana degli Editori e la sua omologa francese e tedesca, hanno chiesto in un appello congiunto d’inserire nel quadro normativo attuale uno specifico diritto d’autore connesso alle attività  di indicizzazione effettuate dai motori di ricerca, un problema che viene definito urgente e che i tre Paesi europei hanno deciso di affrontare insieme.

Negli anni infatti è aumentata la percentuale di lettori che leggono on line i quotidiani: in Italia ad esempio tra il 2009 e il 2011, fa sapere la Fieg, (Federazione Italiana degli Editori), il numero di utenti di siti web di giornali è salito da una media giornaliera di 4 milioni a 6 milioni, con un incremento del 50%. I lettori di giornali on line, rispetto all’utenza Internet complessiva, rappresentano il 46,8%, un dato che conferma anche il contributo che il web sta dando a rafforzare il rapporto tra gli italiani e i quotidiani, da sempre un po’ problematico.

Se si guarda a Francia e Germania i numeri dell’editoria digitale sono ancora più grandi: in Francia il 97% dei cittadini legge almeno un giornale ogni giorno (contro i  24 milioni di italiani, meno della metà , che acquistano un quotidiano). I siti d’ infomazione hanno un audience mensile di 25 milioni di utenti e ben 8 milioni al mese sono gli utenti francesi che si collegano via telefono mobile mentre 1,4 milioni quelli  che ogni trimestre accedono a contenuti editoriali tramite i loro tablet.

In Germania i quotidiani on line hanno un audience mensile di 27,7 milioni di visitatori contro i 47 milioni che leggono ogni giorno l’edizione cartacea: i siti Internet e le altre applicazioni degli editori tedeschi contano 13.8 milioni di utenti, corrispondenti al 72% del traffico complessivo della rete.

E per quanto riguarda i tablet, il 66% di chi fa uso di iPad ha sottoscritto un abbonamento a un giornale. Il mercato digitale oggi rappresenta il 10% del fatturato degli editori tedeschi.

Eppure, nonostante questi dati, le imprese editoriali europee sono in forte crisi, anche a causa dello sfruttamento indebito dei loro contenuti on line da parte dei servizi “over the top”, i motori di ricerca in primis; tutto ciò, dicono gli editori,  determina un contesto di disequilibrio tale da compromettere il funzionamento efficiente del sistema Internet nel suo complesso.

Per questo gli editori italiani e francesi riunitisi ieri a Roma hanno deciso di lanciare un appello congiunto ai rispettivi Governi e Parlamenti affinché in sede legislativa venga riconosciuta un’adeguata remunerazione per lo sfruttamento delle opere editoriali e un’ equa condivisione del valore nel mercato digitale. Detto in parole povere, gli editori chiedono che Google e altri servizi di ricerca analoghi paghino una tassa per i contenuti on line da loro indicizzati.

Il Governo tedesco ha già  deciso di portare in Parlamento una riforma che introduca un diritto d’autore specifico per gli editori a carico dei “soggetti del web” e il Governo francese ha fatto sapere di voler studiare interventi legislativi similari, pertanto anche gli editori italiani chiedono ai loro legislatori di sostenere l’adozione di misure analoghe.

Il tema della tutela dei contenuti editoriali e del riconoscimento agli editori di uno specifico diritto d’autore connesso alle attività  di indicizzazione effettuate dai motori di ricerca diviene ora un problema urgente, comune a tre dei più grandi Paesi europei.

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