GPU

Radeon R9 Nano, top di gamma in versione mignon

Michele Braga | 11 Gennaio 2016

AMD Gpu Vga

Grazie alla Gpu Fiji con memorie Hbm integrate, questo modello compatto racchiude la potenza dell’ammiraglia Fury X.

La R9 Nano è la terza scheda grafica che entra a far parte della linea di prodotti Radeon della serie Fury. Questa famiglia costituisce l’offerta di fascia alta di Amd e sfrutta il recente processore grafico Fiji che, per il momento, è l’unico sul mercato a utilizzare la tecnologia di memoria Hbm (High Bandwidth Memory) su questa tipologia di prodotti.

Proprio grazie all’impiego di questa tecnologia, Amd è riuscita a realizzare una scheda grafica estremamente compatta a differenza di tutti i prodotti di fascia alta sul mercato: il pcb è lungo solo 15 centimetri, ma la ridotta dimensione non ha impatti sulle caratteristiche tecniche e senza una riduzione di prestazioni significativa rispetto agli altri modelli Fury.

L’architettura Fiji

Il processore grafico alla base dei prodotti Radeon R9 Fury è prodotto da Global Foundries con la tecnologia a 28 nanometri che è stata impiegata per realizzare anche i processori grafici di generazione precedente. La scelta di utilizzare un processo produttivo collaudato deriva dall’elevata complessità  del package: per integrare la memoria a fianco della Gpu è stato necessario realizzare quello che in gergo tecnico è chiamato interposer, ovvero un substrato che integra le connessioni elettriche necessarie per mettere in comunicazione Gpu e memoria.

 

 

L’organizzazione interna di Fiji XT espande quella della generazione precedente senza però apportare modifiche sostanziali alla parte di elaborazione vera e propria. La vera differenza riguarda l’incremento della memoria cache di secondo livello e il controller di memoria.

Fiji racchiude, in 560 millimetri quadrati, 8,9 miliardi di transistor prodotti con tecnologia a 28 nanometri. La Gpu sfrutta la più recente evoluzione dell’architettura Graphics Core Next di Amd, il cui elemento fondamentale è il modulo Gcn Compute Unit (Gcn CU) che a livello logico è pressoché immutato rispetto a quello originale introdotto più di due anni fa. Ogni Gcn CU è organizzata con un singolo scheduler programmabile e condiviso che gestisce 4 unità  vettoriali Simd (Single Instruction Multiple Data) – per un totale di 64 stream processor – e un’unità  di calcolo scalare; ogni unità  Simd dispone di un registro vettoriale dedicato da 64 Kbyte, mentre l’unità  di calcolo scalare dispone di registri scalari per un totale di 4 Kbyte. All’interno del modulo Gcn CU sono presenti 64 Kbyte di memoria per lo scambio di dati (Local Data Share) e una cache di primo livello (L1) da 16 Kbyte. A completare la struttura del modulo Gcn CU troviamo inoltre 4 unità  di texture, ognuna delle quali è affiancata da 4 unità  per il fetch delle texture.

I moduli Gcn CU sono organizzati in blocchi logici e funzionali denominati Shader Engine (SE); ogni blocco SE comprende un motore geometrico dedicato, un’unità  di rasterizzazione e quattro unità  Rop. Il chip Fiji completo dispone di 64 moduli Gcn Compute Unit che a gruppi di 16 sono organizzati in 4 blocchi SE. Da questi numeri si deduce in modo immediato che l’architettura nel suo complesso contempla 4.096 stream processor.

I blocchi SE sono controllati dal Command Processor, deputato a gestire e instradare il carico di lavoro ai motori geometrici, a fianco del quale sono presenti le unità  Ace (Asynchronous Compute Engine) che servono a gestire le code di elaborazione per calcoli generici. Come nella precedente architettura Hawaii di fascia alta, il numero delle unità  Ace è pari a 8 e ciascuna unità  è in grado di gestire 8 code simultanee. Lo scambio delle informazioni tra i diversi blocchi SE è assicurato dalla memoria di tipo condiviso Global Data Share, alla quale si aggiunge la cache di secondo livello (L2) con capacità  complessiva di 2 Mbyte.

Come abbiamo anticipato, la vera innovazione che caratterizza la famiglia di processori grafici Fiji riguarda la memoria locale per la quale è stata scelta la tecnologia HBM (High Bandwidth Memory): il bus è ampio 4.096 bit e opera a una frequenza operativa reale di 500 MHz in modalità  Ddr (Double Data Rate), ovvero una frequenza equivalente di 1 GHz. Con queste caratteristiche la banda passante massima teorica è pari a 512 Gbyte/s, ovvero il 60% in più rispetto a quanto offerto dalla Radeon R9 290X (320 Gbyte/s) con memorie Gddr5. Disporre di una banda di trasferimento dati così elevata permette di incrementare l’efficienza delle unità  Rop e permette di sfruttare appieno le potenzialità  dell’architettura GCN 1.2 e degli algoritmi di compressione.

