Mini desktop, mega prestazioni

Shuttle propone un barebone su architettura Intel di dimensioni ultra ridotte, ma in grado di supportare processori anche molto potenti.

Anteprima di Davide Piumetti

Articolo tratto da PC Professionale 252 di marzo 2012

Lo stile di Shuttle è rimasto identico per anni: la scelta di proporre sistemi completi o scheletri configurabili dall’utente, dal design riconoscibile e con dimensioni ridotte a elevate prestazioni ha reso il marchio inconfondibile nel settore.

La cura costruttiva, l’ottima ingegnerizzazione e la qualità  dei componenti rendevano certi che utilizzando un sistema Shuttle non si sarebbe rimpianto il tradizionale case mini tower, a patto di rinunciare a un poco di spazio interno. Cosa migliorare in una situazione che nel proprio specifico ambito sembra quasi perfetta?

La tecnologia viene ancora una volta in aiuto o meglio, grazie a essa si rendono percorribili strade alternative che negli anni precedenti erano precluse allo sviluppo. La grande diffusione di dischi allo stato solido o modelli da 2,5 pollici con capienza elevata (7,3 cm e una profondità  di 24 cm. Il volume dell’intero sistema è in realtà  di 3,5 litri, ma la sostanza del piccolo Pc Shuttle non cambia minimamente.

Sul frontale è presente un pulsante per l’accensione e due sportelli a ribalta che nascondono rispettivamente i500 Gbyte sono all’ordine del giorno e in commercio si trovano modelli da 1 Tbyte), unita alla vasta disponibilità  di periferiche ottiche di tipo slim, permette una riduzione globale delle dimensioni di un sistema compatto di non poco conto. Grazie a tutto questo Shuttle ha avviato lo studio, la progettazione e la realizzazione di una nuova linea di barebone battezzati slim Pc, che affianca quella storica e consolidata di mini Pc. In realtà  i primi slim Pc hanno fatto capolino sul sito dell’azienda più di tre anni fa, con sistemi dotati di processori Intel Atom che, per via delle loro grandi limitazioni prestazionali, rientravano nella categoria nettop più che in quella di veri e propri Pc.

Il modello che abbiamo provato, e che vedete in queste pagine, non ha nulla da invidiare ai sistemi completi dell’azienda, offrendo prestazioni elevatissime grazie alla compatibilità  con processori anche di fascia alta e dovendo sacrificare solo a qualche elemento accessorio sull’altare dell’estrema compattezza. Shuttle definisce il sistema XH61 come “il Pc da 3 litri”, sottolineando in maniera decisa come l’intero volume occupato dal prodotto sia equivalente a quello di un paio di bottiglie di acqua minerale. Effettivamente vedendo e toccando il modello siamo quasi sorpresi di questo paragone in quanto le dimensioni lillipuziane del case lo rendono a prima vista ancora più compatto rispetto quanto dichiarato. Nello specifico il case, costruito di metallo, nero ed elegante, ha una larghezza di 20 cm, un altezza di l lettore ottico e le porte di connessione frontali. Qui trovano posto due classiche Usb 2.0 e i jack per cuffia e microfono.

Le connessioni posteriori si limitano all’essenziale. Avremmo preferito trovare anche delle moderne Usb 3.0 e audio digitale, lo spazio per posizionarle non manca di certo.

Sul retro è invece posto tutto il resto: Hdmi e Vga come uscite video, tre jack analogici per l’audio multicanale 5.1, quattro Usb 2.0, 2 Ps/2 e un connettore di rete Gigabit Ethernet. Purtroppo qui risulta evidente la prima lacuna del sistema, ovvero l’assenza di una connessione veloce come l’Usb 3.0 che rappresenta ormai uno standard affermato. L’alimentatore è esterno e dalle dimensioni piuttosto contenute. Accreditato di 90 watt massimi limita leggermente le possibilità  di installazione dei componenti, anche se nel nostro caso non abbiamo riscontrato alcun problema.

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