GPU

AMD Radeon R9 Fury X

Michele Braga | 24 Giugno 2015

AMD Vga

Presentata alla stampa  pochi giorni fa durante l’E3, oggi debutta in pubblico la nuova ammiraglia delle schede grafiche targate Amd: […]

Presentata alla stampa  pochi giorni fa durante l’E3, oggi debutta in pubblico la nuova ammiraglia delle schede grafiche targate Amd: si tratta della Radeon R9 Fury X. In questa breve anteprima vi presentiamo i primi dettagli del prodotto che rappresenta un punto di riferimento sotto il profilo tecnologico, mentre nel nostro laboratorio stiamo portando a termine i test più approfonditi relativi alle prestazioni. Sul prossimo numero di PC Professionale potrete leggere la prova corredata dall’analisi dell’architettura, della tecnologia HBM e completa di tutti i risultati sulle prestazioni.

Fury_X_3 Basata sul processore grafico Fiji XT, la novità  più importante che Amd ha introdotto con questo prodotto top di gamma riguarda l’utilizzo della tecnologia di memoria Hbm (High Bandwidth Memory). La Gpu Fiji XT è prodotta con processo tecnologico a 28 manometri, lo stesso impiegato per realizzare i processori grafici Amd di generazione precedente. In realtà  la produzione del chip nel suo insieme è molto più complessa perché ora la memoria non è più esterna e saldata sul Pcb della scheda, ma è collocata a fianco della Gpu sul medesimo package. HBM Il die del processore Fiji XT racchiude al suo interno 8,9 miliardi di transistor che servono alla sola architettura grafica, mentre dal computo mancano i transistor presenti nei chip di memoria HBM impilati al suo fianco. Si tratta di numeri impressionanti e che fanno intuire anche la necessità  di utilizzare un sistema di raffreddamento a liquido per assicurare una temperatura di esercizio stabile e adatta a garantire la perfetta funzionalità  della Gpu e delle memorie. Fury_X_2 In tabella sono riportati i dati relativi alle caratteristiche tecniche della scheda che, almeno per il momento, è prodotta unicamente da Amd al fine di garantire la qualità  e l’affidabilità  con il nuovo chip. Tabella

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L’architettura Graphics Core Next

Introdotta per la prima volta alla fine del 2011, l’architettura Gcn (Graphic Core Next) è il fondamento delle ultime generazioni di processori grafici Amd. Questa architettura utilizza una struttura logica di base rappresentata dai moduli Gin Compute Unit che sono replicati all’interno del motore grafico in funzione del livello di prestazioni che si vuole raggiungere. Tali moduli sono rimasti pressoché inalterati dal punto di vista logico e funzionale, mentre si sono evoluti nel tempo a livello progettuale per garantire maggiori prestazioni, maggiore efficienza e per assicurare la compatibilità  con le novità  sul fronte delle librerie di programmazione, come ad esempio Mantle e le nuovissime DirectX 12. GcnCU All’interno di ogni modulo sono presenti 64 stream processor organizzati in quattro unità  vettoriali Simd (Single Instruction Multiple Data), una unità  di calcolo scalare e quattro unità  di texture; le unità  di calcolo sono supportate da strutture di registri interni e da un sistema di cache. Ogni blocco di cache di primo livello (L1) serve un gruppo di quattro Gcn Compute Unit ed è ripartito in sezioni da 16 Kbyte per le istruzioni e da 32 Kbyte per i dati. Le cache di primo livello garantiscono una banda di trasferimento dati in modalità  scrittura/lettura pari a 64 byte per ogni ciclo di clock. La cache di secondo livello (L2) è ripartita in blocchi funzionali con una banda di trasmissione dati pari a 64 Kbyte per ciclo di clock. La comunicazione e lo scambio dati tra i diversi gruppi di unità  Gcn è garantita dalla Global Data Share, ovvero una cache condivisa accessibile da tutta le unità  dell’architettura. I processori grafici sono realizzati assemblando tra loro una diversa quantità  di moduli Gcn Compute Unit all’interno di un’organizzazione di alto livello definita Shader Engine, le unità  Rop, il controller di memoria, il processore geometrico e il Command Processor. Il processore grafico Fiji XT utilizza l’ultima implementazione dell’architettura Gcn -identificata come Gcn 1.2 – e il numero delle Gcn Compute Unit  pari a 64 e da questo deriva il conteggio finale di 4.096 stream o shader processor.