Acceleratori integrati

Sul fronte degli acceleratori multimediali, Fiji offre le tecnologie TrueAudio, Vce e Uvd. La prima consiste nell’integrazione all’interno del die della Gpu di core Tensilica Xtensa Hifi EP e Xtensa Hifi 2 EP. In particolare questi ultimi, grazie anche all’elevata banda di trasmissione dati tra la memoria locale e la Gpu, sono in grado di eseguire il 100% dell’elaborazione di effetti audio complessi senza richiedere in ogni caso potenza di calcolo Gpu.

 

Il motore Vce (Video Compression Engine) combina i punti i forza dei moduli di calcolo multimediale a funzioni fisse non programmabili con l’elevata potenza di calcolo offerta dall’architettura Graphics Core Next per eseguire i diversi passi necessari alla codifica video. Il motore Uvd (Unified Video Decoder) 3.0 permette di accelerare in hardware la decodifica del formato H.264, ma anche di quelli Avchd, Vc-1, Wmv (profilo D) e Mpeg-2. A questi si aggiunge il supporto ai formati Mvc (Multi View Codec), specifico per i contenuti con più flussi video integrati, Mpeg-4 e Divx. Grazie al supporto per la decodifica del formato H.265/Hvec (High Efficiency Video Coding), sarà  possibile disporre dell’accelerazione audio anche durante la visione di contenuti video nel formato Ultra Hd ad altissima risoluzione.

La scheda

La R9 Nano si contraddistingue per le ridotte dimensioni, rese possibili dall’alta integrazione ottenuta con la Gpu Fiji, ma osservando le caratteristiche tecniche si evince che questa scheda è estremamente simile al modello top di gamma R9 Fury X.

Tale riduzione di dimensioni non ha però comportato una diminuzione sensibile dei parametri operativi e delle prestazioni, così che la R9 Nano è a tutti gli effetti una prodotto di fascia alta nel panorama delle schede grafiche in commercio. In particolare questo modello è rivolto a quella categoria di utenti che desiderano acquistare o realizzare sistemi estremamente compatti, senza rinunciare a prestazioni di prim’ordine.

 

L’utilizzo del sistema di raffreddamento ad aria, rispetto a quello a liquido impiegato sul modello Radeon R9 Fury X, ha richiesto una modesta riduzione della frequenza operativa della Gpu. Il processore Fiji presente sulla R9 Nano opera alla frequenza massima di 1.000 MHz, mentre quello della R9 Fury X raggiunge – da specifica – la frequenza di 1.050 MHz. La presenza del raffreddamento a liquido sul modello di punta lascia maggiore spazio per l’overclock, mentre le dimensioni estremamente ridotte della R9 Nano permettono di realizzare computer potente anche con piattaforme e telai adatti ai fattori di forma mini Itx e micro Atx.

I risultati dei test mostrano l’elevato livello di prestazioni offerte dalla R9 Nano che per le sue caratteristiche risulta molto più interessante della versione Fury X per la maggior parte degli utenti.

PRO Compatta/ Memoria Hbm / Prestazioni elevate

CONTRO Disponibile solo con 4 Gbyte di memoria

NVIDIA GeForce RTX 3080

GPU

GeForce RTX 3080 Ti, NVIDIA rimanda il lancio a febbraio 2021?

Alfonso Maruccia | 16 Dicembre 2020

AMD GeForce Gpu Nvidia

Stando ai nuovi rumor, NVIDIA avrebbe deciso di rimandare il lancio di GeForce RTX 3080 Ti di un mese. La minaccia di Big Navi contro la versione “liscia” della GPU non preoccupa più di tanto.

Nonostante un lancio a dir poco problematico e il pasticcio dei condensatori (o forse dei driver) incapaci di reggere ai picchi di frequenza della GPU, la GeForce RTX 3080 è oggi uno dei prodotti più desiderati e desiderabili dagli appassionati di videogiochi su PC. La scheda acceleratrice di NVIDIA è potente, talmente potente che l’azienda avrebbe deciso di rimandare di qualche settimana il debutto della sua versione “maggiorata”.

Il focus è ancora una volta la GeForce RTX 3080 Ti, la GPU che secondo le indiscrezioni servirebbe a NVIDIA per contrastare l’offerta concorrente di AMD Radeon RX 5000 (e di RX 6900 XT in particolare). La nuova GeForce Ampere dovrebbe arrivare a gennaio, anzi no: gli ultimi rumor in tal senso spostano la data del debutto in avanti di un mese, quindi a febbraio 2021.

NVIDIA GeForce RTX 3000 - 1

NVIDIA avrebbe deciso di rinviare il debutto di GeForce RTX 3080 Ti perché, come confermano i benchmark indipendenti, la minaccia di AMD Big Navi non è così pericolosa come inizialmente preventivato. Le due architetture sembrano equivalersi in alcuni giochi, mentre in altri le GeForce Ampere sono più veloci. Anche Radeon RX 6900 XT non è poi così irraggiungibile, a livello di frame al secondo, dal punto di vista di una RTX 3080.

