Sotto la continua pressione dell’opinione pubblica, che spinge perché Facebook prenda provvedimenti per combattere fake news e contenuti offensivi o pericolosi, il CEO Mark Zuckerberg, durante una conference call con alcuni giornalisti, ha annunciato che l’azienda pubblicherà dei report sull’incidenza di questi fenomeni nei periodi elettorali.

Tuttavia, stando a quanto da lui dichiarato, è molto probabile che questi report saranno pubblicati solo dopo le elezioni: Zuckerberg ha infatti riferito che per l’azienda sarà fondamentale effettuare un serio lavoro di studio dei dati, prima di renderli pubblici, per evitare di pubblicare rilevazioni per poi trovarsi a doverle smentire.

Mark Zuckerberg
Il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, è ancora nell’occhio del ciclone per via della vicenda Cambridge Analytica, e dello scandalo a questa conseguito.

Durante la conference call, Zuckerberg ha dovuto rispondere a diverse domande riguardo allo scandalo di Cambridge Analytica, facendo riferimento ai provvedimenti che l’azienda prenderà per proteggere la campagna elettorale delle prossime elezioni in Stati Uniti e Messico. Una domanda in particolare chiedeva in che modo Facebook valuterà l’efficacia delle sue nuove misure di sicurezza, e come comunicherà il risultato di queste valutazioni al pubblico.

Nel rispondere a questa, Zuckerberg ha dichiarato che uno dei temi sui quali le attenzioni di Facebook sono al momento concentrate, è quello di distribuire al pubblico dei dati sull’incidenza delle varie forme di contenuti problematici, come le fake news, l’hate speech, il bullismo o il terrorismo. Al momento il publico viene a sapere della rimozione di un contenuto solo se l’utente coinvolto o i giornalisti ne parlano, mentre con l’introduzione dei report ufficiali dell’azienda sarà anche possibile valutare in che misura i diversi tipi di contenuti problematici siano presenti sulla piattaforma.

Di fronte alle obiezioni dei giornalisti, riguardo all’opportunità di pubblicare questi dati soltanto successivamente alle elezioni, Zuckerberg ha difeso questa scelta, dichiarando di ritenere preferibile un’attenta valutazione dei dati, che permetta di verificarne l’accuratezza, rispetto a una pubblicazione in tempo reale. Il CEO di Facebook ha anche auspicato che la pubblicazione di questi report possa diventare uno modello, adottato poi anche da altre aziende, in modo da dare vita a uno standard di misurazione condiviso.

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