La penna intelligente si evolve ancora

Livescribe continua lo sviluppo delle sue Smartpen con la nuova Echo, disponibile nei tagli da 4 e 8 GB.

Anteprima di Eugenio Moschini

Anche se ormai ci viene più naturale digitare sulla tastiera di un computer che scrivere a mano, esistono ambiti in cui carta e penna sono insostituibili: basti pensare agli studenti universitari che prendono appunti durante le lezioni, ai professionisti che devono mettere su carta le decisioni prese al telefono o in riunione oppure a chi è spesso in viaggio e usa un taccuino per trasferire idee e pensieri. Ma la strada, per chi vuole poi convertire i dati da cartacei a elettronici, non è sempre agevole. O trasferisce diligentemente tutto a mano in Word oppure deve passare allo scanner i fogli degli appunti e usare un software per il riconoscimento della scrittura.

Esiste però un’alternativa che sta prendendo sempre più piede: la penna elettronica, un dispositivo intelligente in grado di scrivere su carta come la “vecchia” biro, ma che registra in automatico i vostri appunti e li trasforma in formato elettronico. Livescribe, azienda americana già  presente su questo mercato con la Pulse Smartpen, lancia ora un nuovo modello, l’Echo Smartpen. Non cambia, rispetto al primo modello, il cuore tecnologico, mentre invece sono stati limati alcuni piccoli difetti. Ma vediamoli in ordine. La tecnologia usata da Livescribe per le sue periferiche è del tipo a infrarossi e si basa su un brevetto della società  svedese Anoto.

La penna, per poter registrare la scrittura, deve essere utilizzata su fogli di carta speciale, caratterizzati dall’aver impresso una matrice fittissima di puntini, quasi invisibili a occhio nudo. Si tratta in pratica di una griglia virtuale, in cui righe e colonne sono distanziate tra loro di appena 0,3 mm. La collocazione dei puntini è tale che una piccola porzione di foglio (su un’area di 1,8 x 1,8 mm sono posizionati 36 punti) identifica una posizione quasi univoca (teoricamente è possibile creare 73.000.000.000.000 fogli A4 differenti). Il compito che ha la penna digitale è proprio quello di leggere e interpretare questa posizione. Per questo le penne basate sulla tecnologia di Anoto sono dotate di una fotocamera digitale, collegata a sua volta a un microprocessore. La Echo, come la Pulse, è in grado di catturare 72 immagini al secondo (lo standard è 50 fps), mentre per gestire tutto è integrata una Cpu Samsung Arm 9 a 150 MHz.

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