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Memorie HBM La tecnologia di memoria HBM (High Bandwidth Memory) permette di impilare i chip per ottenere una maggiore densità  di memoria rispetto alla superficie in pianta così da rendere possibile il posizionamento della memoria stessa sullo stesso package del processore al quale è collegata. Nel caso delle schede grafiche il confronto tra la memoria Gddr5 e quella Hbm evidenzia vantaggi sostanziali a favore di quest’ultima: primo tra tutti la possibilità  di incrementare la quantità  di memoria senza dover aumentare lo spazio necessario in pianta; in secondo luogo la tecnologia Hbm promette di offrire una banda di trasferimento dati pari a 100 Gbyte/s per ogni stack di chip contro i 28 Gbyte/s di un chip Gddr5. La tensione di alimentazione è inferiore (1,3 volt contro 1,5 volt) così come la frequenza operativa; la minor frequenza è compensata da un bus di trasferimento dati ampio 1.024 bit contro quello a 32 bit tipico dei chip Gddr5. La prima generazione di prodotti avrà  però un limite di 4 Gbyte di memoria e dovremo aspettare la seconda generazione di prodotti prima di vedere schede grafiche con quantitativi maggiori di memoria Hbm.

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Come si può osservare dallo schema qui sopra, risulta evidente quanto sia vantaggioso utilizzare memorie di tipo HBM che permettono di ridurre in modo sensibile la dimensione e la complessità  della scheda grafica nel suo complesso.

Le prestazioni

La Radeon R9 Fury X è ancora sotto test nel nostro laboratorio e stiamo raccogliendo e verificando i risultati nei diversi test. Di seguito pubblichiamo i primi risultati ottenuti che aggiorneremo man mano che avremo nuovi risultati.

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NVIDIA GeForce RTX 3080

GPU

GeForce RTX 3080 Ti, NVIDIA rimanda il lancio a febbraio 2021?

Alfonso Maruccia | 16 Dicembre 2020

AMD GeForce Gpu Nvidia

Stando ai nuovi rumor, NVIDIA avrebbe deciso di rimandare il lancio di GeForce RTX 3080 Ti di un mese. La minaccia di Big Navi contro la versione “liscia” della GPU non preoccupa più di tanto.

Nonostante un lancio a dir poco problematico e il pasticcio dei condensatori (o forse dei driver) incapaci di reggere ai picchi di frequenza della GPU, la GeForce RTX 3080 è oggi uno dei prodotti più desiderati e desiderabili dagli appassionati di videogiochi su PC. La scheda acceleratrice di NVIDIA è potente, talmente potente che l’azienda avrebbe deciso di rimandare di qualche settimana il debutto della sua versione “maggiorata”.

Il focus è ancora una volta la GeForce RTX 3080 Ti, la GPU che secondo le indiscrezioni servirebbe a NVIDIA per contrastare l’offerta concorrente di AMD Radeon RX 5000 (e di RX 6900 XT in particolare). La nuova GeForce Ampere dovrebbe arrivare a gennaio, anzi no: gli ultimi rumor in tal senso spostano la data del debutto in avanti di un mese, quindi a febbraio 2021.

NVIDIA GeForce RTX 3000 - 1

NVIDIA avrebbe deciso di rinviare il debutto di GeForce RTX 3080 Ti perché, come confermano i benchmark indipendenti, la minaccia di AMD Big Navi non è così pericolosa come inizialmente preventivato. Le due architetture sembrano equivalersi in alcuni giochi, mentre in altri le GeForce Ampere sono più veloci. Anche Radeon RX 6900 XT non è poi così irraggiungibile, a livello di frame al secondo, dal punto di vista di una RTX 3080.

Un’altra ipotesi sul rinvio prenderebbe poi in considerazione la scarsità di GPU GeForce in commercio rispetto alla domanda, un problema che accomuna anche AMD (e chiunque altro abbia lanciato un prodotto hi-tech in questi mesi) e che dovrebbe persistere almeno fino a febbraio. In tal modo NVIDIA avrebbe modo di far calmare le acque e di migliorare la resa di mercato della linea Ampere, prima di far debuttare la nuova GPU GeForce RTX 3080 potenziata.

CPU Intel

CPU

Rocket Lake-S, primi benchmark per le future CPU di Intel

Alfonso Maruccia | 16 Dicembre 2020

AMD Cpu Intel Zen

Arrivano nuove indiscrezioni sulle performance di Rocket Lake-S, CPU Intel Core di undicesima generazione in arrivo nel 2021. AMD e Ryzen (non) possono dormire sonni tranquilli.

