hacker-stampanti-3d-danneggiamenti

News

Hacker: ora sono le stampanti 3D ad esser prese di mira

Davide Micheli | 26 Ottobre 2016

Stampa

Gli hacker si interessano sempre più al mondo delle stampanti 3D, un comparto dove gli stessi pirati informatici possono causare danni davvero notevoli.

Diamo oggi uno sguardo su un universo particolarmente interessante qual è quello della stampa tridimensionale, prendendo in considerazione uno studio elaborato da un team di diversi esperti di sicurezza informatica di Singapore, Israle e Stati Uniti, i quali hanno messo in evidenza come le stampanti 3D rappresentino un nuovo fertile campo di azione per gli hacker.

Nel loro lavoro di ricerca, gli esperti hanno messo in evidenza come la produzione di componenti con la stampa 3D potrebbe essere compromessa appunto dall’attività  di cyber criminali, i quali, intromettendosi nel sistema di stampa, potrebbero arrivare anche a mettere a rischio la produzione di alcuni oggetti, esponendo gli utenti a potenziali pericoli.

Questo studio pone quindi l’accento su come, in determinati ambiti, le problematiche di sicurezza informatica potrebbero incidere sulla qualità  dei prodotti, come nell’esperimento fatto proprio dal team di esperti di sicurezza, i quali hanno hackerato una stampante 3D, con il risultato che la stessa ha prodotto un’elica per droni – esteticamente identica a tante altre impeccabili – inadatta ad essere utilizzata per far volare il quadricottero in modo sicuro.

L’elica si è infatti spezzata durante l’esperimento, dando una prova tangibile di come un hackeraggio di una stampante 3D possa avere ripercussioni tangibili nella vita di tutti i giorni. Il responsabile del team di ricercatori, Yuval Elovici, ha sottolineato come una sfida del futuro è proprio quella di proteggere in maniera più efficiente questi apparecchi da eventuali hackeraggi.

Entro il 2020, infatti, il fatturato del comparto della stampa in 3D raggiungerà  a livello globale i 21 miliardi di dollari.

Google Cloud Print

Servizi

Google Cloud Print, addio dal 1 gennaio 2021

Luca Colantuoni | 30 Dicembre 2020

Cloud Google Stampa

Il servizio Google Cloud Print cesserà di funzionare dal 1 gennaio 2021, quindi gli utenti devono scegliere un’alternativa per la stampa dei documenti.

Come anticipato un anno fa, Google Cloud Print non sarà più supportato dal 1 gennaio 2021. Il servizio per la stampa cloud introdotto nel 2010 si aggiungerà dunque ai numerosi prodotti presenti nel “cimitero digitale” dell’azienda di Mountain View, dove riposa anche Google Play Music, recentemente sostituito da YouTube Music. Google suggerisce alcune soluzioni alternative.

Google Cloud Print era stato sviluppato circa dieci anni fa per offrire la funzionalità di stampa agli utenti che usavano Chrome OS. All’epoca il sistema operativo non supportava le stampanti locali, quindi i documenti dovevano essere inviati ai server di Google. Le stampanti senza scheda di rete potevano accedere ad Internet tramite computer al quale era collegata e sul quale era installato Chrome.

Il servizio è stato successivamente migliorato per supportare ogni sistema operativo, quindi anche Windows, macOS, Linux e Android. A partire dal 2017 è disponibile il supporto nativo per la stampa in Chrome OS, pertanto Cloud Print è diventato obsoleto. Per questo motivo Google ha deciso di interrompere il supporto dal 1 gennaio 2021.

L’azienda di Mountain View suggerisce alle aziende di utilizzare CUPS (Common Unix Printing System) per la stampa con Chrome OS. Nelle pagine di supporto ci sono le istruzioni da seguire per la configurazione del server di stampa e le funzionalità disponibili.

