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Gartner smentisce IDC: il mercato Pc è ancora in difficoltà

Manuele Oliveri | 17 Gennaio 2018

Gartner

Gli analisti di Gartner rilevano nel quarto trimestre 2017 un calo del 2% rispetto al 2016, smorzando l’ottimismo portato dai dati IDC. Confermati l’espansione del mercato asiatico e il boom di HP.

Dopo l’ottimismo alimentato dai dati IDC, che mostravano un mercato Pc in lieve ripresa a fine 2017 (ne abbiamo parlato qui), questa analisi di mercato di Gartner smorza l’entusiasmo, mostrando al contrario un forte calo nelle vendite dell’ultimo trimestre del 2017, che scendono del 2% rispetto allo stesso periodo del 2016, per un -2,8% annuo. È il tredicesimo trimestre consecutivo chiuso in rosso, che corona il sesto anno di calo per l’industria dei computer.

Gartner market worldwide Q4 2017

L’analisi di Gartner, relativa a tutto il 2017, mostra certifica un calo complessivo del mercato, rispetto al 2016, del 2,8%.

I dati Gartner certificano la forte crescita del mercato asiatico, mentre individuano una moderata contrazione nel mercato EMEA (Europe, Middle East e Africa): punto dolente per l’industria dei computer si confermano essere gli Stati Uniti, con un crollo verticale che va a neutralizzare la crescita vista altrove nel mondo.

Gartner market USA Q4 2017

Nell’ultimo trimestre del 2017 le vendite dei Pc negli Stati Uniti sono crollate verticalmente, con la sola HP in positivo.

Per quanto riguarda i produttori, HP si conferma leader di mercato con una crescita del 6,6%, ben diffusa in tutti i mercati, che la porta a sorpassare Lenovo, in perdita invece dello 0,7%. Dell insegue con oltre 10 milioni di Pc venduti, al quarto posto si attesta invece Apple, in crescita (anche se in modo molto meno evidente rispetto a quanto mostrassero i dati IDC), quindi si piazzano appaiate Asus e Acer, entrambe colpite da forti cali.

Gartner market worldwide Q4 2017

L’analisi di Gartner, relativa all’ultimo trimestre 2017, certifica un calo complessivo del mercato, anche se non è esteso a tutti i produttori.

Mikako Kitagawa, analista di Gartner, spiega che la ragione di questo calo va vista in un nuovo tipo di approccio al personal computer da parte dei consumatori, che non vedono più tali apparecchi come regali appropriati per la stagione natalizia, né come elementi indispensabili della casa. Kitagawa prosegue spiegando che i Pc sembrano sempre più avviati a trasformarsi in strumenti ”di nicchia”, dedicati a quei consumatori che non cercano soltanto un dispositivo economico, bensì uno potente e di qualità: tale fenomeno, dirottando gli acquisti su modelli più costosi, potrebbe parzialmente riparare alle perdite economiche, ma solo dopo che sarà stata superata l’attuale fase di restringimento del mercato.

Non va comunque dimenticato come tanto i dati di Gartner quanto quelli di IDC siano frutto di analisi di mercato su dati non ancora acquisiti, e risulta quindi impossibile stabilire quale delle due previsioni sia più vicina alla realtà.

5G

Networking

Gartner: nel 2020 boom di investimenti per l’infrastruttura 5G

Alfonso Maruccia | 30 Luglio 2020

5G Gartner Reti

La società di analisi prevede un raddoppio negli investimenti per l’infrastruttura delle reti di nuova generazione. Donald Trump o meno, a guidare il mondo per il 5G sarà la Cina.

Le reti cellulari di nuova generazione sono al centro di una contesa geopolitica prima che tecnologica, ma gli investimenti vanno avanti nonostante tutto. Nemmeno Donald Trump, il COVID-19 o le tante crisi in cui oggi versa il mondo riusciranno a rallentare la corsa verso l’aumento di copertura della telefonia 5G.

Stando alle ultime previsioni di Gartner, alla fine dell’anno la spesa per l’installazione di infrastrutture dedicate al 5G sarà cresciuta del 96%. Un raddoppio di investimenti dal valore di $8,1 miliardi, mentre i ricavi passeranno dal 10,4% al 21,3% della torta complessiva delle comunicazioni senza fili.

Gartner 5G

Il boom dell’infrastruttura per il 5G compenserà, almeno in parte, la riduzione della spesa sulle reti di precedente generazione: le reti 4G e LTE scenderanno del -20,8%, il 3G del -37,1% e il 2G del -40,8%. Nel complesso, il 2020 vedrà una riduzione degli investimenti per le reti senza fili pari al -4,4%.

