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Google: ecco perché ha acquisito Apigee

In questo 2016 contraddistinto da importanti acquisizioni nell’ambito hi tech, la società  di Mountain View è tornata alla carica sul mercato portandosi a casa Apigee, un’azienda famosa per i suoi servizi di gestione delle piattaforme API. Per questa operazione, Big G ha messo sul piatto 625 milioni di dollari e, secondo alcuni osservatori, Google da una parte punta a potenziare la sua presenza nel cloud e avvicinarsi ai developer.

Big G non ha esitato ad offrire 17.40 dollari in contanti per ogni azione, in quella che si ritiene un’acquisizione veramente strategica in ragione della rilevanza dei servizi API per il mondo di Big G: va detto che tra i clienti di Apigee, infatti, ci sono nomi del calibro di Burberry, Walgreen Co e At&T, e ancora, il futuro nel mondo enterprise è sempre più orientato verso il cloud, con una digitalizzazione che procede ormai spedita in ogni ambito.

Non bisogna nemmeno dimenticarsi di citare come altri big player del calibro di Microsoft ed Amazon abbiano già  puntato sul cloud, ottenendo risultati davvero rilevanti: basti pensare a questo riguardo all’ultima trimestrale di Redmond, dove l’azienda di Satya Nadella ha mostrato dati positivi in particolare grazie alla performance ottenuta attraverso la sua piattaforma Azure, sempre più in evidenza all’interno del comparto cloud.

Per Big G, poi, Apigee potrebbe rappresentare un vero e proprio ponte tra il mondo developer e la sua Google Cloud Platform: potrebbe infatti diventare il grimaldello con il quale aprire le porte di nuove potenziali relazioni nel comparto dell’API economy, dove peraltro Google è ben presente considerando le migliaia di API impiegate dallo stesso colosso di Mountain View per la sua offerta di servizi.

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