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Intelligenza artificiale: ecco le sfide da affrontare secondo Google

Attraverso la sua divisione dedicata all’AI DeepMind, Google si è sicuramente distinta per essere una delle società  protagonista del progresso che l’intelligenza artificiale sta vivendo in questi ultimi anni: dopo aver battuto il campione europeo di Go ed aver giocato correttamente a Zuma’s Revenge, infatti, le reti neurali di Big G hanno anche imparato a muovere correttamente una formica digitale in un campo da calcio virtuale.

È indubbio che tutti questi progressi abbiano da una parte affascinato ed entusiasmato il genere umano, ma al contempo, questa evoluzione della tecnologia ha anche suscitato qualche perplessità  e timore nelle persone, al punto da spingere protagonisti della scelta tecnologica – come Elon Musk di Tesla – a schierarsi a favore di alcuni limiti nell’implementazione di soluzioni di AI in alcuni campi (come quello bellico).

Dopo aver annunciato lo sviluppo di una sorta di pulsante di emergenza per disattivare l’intelligenza artificiale, Google ora ha spostato la sua attenzione su quelli che potrebbero essere i futuri scenari dell’AI – che potrebbe diventare il cuore e la mente dei robot smart di domani – individuando cinque punti di riflessione imprescindibili, che meriteranno un approfondimento adeguato prima di lanciare la rivoluzione di DeepMind et similia.

Se allo stato attuale l’intelligenza artificiale non rappresenta una minaccia, e anzi in futuro potrà  rappresentare una risorsa per l’essere umano, Chris Olah di Google suggerisce come degli sviluppi caotici dell’AI potrebbero trasformare le macchine in un pericolo per l’uomo e, nella riflessione dal titolo “Concrete Problems in AI Safety”, emergono questi cinque interrogativi:

  • bisognerà  fare di tutto per evitare che si possano creare le condizioni ideali perché si verifichino effetti collaterali indesiderabili derivanti dall’uso dell’AI;
  • Google indica come prioritaria la necessità  di evitare che l’intelligenza artificiale possa sviluppare l’autogratificazione, perché la stesse potrebbe spingere la macchina oltre i limiti per la quale è stata concepita;
  • il terzo punto riguarda l’introduzione di processi decisionali in cui il ruolo del robot sia controbilanciato da quello dell’essere umano, affinché quest’ultimo abbia sempre un controllo sul primo;
  • la quarta riflessione è invece relativa ad una ricerca condotta con parametri chiari, che eviti derive ed errori della scienza;
  • l’ultimo punto riguarda invece la capacità  dell’AI di adattarsi: ciò che la stessa riesce ad apprendere in un certo contesto, deve poter essere riprodotto in modo accurato all’interno di un altro ambito.

Queste riflessioni aiuteranno a rendere sicuro e utile all’uomo lo sviluppo futuro dell’intelligenza artificiale?

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