Hardware

Multifunzioni fotografiche: due unità  Canon ed Epson sotto test

Redazione | 2 Dicembre 2015

Scanner Stampa

Una buona multifunzione fotografica offre il completo controllo della stampa e consente di ottenere risultati eccellenti con il minimo impegno. […]

Una buona multifunzione fotografica offre il completo controllo della stampa e consente di ottenere risultati eccellenti con il minimo impegno. In prova due unità  consumer al vertice della produzione di Canon ed Epson.

Nell’era della fotografia tradizionale basata su pellicola e carta, la finalità  elettiva della ripresa era la stampa: il passaggio dall’analogico al digitale ha progressivamente e inesorabilmente mutato la tradizionale sequenza di scatto, sviluppo del negativo e stampa, relegando la maggior parte delle immagini catturate alla conservazione in supporti di memorizzazione di varia natura e alla visualizzazione su schermi di computer, telefonini e dispositivi multimediali vari. Tuttavia, il trasferimento su carta rimane ancora per molti versi l’elemento di valorizzazione assoluto di un’immagine, non solo in ambito professionale, ma anche per il consumatore medio, che si può avvalere per questo passaggio sia dei servizi esterni sia di periferiche di stampa domestiche.

Negli ultimi numeri di PC Professionale abbiamo passato in rassegna le caratteristiche di 12 fotolaboratori online, che offrono vantaggi tanto sul piano economico quanto in praticità  quando si tratta di produrre copie in quantità , in formati non gestibili a livello consumer (ingrandimenti oltre l’A4) oppure su supporti particolari; ciò nonostante, l’impiego di una stampante fotografica personale consente di ottenere risultati immediati ma, soprattutto, di gestire l’intero processo di creazione dell’immagine, anche nella fase conclusiva e non meno delicata del trasferimento su supporto fisico.

In sostanza, quindi, se per ragioni economiche e di praticità  conviene – nella maggior parte dei casi e a livello amatoriale – far realizzare le stampe fotografiche a servizi esterni specializzati, per ottenere un controllo personalizzato e accurato sull’intero processo di creazione delle immagini su carta è consigliabile affidarsi ad una periferica a getto d’inchiostro di qualità  fotografica.

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Il mercato attuale presenta un’ampia offerta di unità  di stampa con capacità  fotografiche, caratteristica enfatizzata pressoché in ogni prodotto ma che tuttavia non sempre corrisponde alla realtà  dei fatti: la maggioranza delle inkjet consumer lavora infatti utilizzando soli quattro colori, adatti per la maggior parte delle stampe generiche ma insufficienti per garantire un livello di resa perfetto con le fotografie, che presentano sfumature e dettagli tali da richiedere inchiostri aggiuntivi ai consueti ciano, magenta, giallo e nero. In alcuni casi, il set di inchiostri standard è di tipo a formulazione mista, con i colori di tipo dye e il nero a pigmenti non utilizzato nella stampa fotografica, ma solo in quella di testo: in questa condizione pertanto il nero presente nelle foto viene ottenuto miscelando i tre inchiostri primari Cmy a base di coloranti, soluzione che in genere non consente di ottenere toni scuri profondi e ad alta densità . Le stampanti propriamente fotografiche adottano invece un set esteso di consumabili, composto da cartucce aggiuntive alla consuete quattro della quadricromia: le due unità  di Canon ed Epson in prova, per esempio, sono equipaggiate con sei cartucce, anche se seguono filosofie d’utilizzo completamente diverse.
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LA PROVA A CONFRONTO DI DUE MULTIFUNZIONI
➜ Introduzione alla prova delle multifunzioni fotografiche
➜ Canon Pixma MG7750
➜ Epson Expression Photo XP 860
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Si tratta di multifunzione a spiccata vocazione fotografica, che svolgono le consuete attività  tipiche delle unità  di fascia alta e sono pertanto in grado di gestire documenti e immagini come qualsiasi stampante generica o da ufficio, ma che danno il meglio con la stampa fotografica raggiungendo risultati non consentiti alle altre periferiche di uso comune.

La peculiarità  di spicco della Canon consiste nell’impiego di una speciale cartuccia di grigio che si aggiunge al nero fotografico e consente di ridurre la grana e ammorbidire le sfumature nella stampa a colori assicurando inoltre la neutralità  in monocromatico; Epson invece adotta una soluzione più tradizionale affiancando i colori primari Cmyk con due inchiostri supplementari definiti comunemente light – ciano chiaro e magenta chiaro bassa densità  – che generano gradazioni tonali più morbide e migliorano la definizione dei dettagli nelle aree alte luci (le zone più luminose delle immagini), dove la presenza di soli punti d’inchiostro a densità  normale darebbe esiti più grossolani.

Pixel e punti

Fotocamere e stampanti inkjet lavorano con pixel e punti (dot), due entità  fondamentali che vengono spesso impropriamente scambiate partendo dall’erroneo presupposto che mantengano tra loro un rapporto di 1:1, ovvero che a un pixel dell’immagine corrisponda un dot della stampante. Una foto digitale a colori è composta da un insieme pixel, ognuno dei quali è descritto dalla terna di valori Rgb. Ogni singolo elemento può assumere un valore compreso nell’intervallo tra R=0, G=0, B=0 (nero profondo) e R=255, G=255, B=255 (bianco puro), ovvero una tra 16,7 milioni di sfumature diverse.