Come già confermato da Intel, le CPU Rocket Lake-S debutteranno il prossimo anno prendendo il posto di Comet Lake-S come piattaforma desktop x86 ad alte prestazioni. Il canto del cigno del nodo produttivo a 14nm userà lo stesso socket di Comet Lake-S (LGA-1200) ma includerà diverse architetturali, e stando a Intel sarà anche molto più performante.

In attesa del debutto ufficiale sul mercato, le prossime CPU di Chipzilla sono già in circolazione sotto forma di esemplari ingegneristici e relativi leak tramite i benchmark online. Nuove indiscrezioni in tal senso sono di recente emerse in merito ai modelli Core i5-11400 e Core i9-11900K, con novità decisamente interessanti su entrambe i fronti.

La CPU Core i5-11400 ha fatto la propria comparsa nel database di SiSoftware SANDARA, con un clock di base da 2,60GHz, Turbo da 4,4GHz, 6 core fisici e 12 thread logici. In confronto alla CPU Core i5-10400 (Comet Lake-S) oggi in commercio, il modello di undicesima generazione presenta una frequenza base inferiore di 300MHz e una Turbo maggiorata di 100MHz.

Le prestazioni della versione preliminare di Core i5-11400 non sono particolarmente interessanti, mentre lo stesso non si può dire per l’ultimo leak sul Core i9-11900K. Quello che dovrebbe essere il processore di punta della linea Rocket Lake-S è comparso nel database dei benchmark di Ashes of the Singularity, gioco ben noto per lo stress che impone alle CPU oltre che alle GPU discrete.

Usando il preset “Crazy” con risoluzione 1080p e una GPU GeForce RTX 2080 Ti, la CPU Core i9-11900K raggiunge i 63 fps contro i 57 fps di Ryzen 9 5950X. Rocket Lake-S sarebbe dunque più veloce di almeno il 10% rispetto a Ryzen 5000/Zen 3, suggerisce il leak, una presunta conferma della bontà della futura offerta di Intel e dell’incremento di prestazioni in ambito IPC promesso dalla corporation.

Logo Steam

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Steam: AMD continua a erodere quote di mercato a Intel

Alfonso Maruccia | 4 Dicembre 2020

AMD Cpu Intel Steam

Le ultime statistiche di utilizzo del popolare servizio videoludico per PC confermano il crescente successo di mercato delle CPU AMD. Ryzen e Zen conquistano utenza mentre Intel prepara le battaglie future.

A due mesi di distanza dal passaggio, a suo modo storico, del 25% del mercato dei videogiocatori attivi su Steam, la crescita della quota di chip AMD sulla popolare piattaforma di Valve non accenna a rallentare. Il gap con Intel è ancora vasto, ma il trend conferma il vento in poppa per le soluzioni Ryzen e le nuove iterazioni dell’architettura di processore Zen.

Secondo gli ultimi sondaggi hardware di Steam riferiti al mese di novembre, infatti, l’uso delle CPU prodotte da AMD è aumentato ancora ed è ora fermo al 26,91%. Intel occupa l’altra metà, anzi gli altri due terzi del cielo del gaming via Steam con il 73,09% di market share, ma il trend positivo di AMD comincia ad acquisire una certa consistenza.

AMD CPU Steam Novembre

Le CPU Ryzen e l’architettura Zen (3) hanno riportato AMD al centro della scena nel mercato dei processori per PC x86, con nuove unità computazionali in grado di offrire prestazioni migliori a un prezzo inferiore rispetto alla controparte Intel. E Intel pensa ovviamente a riprendersi lo scettro delle prestazioni con Rocket Lake-S, CPU Core desktop di undicesima generazione in arrivo per il 2021 con supporto (tra le altre cose) allo standard PCI Express 4.0.

Sempre a riguardo di Rocket Lake-S, una recente aggiunta al benchmark Geekbench fa riferimento a un sample ingegneristico di una CPU 11th gen a 8 core e 16 thread inclusa in un PC da gaming HP Omen 30L. I numeri tornano a essere a favore di Intel, sia nelle prestazioni a singolo core che in quelle multi-core.

Tornando infine a Steam, i sondaggi di novembre 2020 continuano a incoronare GeForce GTX 1060 come la GPU più popolare presso i giocatori su PC. In questo caso NVIDIA la fa da padrona, e la strada di AMD e delle nuove Radeon RX sembra molto più in salita rispetto al settore delle CPU.

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