Hardware

Musica compressa? Facciamo chiarezza e proviamo tre Dac

Marco Martinelli | 16 Luglio 2014

Audio

Quali sono i principali formati audio utilizzabili su personal computer, dispositivi mobili e impianti stereo? Facciamo il punto. La musica […]

Quali sono i principali formati audio utilizzabili su personal computer, dispositivi mobili e impianti stereo? Facciamo il punto.

La musica liquida rappresenta senza dubbio il futuro della fruizione dell’audio in ambito portatile e domestico. Sono tre le macrocategorie di formati di file utilizzati per memorizzare e riprodurre musica digitale: formati non compressi, compressi senza perdita di informazione (lossless), e compressi con perdita (lossy). La sostanziale differenza tra le prime due tipologie riguarda la quantità  di spazio occupato su disco, mentre per la terza si aggiungono fattori che impattano sulla qualità  di riproduzione.

In estrema sintesi, i formati compressi lossless vengono creati ricercando ed eliminando le sequenze di dati identiche dal file di origine, inserendo pertanto una sola volta i bit ripetitivi nel file compresso insieme alle informazioni necessarie per la ricostruzione precisa dell’originale; questa tecnica non è particolarmente efficace sul piano della riduzione delle dimensioni dei file, ma in compenso garantisce la certezza della conservazione di tutti gli elementi iniziali.

Nella creazione di file lossy, al contrario, si sfruttano specifici algoritmi di compressione in grado di generare contenuti molto compatti ma di qualità  inferiore rispetto all’originale, risultato ottenuto scartando le informazioni ritenute ridondanti o comunque poco influenti sul risultato complessivo. Il livello di compressione, e la resa finale di conseguenza, è regolabile dall’utente sulla base delle proprie necessità  e aspettative, soprattutto in funzione della modalità  di riproduzione e delle condizioni di ascolto.

Appare chiaro come l’utilizzatore di un riproduttore audio portatile di media qualità  – generalmente corredato di cuffiette di serie non particolarmente isolanti dai rumori ambientali esterni e poco performanti – difficilmente percepirà  lo scadimento tra un file compresso e non, al contrario di un audiofilo dotato di impianto stereo di alto livello in grado di evidenziare in maniera drammatica ogni minima differenza con l’originale.

ICON_MusicaGli algoritmi di compressione lossy eliminano l’informazione sonora ritenuta meno percepibile dall’ascoltatore basandosi su modelli psicoacustici di riferimento: il livello di compressione, e quindi di intervento “distruttivo” dell’informazione originale e di riduzione della dimensione dei file, può essere impostato dall’utente in maniera semplice intervenendo principalmente sul bit rate (espresso in kbps), ovvero sul numero di bit per secondo utilizzati per il flusso audio.

L’intervallo del bit rate può essere molto ampio, ma ai fini di una riproduzione di qualità  accettabile è preferibile non scendere al di sotto del valore di 256 kbps oppure optare direttamente per il massimo, 320 kbps. Fino a qualche anno fa lo standard era fissato a 128 kbps, una qualità  oggigiorno ritenuta molto scarsa se non pressoché inaccettabile e un compromesso inutile dal momento che lo spazio su disco e in memoria non rappresenta più un problema come in passato.

Gli algoritmi lossy effettuano la conversione applicando al flusso dei dati un bit rate costante (Cbr, constant bit rate) o variabile (Vbr, variable bit rate), parametri anch’essi impostabili dall’utente; nel secondo caso si ottiene una compressione più efficiente e un risultato ottimizzato in funzione delle caratteristiche di ciascun brano e – naturalmente – della precisione dell’algoritmo. Occorre ricordare a questo proposito che non tutti gli algoritmi sono uguali, alcuni puntano sull’efficienza mentre altri alla qualità  assoluta: nel caso dell’Mp3, per esempio, la maggior parte degli audiofili concordano nel ritenere il Lame (https://lame.sourceforge.net) quale miglior encoder in assoluto per bit rate medio/alti in modalità  Vbr.
Marco Martinelli

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Tre Dac in prova

➜ Dac Audioquest Dragonfly
➜ Dac Denon DA-300USB
➜ Scheda audio Creative Sound Blaster X-Fi HD
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