Per riprodurre su carta ciascun pixel, la stampante utilizza un numero limitato di tinte base e genera una specifica sfumatura di colore depositando sul foglio migliaia di punti, distribuiti anche in modo irregolare, che concorrono alla formazione di un fittissimo reticolo. Livello dei dettagli, passaggi delle sfumature e gamma cromatica delle immagini sono pertanto influenzati dalla densità  della griglia, dalla dimensioni dei singoli punti, dalla precisione di disposizione sulla carta e dalla disponibilità  di colori base per generarli.

Le moderne inkjet fotografiche sono in grado di generare stampe di elevata qualità  partendo da immagini digitali con una densità  lineare compresa tra 200 e 300 pixel per pollice; alla corretta distanza di visione (circa 50 cm per un A4) i singoli dot prodotti dalla stampante saranno pressoché indistinguibili a occhio nudo, facendo apparire l’immagine come a tono continuo.
Marco Martinelli
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Fotocopiatrice (iCopy)

Software

Download del giorno: iCopy – Free Photocopier 1.7.0

Alfonso Maruccia | 14 Gennaio 2020

Download Download del giorno Scanner Software Stampa

iCopy è un piccolo tool FOSS pensato per replicare in software i task di una fotocopiatrice, un programma in grado […]

iCopy è un piccolo tool FOSS pensato per replicare in software i task di una fotocopiatrice, un programma in grado di combinare e sfruttare al meglio scanner e stampante.

I dispositivi multifunzione (dotati di funzionalità di scansione, stampa e altro) sono oggi estremamente accessibili dal punto di vista economico, e un tool come iCopy – Free Photocopier permette di sfruttare al meglio tale tecnologia combinando scanner e stampa in un software per fotocopie essenziale ma al contempo potente e ricco di funzionalità.

iCopy permette infatti di combinare scansione e stampa in una singola “macchina fotocopiatrice” declinata sullo schermo del PC, un sistema che, al costo di un semplice click, è in grado di avviare lavori di copia complessi, salvare documenti in formato PDF e altro ancora.

Gli sviluppatori di iCopy – Free Photocopier promettono velocità, semplicità e accessibilità ma anche diverse modalità di scansione, una funzionalità “salva su file” o di anteprima, la compatibilità con tutti gli scanner e le stampanti WIA. In più, iCopy occupa pochissimo spazio su disco fisso e non richiede installazione.

L’ultima versione di iCopy distribuita in questi giorni (iCopy 1.70) aggiorna prima di tutto il codice al Framework .NET 4 in sostituzione del precedente (e non più supportato) .NET Framework 2, correggendo altresì un bug nella gestione dei percorsi dei file e aggiornando la traduzione in lingua francese.

Pagina ufficiale del download di iCopy – Free Photocopier 1.7.0 per Windows

Barcode Utility

News

Barcode Utility, la soluzione Brother alla sfida della digitalizzazione dei documenti

Alfonso Maruccia | 21 Febbraio 2019

Scanner Stampa

Barcode Utility è un software in grado di rendere il lavoro di digitalizzazione più facile, veloce ed efficiente. Una soluzione […]

Barcode Utility è un software in grado di rendere il lavoro di digitalizzazione più facile, veloce ed efficiente. Una soluzione intelligente per rispondere al meglio alle tante sfide che la “dematerializzazione” pone ad aziende, istituzioni e professionisti.

Quando parliamo di Barcode Utility, ci riferiamo a una delle Light Solutions proposte qualche mese fa da Brother. L’azienda nipponica è da tempo specializzata nelle soluzioni di stampa e gestione documentale in contesti aziendali, SOHO (Small Office/Home Office) e ambienti domestici. Un’esperienza messa quindi a frutto nella realizzazione di tecnologie in grado di “blindare” e rendere sicuro un processo tradizionalmente insicuro come quello della stampa (Secure Print+), ottimizzare il flusso di lavoro con un’esperienza di stampa personalizzata (Custom UI) e appunto di automatizzare e semplificare la digitalizzazione del materiale cartaceo in qualsiasi tipo di attività a base documentale (Barcode Utility).

Brother ha studiato in dettaglio il problema della digitalizzazione o “dematerializzazione” dei documenti, compiendo un vero e proprio viaggio all’interno dell’inefficienza aziendale derivante dall’uso – o più spesso dall’abuso – di grandi archivi cartacei. I faldoni ripieni di fogli di carta stampata occupano spazio, accumulano polvere, e nel peggiore dei casi sono in grado di sottrarre informazioni preziose ai flussi operativi più vitali– quelli a base di piattaforme digitali – del business aziendale.

