Networking

DVA-5593: il router universale di D-Link

Pasquale Bruno | 31 Gennaio 2020

D-Link networking

Il DVA-5593 accetta qualsiasi connessione broadband, su fibra o su rame, e permette di collegare anche dei telefoni analogici.

Il router Wi-Fi DVA-5593 prodotto da D-Link è la versione aggiornata del DVA-5592 tra l’altro fornito da Wind per le connessioni in fibra Ftth (Fiber to the Home, con il cavo ottico che arriva fino all’appartamento). Questa nuova versione guadagna innanzitutto un apparato radio migliore, di tipo AC2200 e quindi teoricamente più veloce. In più presenta un’interfaccia utente semplificata, che si affianca a quella avanzata.

Il router universale

Il DVA-5593 ha un firmware “aperto” che lo rende adatto a qualsiasi connessione a banda larga di qualsiasi provider. È compatibile infatti non solo con le Ftth, ma anche con le Fttc (fiber to the cabinet) e le classiche Adsl, entrambe su cavo in rame. Risponde pienamente ai dettami del “modem libero” e D-Link fornisce i parametri di connessione per i principali provider italiani, nelle pagine Web del supporto tecnico. Solo per quanto riguarda la telefonia VoIP, è necessario chiedere nome utente e password al call center del proprio provider, se non si hanno già.

Caratteristiche e costruzione

Il DVA-5593 si presenta come un parallelepipedo bianco da tenere in verticale; anche se la base di appoggio è rimovibile, consigliamo di non tenerlo in orizzontale per via del posizionamento delle antenne, collocate internamente sui lati frontale e superiore. Togliendo due piedini in gomma si scoprono delle asole per il fissaggio a muro.

Il frontale del router D-Link Wi-Fi DVA-5593.
Il frontale del router D-Link Wi-Fi DVA-5593.

Sul retro ci sono tante connessioni: spicca lo slot Sfp (Small Form Factor Pluggable) destinato ad accogliere il terminatore ottico. Questo di solito è collocato in uno scatolotto a muro (detto Ont, Optical Network Terminal). Se è rimovibile, il modulo Sfp può essere installato direttamente nel modem, eliminando così l’Ont esterno e il suo consumo elettrico aggiuntivo.

Il lato posteriore del router Wi-Fi D-Link DVA-5593. Potete collegare due apparecchi telefonici analogici, ma anche tutto l'impianto di casa su doppino. Oltre alle porte di rete è presente anche uno slot SFP che permette di introdurre il terminatore ottico direttamente nel modem, che a sua volta si collega al cavo in fibra.
Il lato posteriore del router Wi-Fi D-Link DVA-5593. Potete collegare due apparecchi telefonici analogici, ma anche tutto l’impianto di casa su doppino. Oltre alle porte di rete è presente anche uno slot SFP che permette di introdurre il terminatore ottico direttamente nel modem, che a sua volta si collega al cavo in fibra.

Segue il connettore Rj-11 per le linee Adsl/Vdsl; il router supporta il profilo 35b per connessioni a 200 megabit al secondo. C’è ovviamente una porta Wan per il collegamento di qualsiasi altra connessione broadband e quattro porte gigabit Ethernet. Alle due porte analogiche possono essere collegate degli apparati telefonici tradizionali, oppure si può fare il collegamento diretto all’impianto di casa tramite il cosiddetto “ribaltamento” (da far fare a un elettricista).

L’interfaccia utente

La nuova interfaccia utente, attiva di default, è chiara, veloce e semplice da usare. Permette di agire sui parametri principali e di essere operativi in pochi minuti, senza impazzire nella configurazione come avveniva con il DVA-5592. In ogni momento è possibile passare all’interfaccia avanzata, identica al precedente modello e come tale molto completa ma altrettanto ostica.

Ecco la nuova interfaccia semplificata, attiva di default, che permette di agire sulle opzioni di base. È chiara, veloce e tradotta in un buon italiano.
Ecco la nuova interfaccia semplificata, attiva di default, che permette di agire sulle opzioni di base. È chiara, veloce e tradotta in un buon italiano.

Si può agire su qualsiasi parametro possibile, ma lo si fa con difficoltà. Per esempio, per associare permanentemente un indirizzo IP a un dispositivo, bisogna inserire a mano il mac address, valore per valore. Questa serie di router ha un’interfaccia totalmente diversa da quella solita dei prodotti D-Link; il prodotto in sé assomiglia molto al VG 4022 di ADB Global, suggerendo che si tratti di un prodotto molto simile (se non lo stesso) con firmware proprietario.

Queste sono le opzioni disponibili per l’apparato radio Wi-Fi, in questo caso con gestione separata delle reti a 2,4 e 5 GHz e band steering disattivato.
Queste sono le opzioni disponibili per l’apparato radio Wi-Fi, in questo caso con gestione separata delle reti a 2,4 e 5 GHz e band steering disattivato.

Sulla parte frontale ci sono due porte Usb 3.0 per il collegamento di hard disk esterni, pen drive, stampanti o chiavette 4G. Queste ultime permettono il fallback automatico su rete cellulare qualora la connessione broadband via cavo dovesse venire a mancare. Unitamente alle funzioni avanzate (come al completo firewall Spi) ne fanno una valida scelta anche per il piccolo ufficio.