Google comunica inoltre che l’opzione “Salva in Drive” di Chrome verrà rimossa dal 1 gennaio 2021 su Windows, macOS e Linux. I documenti potranno essere salvati in formato PDF su Google Drive dall’anteprima di stampa, ma occorre installare Backup e sincronizzazione o Drive File Stream.

Toner stampante laser

Hardware

Stampanti laser: le differenze tra toner refill, rebuilt e newbuilt

Nicola Martello | 23 Dicembre 2020

Stampa

Per ottenere belle stampe con una laser non basta usare una stampante al di sopra di ogni sospetto, servono toner di qualità, che possono anche essere compatibili di terze parti e rigenerati.

Nonostante la progressiva digitalizzazione dei documenti, un mondo completamente printer free è ancora molto, molto lontano. Per questo, in ufficio e tra le mura domestiche, le stampanti (e le multifunzioni) sono spesso un accessorio indispensabile. L’evoluzione tecnologica e la progressiva riduzione dei costi ha ormai da tempo smentito uno dei falsi miti sulle stampanti, ovvero che i modelli laser siano adatti solo per l’ufficio. In realtà esistono stampanti laser compatte (ed economiche) perfette anche per l’utente consumer.

Dal punto di vista della qualità le stampanti laser sono perfette per avere testi su carta con caratteri assolutamente nitidi. In effetti questa tecnologia è nata proprio per stampare al meglio i documenti con solo testo, al limite con un minimo di grafica in bianco e nero. Sono però ormai anni che diversi produttori offrono anche modelli che stampano a colori, sia pure senza la pretesa di produrre immagini di qualità fotografica. Le stampe che si ottengono hanno colori brillanti e compatti, resistenti all’acqua e che non degradano nel tempo, ma le sfumature sono sgranate o addirittura a bande.

Come funziona una stampante laser

Al suo interno, una stampante laser ha un grosso tamburo la cui superficie curva viene caricata elettrostaticamente. Un laser (oggi può essere un led) scandisce questa superficie e cancella la carica solo in alcune zone, corrispondenti alle parti che devono restare bianche sul foglio. Subito dopo sul tamburo è depositato il toner, una polvere composta da particelle finissime nere che aderiscono solo nei punti dove è rimasta la carica elettrica. Nel caso di una stampante a colori, i toner sono quattro, di colore ciano, magenta, giallo e nero, e il ciclo appena descritto viene ripetuto quattro volte, una per ogni tinta. Di seguito un foglio di carta viene fatto aderire al tamburo e grazie all’applicazione di calore le particelle di toner si attaccano alla carta.

Il toner è contenuto in un serbatoio dotato di coperchio azionato da meccanismi più o meno complessi, ed è aperto dalla stampante solo quando serve, dato che è importante che le particelle non siano disperse nell’ambiente. Nel caso di una stampante a colori i serbatoi sono quattro, uno per ogni tinta. Rispetto alle stampanti a getto di inchiostro, le stampanti laser hanno un vantaggio in termini di consumi: l’autonomia di un singolo toner si misura infatti in migliaia di pagine di stampa.

Cambiare il toner

I toner vanno sostituiti quando si esauriscono, ovviamente, e il mercato offre diverse soluzioni per il cambio dei serbatoi. Esistono infatti i toner originali venduti dal produttore della stampante, in genere non economici. In alternativa sono disponibili toner compatibili di terze parti, più economici e suddivisi in tre tipologie: refill, rebuilt e newbuilt. Ma quali sono le differenze?

Toner refill

Nel caso di toner refill, i vecchi serbatoi sono semplicemente ricaricati con nuova polvere colorata. Questa soluzione ha il vantaggio di poter riciclare il contenitore, così si inquina di meno dato che il produttore non deve fabbricare nuovi serbatoi. Di contro, il ripetuto riutilizzo del contenitore provoca un’usura sempre maggiore dei meccanismi, con il risultato che alla lunga possono verificarsi malfunzionamenti, come l’apparizione di strisce nella stampa quando il toner è vicino all’esaurimento.