Il regno dell’inefficienza analogica pretende ingenti quantità di tempo e risorse per conservare gli archivi, tenere una lunga traccia dei documenti – con tanto di procedure di controllo e vidimazione pre-tecnologiche – ed è, in ultima istanza, una delle principali preoccupazioni delle imprese italiane impegnate a rincorrere i vantaggi della digitalizzazione. La Trasformazione Digitale passa prima di tutto da un miglioramento della gestione interna dei dati, spiega Brother, e il sistema migliore per raggiungere questo risultato passa per la dematerializzazione e l’adozione di un approccio totalmente digitale.

Con un archivio completamente trasformato in file digitali, aziende e organizzazioni di ogni genere si allineano con le richieste di conformità previste dalle norme di legge (come il Decreto del 2004 del Ministero dell’Economia e quello Cnipa dello stesso anno), dove viene prevista espressamente la possibilità di conservare i documenti in formato digitale su supporti ottici – anche in via esclusiva e senza necessità di una copia cartacea se si fa uso della firma elettronica. Non solo lo spazio e le risorse richieste dall’archiviazione “fisica” si riducono notevolmente, la dematerializzazione permette anche di velocizzare e semplificare la ricerca dei documenti anche nei casi in cui le autorità di revisione e controllo ne facessero richiesta.

Per integrare al meglio la dematerializzazione all’interno dei processi aziendali, Brother consiglia l’uso di una “centrale di scansione” che si basi sull’utilizzo di uno scanner dedicato: le possibili soluzioni indicate dall’azienda prevedono l’impiego di scanner portatili (per i lavoratori impegnati “sul campo”), compatti oppure desktop laddove i volumi di scansione possono raggiungere tra le 1.500 e le 5.000 pagine al giorno.

Il vantaggio di Barcode Utility

Per chi ha bisogno di digitalizzare un gran numero di documenti o necessita di una soluzione di conversione di interi archivi cartacei, Barcode Utility fornisce uno strumento potente e intelligente in grado di automatizzare l’intero processo. La soluzione Brother prevede l’applicazione di un codice a barre – prodotto ad esempio grazie alle stampanti per etichette QL o con la gamma TD per etichette industriali– sui documenti da scansionare, dove ogni codice è pensato per codificare le istruzioni di digitalizzazione dettagliate.

Barcode Utility agisce poi (tramite un servizio attivo in background) raggruppando le singole pagine scannerizzate all’interno di file, rinominando i suddetti file e infine indirizzandoli nella cartella di destinazione più appropriata. Tutte le indicazioni per l’archiviazione sono specificate dal codice a barre, un sistema che garantisce una gestione strutturata dell’archivio digitale a prova di errori o perdite di dati.

Barcode Utility è in grado di riconoscere le seguenti 13 tipologie di codici a barre 1D e 2D: CODE 39, ITF, CODABAR, CODE 93, CODE 128, UPC-A, UPC-E, EAN-8, EAN-13, GS1 DATABAR, QR CODE, DATAMATRIX, PDF417. I documenti scansionati possono essere salvati in formato PDF, PDF/A-1b o grafico (TIFF). Il software è compatibile con sistemi operativi Microsoft Windows (lato client e server), con il supporto garantito da Windows 7 in poi.

I prodotti compatibili

La soluzione Barcode Utility richiede una versione custom dei seguenti scanner stand-alone: ADS-2400N, ADS-2800W, ADS-3000N, ADS-3600W.
Sono inoltre compatibili i seguenti modelli:
stampanti multifunzione laser monocromatiche: DCP-L5500DN, DCP-L6600DW, MFC-L5700DN, MFC-L5750DW, MFC-L6800DW(T), MFC-L6900DW(T), MFC-L6950DW, MFC-L6970DW
stampanti multifunzione laser a colori: DCP-L8410CDW, MFC-L8690CDW, MFC-L8900CDW, MFC-L9570CDW(T)
stampanti multifunzione inkjet: MFC-J5945DW, MFC-J6945DW, MFC-J6947DW. 

News

IrisPen Air A 7: sembra un evidenziatore ma è uno scanner

Redazione | 26 Febbraio 2016

Scanner Software

IrisPen Air 7 è la variante wireless dell’ultima generazione dello scanner manuale a penna di Iris. L’azienda belga lavora da […]

IrisPen Air 7 è la variante wireless dell’ultima generazione dello scanner manuale a penna di Iris. L’azienda belga lavora da molti anni su questi prodotti, e la versione 7 ha messo a frutto le conoscenze maturate con le versioni precedenti.

Lo scanner ha dimensioni simili a quelle di un evidenziatore, ed è molto facile da impugnare e da trasportare. Per catturare un brano di testo basta passare la sua testina sulle righe da salvare, qualunque sia il documento di partenza: libri, riviste, giornali, lettere o qualsiasi altro genere di testo, indipendentemente dalla rilegatura o dalla fascicolatura.

IrisPen

Il brano acquisito può essere inviato direttamente al computer oppure ai dispositivi mobile iOS e Android, grazie alla connessione senza fili Bluetooth. Nel giro di pochi istanti il testo catturato da IrisPen viene visualizzato direttamente sullo schermo del dispositivo di destinazione, dopo essere stato sottoposto al riconoscimento ottico e quindi in formato modificabile. La versione Pc del software di scansione offre anche la sintesi vocale: il testo catturato può essere letto in quaranta lingue diverse.

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