Wi-fi libero: niente di fatto

logo wifiIl Consiglio dei Ministri dello scorso 22 ottobre non ha affrontato il tema dell’abrogazione del decreto Pisanu, come tutti si aspettavano, ma ha solo in parte dettato le linee guida per una semplificazione delle procedure di registrazione alle reti Wi-fi, introducendo l’autenticazione tramite la Sim del cellulare.
Una delusione per quanti, confortati dalle parole del Ministro Brunetta che di recente aveva dato quasi per certa la revisione del Decreto Pisanu, speravano che questa fosse la volta buona per liberare il Wi-Fi in Italia.
Le premesse c’erano tutte: la proposta di legge giunta dal gruppo di deputati bipartisan (Luca Barbareschi, Linda Lanzillotta, Paolo Gentiloni e Roberto Rao) che chiedeva di eliminare sia l’obbligo di licenza rilasciata dal questore per gli esercizi pubblici interessati a offrire connessioni Wi-Fi, sia l’obbligo di acquisire e conservare la documentazione cartacea dei dati anagrafici degli utenti. E c’era la raccolta firme per la Carta dei Cento che da oltre un anno proseguiva senza sosta, nonché il dichiarato interesse di molti esponenti politici ad abrogare la norma da molti  già  ribattezzata “ammazza-web”.
Alla fine però è prevalsa la linea più conservatrice e dal Viminale è trapelata solo l’idea di togliere l’orpello burocratico della conservazione della copia cartacea dei documenti d’identità , introducendo l’autenticazione mediante Sim del cellulare. Una procedura di registrazione già  utilizzata in alcuni contesti (ad esempio la rete Wi-Fi della Provincia di Roma o quella sperimentata dalla Provincia di Milano all’Idroscalo milanese) ma che pone forti limitazioni all’uso, in quanto funziona solo sulle Sim dei gestori nazionali.
Tutto rinviato a sine die insomma.

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