Toner rebuilt

Rispetto al caso precedente, con il toner rebuilt il produttore revisiona il serbatoio usato prima della ricarica vera e propria, così le parti più rovinate dall’usura sono individuate e sostituite con i rispettivi elementi nuovi. La qualità di questi consumabili può essere molto vicina a quella degli originali, tutto dipende dalla cura con cui il produttore ha effettuato la revisione. Anche la qualità del toner vero e proprio è fondamentale, naturalmente.

Toner newbuilt

Con toner newbuilt si intende l’impiego di serbatoi completamente nuovi, prodotti da zero da aziende diverse da quella che ha costruito la stampante, e riempiti con polveri sempre di terze parti. Con questi consumabili non ci sono problemi di parti danneggiate a causa di un lungo utilizzo, ma l’effettiva affidabilità dipende dalla qualità di costruzione, dai materiali e dalla polvere toner.

L’importanza di toner di qualità

Visto che non è affatto scontato trovare consumabili di terze parti che siano di qualità (il mercato è vasto e il rischio di incappare in prodotti scadenti è concreto), è importante rivolgersi a chi ha esperienza nel settore, come Cartucce.it, un negozio online dotato di un vasto catalogo di prodotti. Qui è possibile trovare non solo toner originali e garantiti delle migliori marche (Brother, Canon, Epson, HP, Samsung, Dell, Imb e altre), ma anche quelli compatibili e rigenerati. Questi ultimi sono selezionati per funzionare al meglio senza mettere a rischio né la qualità della stampa né la durata della stampante.

Per di più, su Cartucce.it dal 24 al 27 dicembre è possibile acquistare i toner compatibili con il 30% di sconto, un’ottima occasione per fare scorta. Cartucce.it ha in vendita anche tamburi originali o compatibili e una selezione apposita di chip per rigenerare i toner, oltre a kit di manutenzione, ricambi e tutti i componenti necessari per il corretto funzionamento della stampante laser. Oltre ai toner, Cartucce.it offre poi un vasto assortimento di ricariche per stampanti a getto di inchiostro come quelle di Canon, Epson, Kodak, Olivetti, HP e Samsung. Il cliente può scegliere tra ricariche originali, compatibili e rigenerate.

Stampa - stampante

OS

Impedire a Windows 10 di modificare la stampante predefinita

Alfonso Maruccia | 10 Dicembre 2020

Stampa Windows

Windows 10 ha il vizio di impostare come predefinita l’ultima stampa utilizzata. Ecco come modificare questo comportamento potenzialmente fastidioso.

Secondo le impostazioni di default, Windows 10 ha l’abitudine di gestire in maniera automatica le stampanti, reali o virtuali che siano, attualmente collegate al sistema. L’OS imposta l’ultima stampante utilizzata come quella “predefinita”, un comportamento che potrebbe anche non essere nell’interesse dell’utente soprattutto quando si ha a disposizione più di una stampante. O magari una stampante fisica accanto a quelle virtuale incluse nel sistema.

Per modificare tale comportamento, occorre prima di tutto accedere alle Impostazioni in formato UWP tramite la solita combinazione da tastiera (Win+I), quindi scegliere Dispositivi, Stampanti e scanner dalla colonna sulla sinistra e infine togliere la spunta all’opzione Consenti a Windows di gestire la stampante predefinita.

Stampante predefinita in Windows 10 - 1

A questo punto Windows indicherà qual è l’attuale stampante predefinita tra quelle nell’elenco presente sulla pagina, e noi avremo totale libertà nell’accedere a ciascuna delle suddette stampanti, gestire il dispositivo ed eventualmente scegliere di impostare come preferita una periferica (reale o virtuale) differente.

Stampante predefinita in Windows 10 - 2

Aggiungi alla collezione

No Collections

Here you'll find all collections you've created before.