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Multa ad Intel: ecco motivi e chiarimenti della sentenza

Redazione | 15 Maggio 2009

Data la delicatezza dell’argomento, che rappresenta un importantissimo momento storico nel mondo dell’informatica, abbiamo deciso di soffermarci approfonditamente sui motivi […]

Data la delicatezza dell’argomento, che rappresenta un importantissimo momento storico nel mondo dell’informatica, abbiamo deciso di soffermarci approfonditamente sui motivi della sanzione europea che ha colpito Intel. La Commissione Europea ha pubblicato infatti le motivazioni della multa, che andremo nel seguito a esporre cercando di chiarire al meglio la situazione.

La multa da 1,06 miliardi di euro che la Commissione Europea ha inflitto a Intel deriva da alcune pratiche ritenute scorrette e anticoncorrenziali, effettuate grazie alla posizione dominante del colosso statunitense nel mercato dei processori. La multa deriva dunque da quella che viene normalmente chiamata “Abuso di posizione dominante“; secondo la commissione Intel ha utilizzato la propria posizione di forza per ottenere dei vantaggi, a scapito dei concorrenti principali (fondamentalmente AMD). Le pratiche scorrette sono state pubblicate in una nota stampa dalla Commissione Europea, che anticipa il faldone da oltre 500 pagine che conterrà  la sentenza completa. Le motivazioni espresse sinteticamente sono comunque sufficienti a rendersi conto della situazione.

La sentenza cita:

 


La Commissione Europea ha imposto a Intel Corporation una multa di 1.060.000.000 euro per la violazione delle regole antitrust europee con abuso di posizione dominante del mercato, utilizzando pratiche illegali e anticompetitive per escludere i concorrenti dal mercato delle Cpu X86.

La commissione ha inoltre disposto la cessazione immediata da parte di Intel di tali pratiche laddove siano ancora adottate. Nel periodo tra ottobre 2002 e dicembre 2007 Intel ha mantenuto una posizione dominante nel mercato delle Cpu X86 (con almeno il 70% delle quote di mercato). La commissione ha ravvisato che Intel è coinvolta in due diverse pratiche illegali.

La prima è il rimborso parziale o totale ai produttori di computer che avessero acquistato solamente o in larga maggioranza Cpu X86 Intel. Intel ha inoltre effettuato pagamenti diretti ai maggiori rivenditori condizionati alla vendita di soli personal computer dotati di Cpu Intel. Questi rimborsi hanno impedito ai clienti europei di scegliere prodotti alternativi.

La seconda pratica illegale è il pagamento diretto da parte di Intel ai produttori di computer che avessero bloccato o ritardato il lancio di prodotti basati su processori concorrenti, finalizzato a limitarne le vendite sul canale.

La commissione ritiene che queste pratiche costituiscono abuso di posizione dominante da parte di Intel sul mercato delle Cpu X86, che ha danneggiato i consumatori dell’area europea. Ostacolando la capacità  dei concorrenti di competere con i propri prodotti, le azioni di Intel hanno minato la competizione e l’innovazione. La Commissione monitorerà  attentamente l’osservanza di Intel a questa decisione. Il mercato mondiale di Cpu X86 muove un valore di circa 22 miliardi di euro all’anno, con l’Europa che ne genera il 30% circa (6,6 miliardi).


 

Dopo questa parte la sentenza indica i produttori di Pc e i rivenditori coinvolti: Acer, Dell, Hp, Lenovo, Nec e Media Saturn Holding, proprietario di molte grandi catene informatiche in tutta Europa, come Media Markt, MediaWorld (in Italia) e Saturn.

Ecco inoltre un riassunto delle specifiche pratiche svolte da Intel:

 


Pagamenti e sconti condizionati:

  • Intel ha praticato degli sconti ai maggiori produttori di computer a patto che acquistassero solamente (o in larga maggioranza) Cpu X86 da Intel
  • Intel ha concesso sconti al produttore “A” dal dicembre 2002 al dicembre 2005 con la condizione che acquistasse solo Cpu Intel
  • Intel ha concesso sconti al produttore “B” dal novembre 2002 al maggio 2005 con la condizione che acquistasse non meno del 95% delle Cpu utilizzate nei sistemi desktop da Intel (nel caso che il 5% fossero state Cpu AMD Intel avrebbe applicato condizioni restrittive specificate in seguito)
  • Intel ha concesso sconti al produttore “C” dal ottobre 2002 al novembre 2005 con la condizione che acquistasse non meno dell’80% delle Cpu per desktop e notebook da Intel
  • Intel ha concesso sconti al produttore “D” nel corso del 2007 con la condizione che acquistasse solo Cpu Intel per sistemi notebook
  • Intel ha inoltre disposto pagamenti diretti a Media Saturn Holding da ottobre 2002 a dicembre 2007 con la condizione che il rivenditore proponesse al pubblico esclusivamente sistemi basati su Cpu Intel nei paesi dove svolge la propria attività 
La Commissione non pone obiezioni sugli sconti praticati da Intel, ma sulle condizioni che l’azienda ha disposto affinché tali sconti fossero concessi. Dal momento che i produttori sono dipendenti in larga parte dalle forniture di Cpu Intel, solo una piccola quota di Cpu X86 è aperta alle proposte di aziende concorrenti. Intel ha costruito la propria politica di prezzi per assicurare che i produttori che avessero scelto Cpu AMD avrebbero perso gli sconti o una gran parte di essi che Intel ha concesso per la maggior parte delle forniture di cui è monopolista. Il produttore di sistemi avrebbe dovuto pagare a Intel un prezzo più alto per le forniture esclusive di Intel (avendone perso gli sconti), con ovvie ripercussioni sulle vendite. 
 

Pagamenti per bloccare la vendita si specifici prodotti concorrenti

Intel ha interferito nelle relazioni tra i produttori di sistemi e AMD, riconoscendo pagamenti ai produttori (non collegati ad acquisti di prodotti Intel) dietro la condizione che questi produttori ritardassero o cancellassero il lancio di prodotti basati su Cpu AMD, o ponendo restrizioni sulla distribuzione di prodotti basati su soluzioni AMD. La Commissione ha deciso che i pagamenti hanno impedito a prodotti per i quali ci sarebbe stata una domanda di raggiungere il mercato. La Commissione ha riconosciuto i seguenti casi specifici:

  • Per il 5% del business del produttore “B” che non era soggetto agli sconti condizionali citati sopra, Intel ha effettuato ulteriori pagamenti una volta che:
  • sono stati venduti sistemi desktop AMD solo a imprese medie o piccole
  • sono stati venduti sistemi desktop AMD solo tramite distribuzione diretta
  • posponendo il lancio di sistemi AMD in Europa di 6 mesi
  • Intel ha effettuato pagamenti al produttore “E” una volta che il produttore ha ritardato il lancio di un notebook AMD da settembre 2003 a gennaio 2004
  • Prima dello sconto condizionato al produttore “D” indicato sopra, Intel ha disposto pagamenti una volta ritardato il lancio di un notebook con Cpu AMD da settembre 2006 alla fine del 2006 

La Commissione ha ottenuto le prove dell’esistenza di molte condizioni ritenute illegali nella decisione presa anche se non esplicitamente presenti nei contratti di Intel. Quanto detto si basa su un’ampia gamma di prove contemporanee, come e-mail ottenute tra l’altro da ispezioni nelle sedi Intel, in risposta alle richieste formali della commissione e all’evidente tentativo di Intel di occultare le condizioni correlate ai pagamenti effettuati.


 

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