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GeForce 9600GT: i nostri primi test in esclusiva

Davide Piumetti | 21 Febbraio 2008

Oggi è il giorno ufficiale scelto da Nvidia per il lancio della nuova serie GeForce 9000. Il primo modello a […]

Oggi è il giorno ufficiale scelto da Nvidia per il lancio della nuova serie GeForce 9000. Il primo modello a vedere la luce non è però la classica soluzione top di gamma, ma un prodotto di fascia media: la GeForce 9600 GT. La serie 9000 ha radici che affondano negli ultimi due modelli presentati dalla casa californiana: la 8800 GT e la 8800 GTS 512 sono infatti state le prime schede a basarsi su un core grafico G92, la base sulla quale poggieranno tutte le prossime schede di fascia alta attese nel breve periodo.

 

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La stessa 9600 GT si basa su un core grafico G94 (un derivato del G92) che integra 64 stream processor, un valore doppio rispetto ai 32 presenti nel precedente modello di fascia media, la 8600 GT. Il numero è comunque ancora inferiore ai 112 e ai 128 stream processor utilizzati dalle 8800 GT e GTS 512.

Le caratteristiche tecniche della scheda sono riassunte nella tabella seguente:

 

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Si può notare come la frequenza operativa del core è fissata da Nvidia a 650 MHz, un valore simile a quello di tutte le ultime schede prodotte. Gli stream processor lavorano invece a 1.625 MHz, la massima frequenza standard mai definita da Nvidia, raggiunta solo con le schede 8800 GTS 512. A titolo di confronto possiamo pensare che i 32 stream processor delle 8600 GTS lavorano a circa 1.450 MHz.

La memoria utilizzata è di tipo Gddr3 con un bus a 256 bit, finalmente adottato anche da una vera scheda di fascia media. I 512 Mbyte standard di cui è dotata raggiungono i 900 MHz, un valore decisamente elevato.

Alcuni produttori proporranno ovviamente schede con frequenze superiori, grazie ad accordi specifici con la casa madre.

La scheda è inoltre dotata del supporto allo standard Pci Express 2.0, con piena compatibilità  alla versione precedente presente sulla maggior parte delle schede madri in commercio.

Come si nota dall’immagine il layout risulta parzialmente simile a quello delle 8800 GT, con una copertura metallica del dissipatore e un connettore ausiliario a 6 pin per l’alimentazione esterna. Il consumo massimo del prodotto è stimato in 95 watt, superiori di poco ai 75 watt di potenza massima che la sola connessione Pci Express è in grado di fornire.

La scheda ha inoltre il supporto nativo alle connessioni Vga, Dvi, Hdmi e Displayport. Sarà  poi a carico dei singoli produttori la scelta di quali inserire fisicamente sulla scheda. Il modello base, a singolo slot, ne può infatti ospitare solo due e solamente con adattatori sarà  possibile avere la disponibilità  completa. Alcuni produttori proporranno invece soluzioni dual slot, con integrate tutte le connessioni digitali sopra citate.

Le prestazioni si preannunciano molto interessanti, la scheda, proposta a un prezzo vicino ai 169€, mostra infatti ottimi risultati generali.

Zotac 9600 GT AMP!Le tabelle qui sotto sono solo un’anticipazione dei test completi che potrete trovare sul prossimo numero di PC Professionale, che comprenderanno vari benchmark dei giochi più recenti sul mercato, oltre al 3Dmark 2006. In particolare i risultati qui mostrati rappresentano la scheda Zotac GeForce 9600 GT AMP!, in abbinamento a una scheda madre Asus P5E3 Deluxe, un processore Intel Core 2 Extreme QX9650 e 2 Gbyte Ddr3 1.333 MHz. Questo particolare modello di 9600 GT adotta un core a 725 MHz, stream processor a 1.750 MHz e memoria a 1.000 MHz, con prestazioni risultanti al di sopra della media. Per una visione più chiara e completa del mercato non ci limiteremo infatti a valutare le prestazioni della scheda di riferimento prodotta da Nvidia ma entreremo nel dettaglio delle singole soluzioni presentate da alcuni dei più noti produttori, valutando pro e contro di ogni modello, ognuno dotato di caratteristiche particolari e molto interessanti.

 

 

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La 9600 GT si preannuncia dunque come il nuovo punto di riferimento della fascia media, superando prestazionalmente la scheda AMD della stessa fascia di prezzo (di cui è però nell’aria l’annuncio ufficiale di un netto ribasso di prezzo). Tutto questo in attesa di vedere e provare i nuovi modelli 9800 attesi nei prossimi mesi.

Per l’analisi completa della GeForce 9600 GT vi rimandiamo al prossimo numero di PC Professionale, con il consueto articolo tecnico approfondito.

 

 

whatsapp app mac nativa (1)

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WhatsApp lancia la sua app nativa per Mac in versione beta

Martina Pedretti | 25 Gennaio 2023

WhatsApp

Mac accoglie la sua app di WhatsApp nativa in versione beta: ecco come si presenta e quali sono le novità dell’interfaccia

Su Mac arriva l’app nativa di WhatsApp

WhatsApp ha rilasciato la sua app macOS nativa compatibile con i dispositivi Mac in una beta pubblica. Ecco quali sono le novità e come si usa.

Gli utenti che usano Mac con macOS 11 Big Sur o una versione più recente potranno scaricare la versione di prova. Inoltre, le persone con Mac Intel in grado di eseguire app create con Mac Catalyst, il programma dell’azienda per il porting di iPad POS, potranno utilizzare anche questa app nativa.