Questa è l’interfaccia avanzata, simile a quella del precedente DVA-5592. Può essere attivata in ogni momento e si può configurare qualsiasi cosa.
Questa è l’interfaccia avanzata, simile a quella del precedente DVA-5592. Può essere attivata in ogni momento e si può configurare qualsiasi cosa.

Tra le mancanze, sicuramente il supporto alle reti mesh, tecnologia oggi diventata importante e utile anche per gli uffici; non è poi un router Wi-Fi 6, tecnologia che di recente ha ricevuto la certificazione definitiva e che si appresta a diventare lo standard.

Il meccanismo di parental control è molto elementare, e consente solo la schedulazione temporale della connessione a Internet e il blocco di determinati siti Web, da inserire in una black list. Chi è pratico può inserire a mano delle regole nel firewall, ma non è certo un’operazione alla portata di un utente comune.

Nella modalità avanzata è disponibile un log di sistema configurabile 
e molto completo, che permette l’analisi di eventuali problemi.
Nella modalità avanzata è disponibile un log di sistema configurabile e molto completo, che permette l’analisi di eventuali problemi.

Le prestazioni della rete Wi-Fi sono nella media; quelle del DVA-5592 non brillavano, qui sono leggermente migliorate (intorno ai 400 Mbps con uno smartphone di ultima generazione a 3 metri dall’apparato) ma in compenso sembrano molto più stabili; non abbiamo rilevato problemi di disconnessione anche con band steering attivato. Il band steering permette di mostrare un’unica rete Wi-Fi, senza distinzione tra 2,4 e 5 GHz; il router fornirà quella migliore a seconda delle capacità e della distanza del client. Sarebbe auspicabile anche un aggiornamento del firmware, visto che esiste solo quello di fabbrica risalente ad aprile 2019.

Di default è attivo un server Telnet (le credenziali sono le stesse dell’interfaccia Web) le cui funzioni però non sono documentate.
Di default è attivo un server Telnet (le credenziali sono le stesse dell’interfaccia Web) le cui funzioni però non sono documentate.
La lista dei servizi Dynamic Dns comprende 6 voci, compreso 
il servizio gratuito offerto direttamente da D-Link previa registrazione.
La lista dei servizi Dynamic Dns comprende 6 voci, compreso il servizio gratuito offerto direttamente da D-Link previa registrazione.

Pro: Compatibilità e versatilità / Doppia interfaccia utente / Configurabile nel dettaglio / Supporto VoIP


Contro: Manca la tecnologia mesh / Parental control basilare / Manca un firmware aggiornato / Interfaccia avanzata ancora ostica

Sicurezza router domestici

Security

D-Link: firmware criptato con chiave crittografica incorporata

Alfonso Maruccia | 24 Luglio 2020

crittografia D-Link Router Sicurezza

Un ricercatore trova il modo di decriptare i firmware cifrati dei router D-Link. Un’operazione facilitata dalle scarse pratiche di opsec dell’azienda taiwanese.

D-Link è uno dei marchi citati nel recente studio di FKIE sull’insicurezza dei router domestici, e proprio D-Link presta il fianco a un problema di sicurezza non da poco. La falla, in questo caso, riguarda la possibilità di estrarre e decriptare l’immagine del firmware di un router che dovrebbe in teoria essere a prova di decodifica.

Ad accorgersi del problema è stato Nick Starke, che ha trovato il modo di compromettere la cifratura del firmware più recente disponibile per il modello di router D-Link DIR-3040 (1.11B02). L’attacco è stato condotto prima di tutto contro una versione meno recente del firmware (1.02B03), un download che dopo l’analisi tramite il tool Binwalk ha evidenziato la presenza sia della versione criptata che di quella decriptata del firmware.

Il frontale del router D-Link Wi-Fi DVA-5593.

Ulteriori analisi hanno permesso a Starke di individuare il file system interno usato dal vecchio firmware, e all’intero di questo le chiavi crittografiche e i certificati necessari a criptare e decriptare i binari. Presente persino un programma eseguibile in grado di effettuare le operazioni di codifica/decodifica del firmware.

A questo punto il ricercatore ha usato il materiale e le conoscenze acquisite per attaccare il firmware più recente del router DIR-3040. Neanche a dirlo, il firmware è stato in tal modo decodificato. Il numero di produttori di router che usano la crittografia per proteggere la parte “software” dei loro dispositivi è in crescita, ha suggerito Starke, ma la disponibilità di vecchie versioni non-cifrate dei firmware può essere il tallone di Achille da trafiggere per poter invalidare la sicurezza dei router.

Networking

D-Link DCS-2530L

Marco Martinelli | 17 Gennaio 2018

D-Link SchedaComparativa

L’obiettivo grandangolare della telecamera consente una visione panoramica a 180 gradi molto pratica e utile anche in piccoli ambienti.