Gartner evidenzia altresì gli stati in cui i provider di servizi di comunicazione (CSP) investiranno maggiormente in 5G, con una copertura del territorio nazionale del 95% (entro il 2023) prevista per Cina, Taiwan e Hong Kong, Asia, America del Nord e Giappone. Sul breve termine, la potenza cinese continuerà a guidare lo sviluppo globale delle reti 5G grazie ai prezzi economici, gli investimenti statali e le regolamentazioni non troppo stringenti.

Mercato degli smartphone

Smartphone

COVID-19, vendite smartphone in calo del 20%

Luca Colantuoni | 3 Giugno 2020

COVID-19 Gartner Smartphone

In base ai dati pubblicati da Gartner, le vendite di smartphone nel primo trimestre 2020 hanno subito un calo del 20,2% a causa della pandemia COVID-19.

I dati negativi pubblicati da Canalys all’inizio del mese sono stati confermati anche da Gartner. In questo caso le percentuali sono più preoccupanti perché fanno riferimento alle vendite degli smartphone. Secondo la società di analisi, il calo nel primo trimestre supera il 20%. Solo Xiaomi ha leggermente incrementato le vendite tra i produttori inclusi nella top 5.

La pandemia COVID-19 ha colpito tutti i settori. Le fabbriche sono rimaste chiuse e gli utenti hanno deciso di acquistare solo prodotti essenziali (considerando anche i ritardi nelle consegne). Il crollo del mercato degli smartphone è piuttosto pesante. Rispetto al primo trimestre 2019 sono stati venduti oltre 75 milioni di unità in meno con un calo del 20,2%.

Vendite smartphone Q1 2020

L’unico dato positivo è quello di Xiaomi. Il produttore cinese ha incrementato le vendite dell’1,4%, grazie al successo delle serie Redmi e alle varie promozioni online. Samsung conserva il primo posto della top 5, ma ha venduto oltre 16 milioni di smartphone in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-22,7%). Il dato peggiore è quello di Huawei: -27,3%. Oltre alla pandemia COVID-19, il produttore cinese ha subito anche le conseguenze del ban imposto dall’amministrazione Trump, ovvero l’impossibilità di installare le app Google sui nuovi dispositivi.

Apple ha venduto circa 3,6 milioni di iPhone nel primo trimestre 2020. Il calo dell8,2% è meno significativo rispetto agli altri produttori perché le vendite online hanno compensato quelle negli store (chiusi). Infine, Oppo ha venduto circa 24 milioni di smartphone con un calo del 19,1% dovuto soprattutto alla chiusura dei negozi, principale canale di distribuzione dei suoi dispositivi.

Computing - ICT

News

Gartner: cala il mercato dei dispositivi per colpa del COVID-19

Alfonso Maruccia | 27 Maggio 2020

Gartner Mercato Notebook Smartphone

Gli analisti di Gartner prevedono una notevole contrazione nel business dei dispositivi hi-tech, un mercato destinato a registrare quasi il -14% nel numero di unità commercializzate.

La pandemia globale di COVID-19 ha già avuto effetti negativi sul business degli smartphone, dei PC degli altri dispositivi tecnologici, e stando a quanto sostiene ora Gartner tali effetti si faranno sentire durante tutto l’anno 2020. Per una ripresa bisognerà aspettare il 2021. O forse il 2022.

Le nuove previsioni di Gartner parlano di un declino del 14% nel numero di dispositivi commercializzati entro l’anno in corso. Nel 2019 PC, smartphone e gli altri gadget hi-tech arrivati sul mercato ammontavano a 2,16 miliardi, ora invece si arriverà a malapena a 1,9 miliardi.

Mercato in declino

Gartner sottolinea come le previsioni per il declino del mercato PC (in discesa del 10,5% nel 2020) sarebbero potute essere persino peggiori, se il regime di quarantena imposto un po’ in tutto il mondo non avesse spinto la richiesta di sistemi portatili e periferiche correlate.

I primi segnali di un’inversione di tendenza arriveranno nel 2021, dicono gli analisti, e solo in relazione ai dispositivi “portatili” come laptop, tablet e Chromebook Internet-dipendenti. In questo caso a giocare a favore delle suddette categorie sarà il previsto aumento del telelavoro.

Il virus SARS-CoV-2 ha azzoppato anche la prevista diffusione degli smartphone compatibili con i network 5G. Secondo le previsioni i telefonini di nuova generazione avrebbero dovuto rappresentare l’11% dell’offerta, ma una copertura ancora limitata del 5G e il coronavirus hanno remato contro l’upgrade alle reti mobile.

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