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Glovo, tutto quello che vuoi. In meno di un’ora.

Eugenio Moschini | 4 Aprile 2016

Un’app capace di esaudire ogni vostro desiderio (o quasi). È così che si presenta Glovo, una piattaforma di delivery ultraveloce, […]

Un’app capace di esaudire ogni vostro desiderio (o quasi). È così che si presenta Glovo, una piattaforma di delivery ultraveloce, su cui potete comprare letteralmente di tutto e riceverlo entro un’ora. Nata nel 2014 a Barcellona da un’idea di Oscar Pierre, che voleva trasformare il “semplice” food delivery in anything delivery, Glovo è presente nelle tre città  spagnole più popolose (oltre a Barcellona anche Madrid e Valencia). Dal 29 marzo Glovo è sbarcata anche in Italia, e più precisamente a Milano – ma è previsto l’arrivo anche a Roma – forte dell’acquisizione di Foodinho, un servizio di food delivery attivo proprio sul territorio milanese.

 

 

La piattaforma è oggi disponibile nella versione mobile (per Android e iOS) e presto anche la versione web verrà  localizzata per il nostro paese. Ma come funziona Glovo? L’utente che vuole acquistare un prodotto (qualsiasi tipo di prodotto, da un paio di scarpe a una bottiglia di vino, da un medicinale da banco a mazzo di fiori) invia la sua richiesta all’interno dell’app. Questa richiesta viene notificata a tutti i “glover” disponibili; ognuno di loro valuta la fattibilità  in base al tipo di richiesta e alla zona di consegna. Non appena un glover si prende in carico l’ordine, il rapporto con il cliente diventa di tipo 1:1 e si trasforma in una specie di “assistente personale”. Visto che Glovo è una piattaforma, l’acquisto fisico passa per un negozio tradizionale; è per questo che il numero di prodotti acquistabili su Glovo è praticamente illimitato.

Un’altra caratteristica molto interessante di Glovo è quella di pony express: vi dimenticate a casa il caricatore del notebook o della documentazione importante, ma non potete uscire dall’ufficio? Il glover può passare a casa vostra (ovviamente deve esserci qualcuno per la consegna) e portarvi tutto in meno di un’ora.

I glover non sono dipendenti di Glovo, ma persone “normali”, che nel loro tempo libero diventano “fattorini”, spinti dalla possibilità  di un guadagno extra. L’analogia, in questo caso, è con il personale di Uber: persone che nel tempo libero fanno gli “autisti”. Prima di diventare glover è necessario sostenere un colloquio e completare un breve periodo di formazione (oltre a essere in possesso di uno smartphone e di un mezzo di trasporto). I glover sono però sempre “sotto esame”, visto che vengono valutati (direttamente dagli utenti) al termine di ogni servizio. Ed è sulla base della valutazione ottenuta che un glover può guadagnare una percentuale maggiore o minore della cifra pagata dall’utente. Un incentivo che mira a “pagare”, letteralmente, un servizio efficiente.

Il costo del servizio di Glovo è variabile: completamente gratuito per la consegna di cibo da parte dei ristoranti partner (in questo Glovo funziona come un “normale” food delivery), mentre parte da 4,90 euro (più il 10% del valore dell’ordine) per le altre tipologie di bene. Il costo del servizio di “pony express” è invece di 6,90 euro. Il pagamento viene effettuato – solo dopo che il glover ha consegnato l’ordine e l’utente ha verificato che tutto corrisponda alle sue richieste – via app tramite carta di credito.Per quanto riguarda i tempi di consegna, Glovo garantisce un servizio in meno di un’ora; se il tempo di attesa superasse i 60 minuti, per cause interne a Glovo (e anche per il traffico), l’utente avrà  diritto al servizio gratuito.

Sulla carta, Glovo è una start up davvero innovativa, che nella frenetica Milano non può che trovare terreno fertile. Però, per ingranare, avrà  bisogno non solo di tanti utenti, ma anche di altrettanti glover, disposti a fare i “fattorini tuttofare” e a trasformare le richieste in realtà .

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