L’Italia arretra sulla fibra ottica

Continua a crescere la diffusione della fibra ottica in Europa nonostante la crisi economica e il clima d’incertezza. Nel 2011 le installazioni sono aumentate del 41% con circa 5, 1 milioni di abbonati ai servizi fiber to the home (FTTH/B) e 28 milioni di edifici raggiunti.
Sono i numeri diffusi nel corso dell’ultima FTTH Conference: rispetto a giugno 2011, data dell’ultimo survey del FTTH Council Europe, i nuovi abbonati sono stati 600.000 in tutta Europa.
Le nazioni con i tassi di penetrazione maggiore si confermano: Lituania (28,3%) Norvegia (14,7%) e Svezia (13,6%). L’Italia invece perde posizioni e viene superata da Lettonia e Turchia; la Spagna è il paese con i tassi di crescita più alti: + 184% ma non figura in classifica poiché l’FTTH Council considera solo le nazioni con almeno 200.000 abitazioni raggiunte dalla fibra.
La Commissione Banda Larga per lo Sviluppo Digitale delle Nazioni Unite ha raccomandato che ogni paese appronti entro il 2015 un piano nazionale per la banda larga, affermando che l’accesso all’internet vada visto come un diritto dell’uomo e ricordando come la banda larga contribuisca alla crescita economica e alla creazione di nuovi posti di lavoro.
In sede europea La Commissione ha proposto invece un investimento sulla banda larga e relativi servizi di 9,2 miliardi di euro nel periodo 2014-2020, con 7 miliardi di euro da destinare alle infrastrutture.

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