Come riportato da WABetaInfo, l’app è stata rilasciata per la prima volta in fase di test lo scorso luglio. Fino ad ora, gli utenti Mac hanno dovuto fare affidamento su WhatsApp Web o sul client web di WhatsApp. Entrambi non sono l’ideale in termini di prestazioni o per ottenere un’esperienza completa. Il nuovo client nativo è ancora in beta, quindi potrebbero esserci ancora diversi bug da risolvere.

La nuova app nativa di WhatsApp per Mac ha un’interfaccia rinnovata, divisa in tre schede. A sinistra figurano i collegamenti per le Chat, le Chiamate, le Chat archiviate, i Messaggi importanti e le Impostazioni. Nella parte centrale troviamo invece la scheda con la lista delle voci dei collegamenti. Invece a destra si trova la scheda per ogni selezione.

Tra le novità di questo supporto, indichiamo che è possibile inviare messaggi a sé stessi, come già accade anche sulle app iOS e Android

L’app di WhatsApp nativa per Mac è rappresentata da un’icona gialla. Da subito inoltre mette in chiaro di essere ancora una versione bug, come specifica la descrizione. Nell’interfaccia è anche presente un bottone a forma di insetto in basso a sinistra, per segnalare possibili bug agli sviluppatori.

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Uno smartphone firmato Coca-Cola è in arrivo? Il rumor

Martina Pedretti | 25 Gennaio 2023

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Sembra che il primo smartphone firmato e prodotto da Coca-Cola sia in arrivo: cosa sappiamo del rumoreggiato ColaPhone

Il ColaPhone arriva su Internet: Coca-Cola lancerà il suo smartphone?

Avete letto bene, nelle ultime ore online si sta parlando di un presunto nuovo smartphone lanciato proprio da Coca-Cola: il ColaPhone. I primi render del presunto dispositivo sono trapelati online, e gli utenti del web si stanno chiedendo cosa ci sia di reale in questa storia.

Un insider chiamato Ice Universe ha pubblicato una foto su Twitter che ritrae proprio il misterioso ColaPhone. L’immagine mostra uno smartphone dal retro, interamente brandizzato Coca-Cola, dalla scritta al colore rosso.

“Ecco la prima foto di sempre del nuovo #ColaPhone! Per realizzarlo Coca-Cola potrebbe affidarsi ad un brand leader del settore. Chi potrebbe essere?”, chiede l’account.

La scocca posteriore del render dello smartphone, ricorda un Realme 10 4G con una nuova veste che riprende proprio il logo di Coca-Cola. Inoltre l’account @Colaphonegloba segue 8 account, compreso quello di Realme.

Si tratta quindi di una collaborazione di rebranding di uno smartphone già esistente o, come suggerisce il nome ColaPhone, di un prodotto del tutto nuovo? O ancora si tratta di una semplice bufala che si sta diffondendo sul web?

Allo stato attuale delle cose non possiamo confermare nessuna di queste opzioni. Tuttavia restiamo in ascolto per scoprire quante più novità sulla questione.

Twitter Bue, abbonamento più costoso: Musk svela i motivi

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Abbonamento di Twitter Blue più costoso: Musk svela i motivi

Andrea Sanna | 24 Gennaio 2023

Twitter

In arrivo su Twitter Blue un abbonamento un po’ più costoso. Elon Musk svela i motivi di questa scelta e i privilegi

Con il lancio ufficiale di Twitter Blue, l’abbonamento mensile per gli utenti, Elon Musk si lascia scappare sul suo account ufficiale la possibilità di avere un ulteriore prezzo, più costoso. Cosa permette di fare? Nascondere i tweet riguardanti annunci e sponsorizzazioni.

Secondo l’amministratore delegato questa mossa su Twitter Blue aumenterebbe le entrate per l’azienda, parallele a quelle degli investimenti pubblicitari. Mediante il suo profilo Elon Musk ha twittato quanto segue:

“Gli annunci sono troppo frequenti e visibili su Twitter. Stiamo lavorando per per affrontare entrambi i problemi nelle prossime settimane”.

Sembrerebbe infatti che le entrate pubblicitarie, questi almeno stando ai dati degli analisti, sarebbero in diminuzione. Un qualcosa che preoccupa, dato che il tutto si è verificato dopo l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk.

In una conversazione sotto il suo post originale, il CEO ha anticipato la possibilità di un abbonamento più costoso che regali agli utenti di Twitter un’esperienza differente, ovvero senza le pubblicità. Per farlo però è necessario sostenere un prezzo più alto rispetto a quello chiesto oggi da Blue.

Una spesa che si aggira intorno agli 11 dollari, circa il 35% in più rispetto all’iscrizione effettuata via web. Dunque oltre a ottenere le funzionalità esclusive già rese note, quali la spunta blu, modificare e annullare tweet, la modalità di lettura per conversazioni lunghe, si aggiunge quest’altra funzione.

Come riporta anche l’Ansa, Twitter non ha mai spiegato i motivi della differenza di prezzo. Anche se il tutto pare dipendere “dalle commissioni di Google e Apple sui rispettivi negozi digitali, per l’acquisto di servizi aggiuntivi e pacchetti extra.

Ricordiamo che, a partire dal 19 gennaio, Twitter Blue è sbarcato negli Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Regno Unito sia su Android che su Apple. Non sappiamo se via via il tutto si espanderà anche nel resto del mondo.

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