Facile da configurare, direttamente da un dispositivo mobile tramite app dedicata, e semplicissima da utilizzare: in sostanza una camera perfetta per l’utente inesperto che vuole evitare grattacapi e ottenere risultati immediati. Ma la D-Link DCS-2530L ha un ulteriore punto di forza: l’obiettivo con lunghezza focale di 1,7 mm e apertura F/2.5 con angolo di campo di 180 gradi, in grado di offrire una visione panoramica evitando il ricorso a sistemi con movimento motorizzato.

Casa sicura videosorveglianza D-Link

Questa videocamera D-Link registra i video su scheda micro Sd, non sul cloud.

Gli eventi vengono registrati in locale su una scheda micro Sd, svincolando l’utente da qualsiasi forma di abbonamento per l’utilizzo del cloud. L’app di controllo è semplificata, per l’accesso completo a tutte le funzioni delle telecamera è necessario passare attraverso l’interfaccia Web. Comoda la possibilità di selezionare l’area attiva per la rilevazione del movimento: il sistema è efficace ma richiede qualche prova per trovare il giusto livello di sensibilità. Il valore predefinito pari al 30% è risultato decisamente insufficiente per attivare il sensore, la soglia minima efficace che abbiamo rilevato nel corso dei test è stata infatti pari almeno al doppio.

Oltre al movimento è prevista l’attivazione sul rilevamento dei suoni, anche in questo caso attivabile e configurabile direttamente dall’app; è inoltre possibile disabilitare il led verde di stato sul frontale della telecamera. L’accesso alle pagine di configurazione avanzate attraverso il sito D-Link (Mydlink, previa registrazione), consente di sfruttare appieno tutte le opzioni, dal controllo del trigger del filtro infrarosso (regolabile sulla percentuale di luminosità o pianificabile in base all’orario) alla modifica degli attributi dell’immagine alla modalità di registrazione degli eventi su scheda Sd in più profili audio/video, fino alle configurazioni avanzate di rete inclusa l’abilitazione del Dns dinamico, l’aggiunta di più utenti oltre all’amministratore (massimo 5) e altro ancora.

Casa sicura videosorveglianza D-Link

Con Mydlink è possibile visionare la ripresa in tempo reale.

Nei test abbiamo rilevato la pronta reattività ai comandi e una buona qualità/risoluzione in luce diurna, che però cala sensibilmente nella visione notturna pur mantenendo immagini più che accettabili. Ottimo l’algoritmo antideformazione dei bordi che riduce notevolmente l’effetto fish-eye del grandangolo.

PRO Ampio angolo di visione / Registrazione in locale su memory card

CONTRO App un po’ spartana / Nessuno storage sul cloud

Torna alla comparativa

[amazon_link asins=’B00PVD1OP6,B00PVD1MS0,B00PVDM1JY,B00PVDMTIC,B007Z0YE0A,B018E70LS6′ template=’ProductGrid’ store=’pcprofessiona-21′ marketplace=’IT’ link_id=’7b2b5a17-fb7a-11e7-9e04-ad8e5bd9aa86′]

Huawei

Networking

Huawei 5G, ban nel Regno Unito da settembre

Luca Colantuoni | 30 Novembre 2020

5G Huawei networking

Il Regno Unito ha deciso di bloccare l’installazione delle apparecchiature di rete di Huawei da settembre ed eliminare quelle esistenti entro il 2027.

Il Regno Unito ha deciso di impedire l’installazione di nuovi kit 5G forniti da Huawei a partire dal mese di settembre. Il governo britannico seguirà quindi il “consiglio” degli Stati Uniti che considerano il produttore cinese un pericolo per la sicurezza nazionale. L’amministrazione Trump ha stanziato un miliardo di dollari per spingere i provider locali ad eliminare le apparecchiature Huawei dalle loro reti.

Huawei è il maggiore produttore mondiale di apparecchiature di rete e quello che investe maggiormente nelle tecnologie 5G. Gli Stati Uniti affermano da anni (senza avere prove concrete) che nei vari dispositivi sono nascoste backdoor in grado di inviare dati sensibili al governo cinese. Il Regno Unito ha quindi deciso a luglio di escludere Huawei dall’elenco dei fornitori e di vietare gli acquisti a partire da gennaio 2021.

L’eliminazione di ogni apparecchiatura di rete già installata deve avvenire entro il 2027. Per raggiungere questo obiettivo è stato istituito un fondo iniziale da 250 milioni di sterline con l’obiettivo di diversificare i fornitori. In realtà le uniche aziende che possono sostituire Huawei sono Ericsson e Nokia, quindi il governo britannico ha deciso di avviare i test per le apparecchiature di NEC.

Il Regno Unito ha inoltre creato uno SmartRAN Open Network Interoperability Centre (SONIC) che realizzerà una piattaforma per verificare l’interoperabilità delle soluzioni di rete offerte da fornitori attuali ed emergenti. Il National Telecoms Lab si occuperà invece di testare sicurezza, prestazioni e affidabilità delle tecnologie.

La decisione di escludere Huawei potrebbe comportare un aumento dei costi fino a 2 miliardi di sterline e ritardare di molti anni la disponibilità delle reti 5G.

Aggiungi alla collezione

No Collections

Here you'll find all collections you've created before.