GFK Retail fa il punto sulle vendite Internet

Al V Forum sulle Internet Sales in collaborazione con Andec i dati sulle vendite on line di tecnologie di consumo: 848 milioni di euro è il fatturato realizzato nel 2010, +6,8% rispetto al 2009.

Come ogni anno GFK Retail and Technology analizza l’andamento delle vendite di beni durevoli in undici paesi dell’Unione Europea, un osservatorio che prosegue da cinque anni e che coinvolge 340.000 negozi sia off line che on line, rappresentativi di un universo di 1,6 milioni di punti vendita. Il campione Gfk rileva tutti i canali di distribuzione più significativi, inclusi anche le vendite on line sia dei pure player (operatori che vengono esclusivamente su Internet) sia dei negozi virtuali che appartengono a catene fisiche di punti vendita.
In cinque anni il comparto delle vendite Internet in Europa ha raddoppiato la sua importanza: passando dal 6,3% del 2006 al 13,6% del 2010, con una distribuzione diversa a seconda delle nazioni. La Repubblica Ceca ad esempio è al primo posto nelle vendite tramite Internet (23,7%) ma solo perché in questo paese mancano i negozi fisici e l’on line sopperisce là  dove è saltata una fase di sviluppo economico. Segue la Germania (19,3%) Gran Bretagna (19,2%), Olanda (15,9%) e Svizzera (15%). L’Italia è all’ottavo posto e da noi le vendite Internet pesano per il 5,3% sul totale delle vendite a valori di beni durevoli. Il settore merceologico che si ritaglia il peso maggiore sul canale on-line in Europa è l’Information technology (20,9%) seguito dalla fotografia (19,1%) dall’Office Equipment (14,1%) e dall’elettronica di consumo (11,8%). Gfk Retail ha monitorato anche le vendite di piccoli e grandi elettrodomestici e strumenti diagnostici personali che insieme però pesano meno del 10%.

In Italia il mercato totale rilevato dal panel GFK (quindi comprensivo anche dei punti vendita fisici) ha chiuso il 2010 con un valore pari a 18,1 miliardi euro (+4,3% rispetto al 2009). Su di esso l’on line pesa come detto per 848 milioni e cresce del +6,8% .
Nel nostro paese il fenomeno che ha letteralmente trainato le vendite di tecnologia al consumo nel 2010 è stato il passaggio al digitale terrestre: le flat Tv sono stati i prodotti più venduti (+2,1 punti) insieme agli smartphone (+2,8 punti ) e alle stampanti multifunzioni (+ 1,4 punti).
GFK Retail and Technology ha considerato anche per la prima volta le vendite di tablet PC (ribattezzati come Web book). Da maggio a dicembre 2010 ne sarebbero stati venduti 260.000 unità  per un fatturato di 168 milioni di euro. Un dato numericamente inferiore, a quello diffuso qualche giorno fa da Assinform (che nelle anticipazioni del Rapporto 2010 parla di circa 428.000 pezzi) ma spiegabile con il fatto che Assinform tiene conto di tutto il 2010 e non solo dell’ultimo semestre. In linea con quanto emerge dal Rapporto Assinform è invece la frenata subita dalla telefonia mobile, che, a parte il fenomeno smartphone, anche per GFK Retail risulta il comparto che cresce meno (-3,6 punti).
Confrontando gli andamenti delle vendite di tecnologie di consumo in Italia tra canale off-line e on-line emergono alcune interessanti differenze. Ad esempio, dice Alessandro Bardi, group Account Manager di GFK Retail and Technology Italia –è sceso il peso delle vendite di informatica su web dal 37% al 33%, mentre sui canali tradizionali l’IT cresce del 10%. Quello tra l’informatica e Internet è un divorzio in atto già  da tempo e che secondo GFK Retail va letto come conseguenza di un utilizzo del canale Internet per il phase-out dei prodotti informatici, cioé lo smaltimento delle vecchie linee uscite dal listino.
Oggi però non è più così e i modelli che si trovano sul web sono gli stessi reperibili nei negozi di elettronica di consumo, ma con una differenza: questi ultimi praticano politiche di prezzi molto aggressive che di fatto rendono più conveniente l’acquisto al negozio fisico che non on line. Il peso degli acquisti fatti a seguito di promozioni nel primo trimestre 2010 è stato pari al 35% per l’IT e al 22% per l’elettronica di consumo, dice GFK Retail. E questo spiega anche perché da tre anni le vendite Internet sono inchiodate a quel 5,5% di peso sul totale vendite retail, nonostante una maggior varietà  di offerta sia come marchi e modelli rispetto ai canali tradizionali. Quali ricette dare agli operatori dell’on line? GFK Retail non pensa che un ulteriore abbassamento dei prezzi sarebbe praticabile e forse una soluzione può essere vestire l’offerta di prodotti con un serie di servizi aggiuntivi che solo il canale Internet può offrire.

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