Intel parla (male) di Cuda e del futuro del Gpgpu

In occasione di un’intervista a Pat Gelsinger, CTO e vice presidente di Intel, si è avuto per la prima volta modo di conoscere l’opinione del colosso Intel a riguardo delle nuove tecnologie di Gpgpu di Nvidia e AMD.

gelsingerb.jpgSecondo Gelsinger infatti il modello scelto dai produttori storici di schede grafiche non è adatto al mondo della programmazione attuale. Per gli sviluppatori passare da un codice specifico per architettura x86 a uno adatto alle schede grafiche (tramite Cuda o Brook+) è infatti un’inutile perdita di tempo.

Intel, con Larrabee, ha infatti intenzione di portare avanti il progetto Terascale, integrano unità  di calcolo specifiche direttamente nelle Cpu arrivando all’adozione non di decine, ma di migliaia di mini core perfettamente operativi. Grazie alla piena compatibilità  x86 sarà  possibile utilizzare lo stesso codice adottato oggi, ma Gelsinger tiene a sottolineare che è giunto il momento di cambiare il modus operandi nella gestione del lavoro di programmazione, focalizzandosi di più sul multi threading cambiando magari gli strumenti utilizzati per lo sviluppo.

Rispondendo a una domanda specifica su Cuda, Gelsinger avrebbe inoltre affermato che ritiene probabile che Cuda in futuro sarà  soltanto “una nota a pié di pagina nella storia del computer”.

Sembra logico che uno dei manager più importanti di Intel cerchi di portare quanta più acqua possibile verso il proprio mulino, ma forse relegare Cuda, Brook+ e OpenCL a un ruolo così marginale potrebbe rivelarsi una mossa sbagliata.

Che Intel stia sottovalutando gli “avversari”? Oppure dispone di una tecnologia tale da poter dormire sogni tranquilli?

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