Un’altra ipotesi sul rinvio prenderebbe poi in considerazione la scarsità di GPU GeForce in commercio rispetto alla domanda, un problema che accomuna anche AMD (e chiunque altro abbia lanciato un prodotto hi-tech in questi mesi) e che dovrebbe persistere almeno fino a febbraio. In tal modo NVIDIA avrebbe modo di far calmare le acque e di migliorare la resa di mercato della linea Ampere, prima di far debuttare la nuova GPU GeForce RTX 3080 potenziata.

CPU Intel

CPU

Rocket Lake-S, primi benchmark per le future CPU di Intel

Alfonso Maruccia | 16 Dicembre 2020

AMD Cpu Intel Zen

Arrivano nuove indiscrezioni sulle performance di Rocket Lake-S, CPU Intel Core di undicesima generazione in arrivo nel 2021. AMD e Ryzen (non) possono dormire sonni tranquilli.

Come già confermato da Intel, le CPU Rocket Lake-S debutteranno il prossimo anno prendendo il posto di Comet Lake-S come piattaforma desktop x86 ad alte prestazioni. Il canto del cigno del nodo produttivo a 14nm userà lo stesso socket di Comet Lake-S (LGA-1200) ma includerà diverse architetturali, e stando a Intel sarà anche molto più performante.

In attesa del debutto ufficiale sul mercato, le prossime CPU di Chipzilla sono già in circolazione sotto forma di esemplari ingegneristici e relativi leak tramite i benchmark online. Nuove indiscrezioni in tal senso sono di recente emerse in merito ai modelli Core i5-11400 e Core i9-11900K, con novità decisamente interessanti su entrambe i fronti.

La CPU Core i5-11400 ha fatto la propria comparsa nel database di SiSoftware SANDARA, con un clock di base da 2,60GHz, Turbo da 4,4GHz, 6 core fisici e 12 thread logici. In confronto alla CPU Core i5-10400 (Comet Lake-S) oggi in commercio, il modello di undicesima generazione presenta una frequenza base inferiore di 300MHz e una Turbo maggiorata di 100MHz.

Le prestazioni della versione preliminare di Core i5-11400 non sono particolarmente interessanti, mentre lo stesso non si può dire per l’ultimo leak sul Core i9-11900K. Quello che dovrebbe essere il processore di punta della linea Rocket Lake-S è comparso nel database dei benchmark di Ashes of the Singularity, gioco ben noto per lo stress che impone alle CPU oltre che alle GPU discrete.

Usando il preset “Crazy” con risoluzione 1080p e una GPU GeForce RTX 2080 Ti, la CPU Core i9-11900K raggiunge i 63 fps contro i 57 fps di Ryzen 9 5950X. Rocket Lake-S sarebbe dunque più veloce di almeno il 10% rispetto a Ryzen 5000/Zen 3, suggerisce il leak, una presunta conferma della bontà della futura offerta di Intel e dell’incremento di prestazioni in ambito IPC promesso dalla corporation.

Logo Steam

CPU

Steam: AMD continua a erodere quote di mercato a Intel

Alfonso Maruccia | 4 Dicembre 2020

AMD Cpu Intel Steam

Le ultime statistiche di utilizzo del popolare servizio videoludico per PC confermano il crescente successo di mercato delle CPU AMD. Ryzen e Zen conquistano utenza mentre Intel prepara le battaglie future.

A due mesi di distanza dal passaggio, a suo modo storico, del 25% del mercato dei videogiocatori attivi su Steam, la crescita della quota di chip AMD sulla popolare piattaforma di Valve non accenna a rallentare. Il gap con Intel è ancora vasto, ma il trend conferma il vento in poppa per le soluzioni Ryzen e le nuove iterazioni dell’architettura di processore Zen.

Secondo gli ultimi sondaggi hardware di Steam riferiti al mese di novembre, infatti, l’uso delle CPU prodotte da AMD è aumentato ancora ed è ora fermo al 26,91%. Intel occupa l’altra metà, anzi gli altri due terzi del cielo del gaming via Steam con il 73,09% di market share, ma il trend positivo di AMD comincia ad acquisire una certa consistenza.

AMD CPU Steam Novembre

Le CPU Ryzen e l’architettura Zen (3) hanno riportato AMD al centro della scena nel mercato dei processori per PC x86, con nuove unità computazionali in grado di offrire prestazioni migliori a un prezzo inferiore rispetto alla controparte Intel. E Intel pensa ovviamente a riprendersi lo scettro delle prestazioni con Rocket Lake-S, CPU Core desktop di undicesima generazione in arrivo per il 2021 con supporto (tra le altre cose) allo standard PCI Express 4.0.

Sempre a riguardo di Rocket Lake-S, una recente aggiunta al benchmark Geekbench fa riferimento a un sample ingegneristico di una CPU 11th gen a 8 core e 16 thread inclusa in un PC da gaming HP Omen 30L. I numeri tornano a essere a favore di Intel, sia nelle prestazioni a singolo core che in quelle multi-core.

Tornando infine a Steam, i sondaggi di novembre 2020 continuano a incoronare GeForce GTX 1060 come la GPU più popolare presso i giocatori su PC. In questo caso NVIDIA la fa da padrona, e la strada di AMD e delle nuove Radeon RX sembra molto più in salita rispetto al settore delle CPU.

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