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Facebook sanzionato per 7 milioni dall'Antitrust italiano: ecco perché

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Facebook sanzionato per 7 milioni dall’Antitrust italiano: ecco perché

Martina Pedretti | 17 Febbraio 2021

Per una pratica commerciale scorretta che induce a registrarsi al social, Facebook è stato multato di 7 milioni dall’Antitrust italiano

Sanzione da 7 milioni per Facebook

Facebook ha ricevuto una sanzione di 7 milioni di euro dall’Antitrust italiano. Il motivo è che il social media non ha eliminato una pratica commerciale scorretta, che l’AGCM aveva citato a fine 2018. L’annuncio è arrivato direttamente sul sito dell’Autorità Garante. Facebook Ireland Ltd. e Facebook Inc. non hanno ottemperato alla diffida di rimuovere la pratica scorretta sull’utilizzo dei dati degli utenti.

Nel 2018 l’AGCM aveva scoperto che Facebook induceva in modo ingannevole gli utenti a registrarsi al social. Questo perché non informava, durante l’attivazione dell’account, dell’attività di raccolta commerciale dei dati forniti. L’azienda citava la gratuità del servizio, quando queste erano invece un guadagno.

Generiche e incomplete sarebbero le informazioni fornite da Facebook, secondo l’Antitrust. Infatti non forniscono un’adeguata distinzione di quali dati sono necessari per il servizio e quali invece sono utilizzati solo con scopi pubblicitari. Facebook avrebbe dovuto interrompere la pratica scorretta e pubblicare una dichiarazione rettificativa, come richiesto da AGCM. La dichiarazione sarebbe dovuta apparire sul sito dell’azienda, sull’app e sulla pagina di ogni utente italiano.

L’Antitrust ha accertato che le due società non hanno pubblicato questo comunicato. Inoltre non hanno cessato la pratica scorretta, pur avendo eliminato il claim di gratuità durante la registrazione al social. Tuttavia ancora è chiara la raccolta e l’utilizzo a fini commerciali dei dati degli utenti. Pertanto la sanzione è di 5 milioni di euro a carico di Facebook Inc. e di 2 milioni di euro a carico di Facebook Ireland.

Secondo l’Autorità, il consumatore necessita di conoscerle, per decidere se aderire al servizio. Di recente inoltre i dati degli utenti Facebook sono stati al centro di una compravendita illegale gestita da un bot di Telegram. Oltre 36 milioni di profili di utenti italiani appaiono infatti in un database online. Tra questi i profili di politici, giornalisti e avvocati di tutta Italia.