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Google: l’Intelligenza Artificiale per individuare patologie oculari

Davide Micheli | 5 Luglio 2016

IA

La società  di Mountain View sta collaborando con il servizio sanitario nazionale britannico – NHS – utilizzando la sua intelligenza artificiale per individuare patologie oculari.

L’ultima frontiera nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito medico è quella dell’oftalmologia: la notizia giunge direttamente dal Regno Unito, dove, la divisione DeepMind di Google ha stretto una partnership con il servizio sanitario nazionale britannico – l’NHS – per mettere alla prova le macchine, cercando di comprendere se le stesse possano essere istruite per individuare patologie degenerative oculari nelle fasi iniziali dell’insorgenza.

Attraverso questa partnership, la sanità  britannica e Big G mirano ad ottenere dei passi avanti per quanto riguarda la prevenzione della condizione di cecità  nei pazienti: per raggiungere questo potenziale risultato, la divisione dell’intelligenza artificiale della società  di Mountain View, avrà  accesso ad un milione di scansioni oculari (appositamente anonimizzate) per dare il via al processo di autoapprendimento di DeepMind.

Gli oftalmologi, in futuro, potrebbero quindi poter contare sull’assistenza di questo strumento digitale, capace di analizzare i risultati ottenuti da un test di scansione oculare, riconoscendo in maniera più veloce le eventuali problematiche presenti, con il risultato che attraverso una diagnosi precoce dei disturbi della vista correlati al diabete o eventuali degenerazioni maculari dovute all’età , si possa impedire la futura perdita della vista nei pazienti.

Per valutare al meglio il lavoro svolto da DeepMind in questa partnership con l’NHS, ci sarà  un team di nove persone composto da un avvocato per la sicurezza dei pazienti, l’editore della rivista medica The Lancet e anche altre personalità  con background tecnologico o medico.

Questa collaborazione ha sollevato, da parte dei sostenitori della tutela della privacy, alcuni interrogativi circa il fatto che i dati raccolti da DeepMind possano essere utilizzati per altri scopi: la divisione di Big G ha rigettato questa tesi, sottolineando come queste informazioni saranno impiegate solo per scopi in ambito medico.