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Facebook: problemi in Germania per la legge sull’hate speech

Per l’azienda di Mark Zuckerberg, la Germania comincia ad essere un problema: a causa della sua normativa in termini di hate speech – che peraltro ha alcuni rimandi verso disposizioni contro l’apologia di nazismo o il negazionismo dell’Olocausto – la società  di Menlo Park è finita sotto i riflettori della stampa di tutto il mondo, dopo un episodio increscioso.

Yorai Feinberg – ristoratore che è stato preso di mira attraverso una pagina di estremisti di destra – è stato indicato all’interno di una sorta di reinterpretazione aggiornata della sinistra “notte dei cristalli”: dal canto suo, Facebook è intervenuto abbastanza velocemente nella vicenda – almeno considerando i suoi tempi – ma le autorità  teutoniche non condividono la tesi.

Ciò che ha colpito, nella vicenda, è l’atteggiamento assunto dal team che sovraintende al rispetto degli standard della comunità : la mappa incriminata, infatti, non è stata rimossa immediatamente – in seguito alle prime segnalazioni degli iscritti – giacché ritenuta non in contrasto con le disposizioni del social network, una presa di posizione ingiustificabile in un caso simile.

Considerando come Menlo Park si prodighi a censurare un paio di capezzoli in modo frenetico, è però incomprensibile agli utenti il fatto che di fronte ad una immagine che ripercorre momenti bui del secolo scorso, di chiara ispirazione nazista, impieghi ben due giorni per prendere posizione sulla vicenda e far sparire quel contenuto.

Dal canto suo, Richard Allen ha ammesso l’errore commesso dal social network, il quale chiaramente si trova ad operare in bilico tra il dovere di garantire il diritto di libera espressione del pensiero, pur tuttavia dovendo fare da supervisore sulla quantità  incredibile di contenuti condivisi dagli stessi iscriti, censurando i contenuti contrari alle leggi.

Fino ad oggi, Menlo Park ha agito evitando una logica di censura preventiva: dovrà  cambiare qualche cosa nel suo approccio, almeno in Germania, dove l’azienda di Mark Zuckerberg è già  finita in diverse occasioni sotto la lente delle autorità , non da ultimo con il caso dello scambio di dati tra WhatsApp e il social?

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