zyxel tour

Networking

Zyxel cerca partner per le sue nuove strategie

Pasquale Bruno | 29 Aprile 2016

Reti

Lo Zyxel Tour 2016 consiste in una serie di incontri in cui l’azienda si propone di far conoscere le sue […]

Lo Zyxel Tour 2016 consiste in una serie di incontri in cui l’azienda si propone di far conoscere le sue attività  e le strategie attuali e future nel settore del networking, e in particolare delle reti Wi-Fi. Le tappe previste sono il 5 maggio a Milano, il 19 a Padova e il 26 a Bologna.

Già  da qualche anno Zyxel Communications non si propone più come semplice produttore di hardware, ma come vendor in grado di affiancare i propri partner, in tutte le fasi del progetto, per offrire al cliente finale una soluzione “chiavi in mano”.

Il punto cardine della strategia di Zyxel, secondo le parole del Country Manager Valerio Rosano, è quello di “risolvere esigenze e non solo vendere prodotti”.
In Italia esistono diversi settori, pubblici e privati, che devono aggiornare le proprie infrastrutture e che non hanno un IT Manager al proprio interno. Tra questi, c’è il settore Ho.Re.Ca (Hotel, Restaurants, Café), che abbraccia un po’ tutto il segmento dell’hospitality e in particolare quello degli hotel di ogni dimensione.

Avere un’infrastruttura Wi-Fi veloce e affidabile è diventata una necessità  imprescindibile per gli hotel di ogni calibro, e di solito all’interno di essi non c’è una figura tecnica in grado di interfacciarsi direttamente con chi vende i prodotti o la soluzione. Già  da tempo è disponibile un sito Web dedicato, accessibile all’indirizzo wifihotel.zyxel.it, che si rivolge agli utenti finali con un linguaggio chiaro e accessibile.

zyxel

Supporto dal sopralluogo iniziale all’assistenza: ecco cosa vuole offire Zyxel tramite i propri partner.

Stesso discorso per le scuole, anche se le esigenze sono diverse. Qui entrano in gioco problematiche specifiche come la gestione del registro elettronico, gli acquisti tramite MePA. (Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione), integrazione con attrezzature didattiche specifiche, non ultimo l’accesso ai fondi europei PON (Piano Operativo Nazionale), che possono coprire le spese di sviluppo tecnologico.
Per le scuole è ancora più urgente fornire delle soluzioni chiare e funzionali al massimo, cercando di capire e facendosi capire da persone non dotate di competenze specifiche nell’ambito networking.  Allo scopo è nata la divisione Zyxel Educational ed è stata approntata una specifica sezione nel sito Web www.soluzioniwifi.zyxel.it.

Per offrire in modo capillare ed efficiente questo tipo di servizio entrano in gioco i partner. Al momento sono 250 circa concentrati sul settore Ho.Re.Ca.; Zyxel vuole arrivare ad almeno 600-800 partner attivi anche nell’educational e nei classici segmenti come attività  commerciali, logistica, e in futuro anche strutture sanitarie. Zyxel propone ai futuri partner un percorso di formazione professionale e un affiancamento in tutte le fasi operative, in modo da aiutarli sia nel pre-vendita sia nel post-vendita.
Viene richiesta una struttura commerciale di almeno una-due persone qualificate, in grado di interfacciarsi con i clienti finali e di aiutarli passo passo a risolvere le proprie esigenze, riducendo al minimo nelle fasi iniziali le parti “tecniche” e privilegiando un approccio che dia fiducia.

È certamente un progetto ambizioso, animato da una filosofia attenta che di questi tempi può essere pagante e che può dare respiro a certe piccole realtà  lavorative che operano a livello provinciale o regionale.
Hospitality e scuole sono due settori che hanno bisogno di rinnovare le proprie infrastrutture di rete e che possono giustificare un investimento mirato, che può risultare proficuo anche a medio termine. Un piano del genere non sarebbe potuto nascere senza una presente costante della casa madre, che dal primo luglio 2015 ha una divisione italiana che risponde al nome di Zyxel Communications Italy.

Wireshark

Software

Download del giorno: Wireshark 3.4.1

Alfonso Maruccia | 10 Dicembre 2020

Download del giorno Reti Sicurezza

Nuova release stabile per Wireshark, popolare tool per l’analisi dei pacchetti di rete che corregge diversi bug e aggiorna il supporto per i protocolli di rete.

Wireshark è un software per l’analisi dei pacchetti di rete che ha acquisito una notevole popolarità in diversi scenari di utilizzo, un “packet sniffer” open source in grado di leggere, interpretare e anche decodificare diverse tipologie di comunicazioni telematiche a scopo di studio, manutenzione o hacking.

Grazie all’interfaccia e alle librerie di Wireshark, esperti e utenti comuni possono controllare una qualsiasi connessione di rete wireless o cablata per analizzare i dati scambiati tra client e router/server, raffinando poi l’analisi grazie al complesso sistema di regole e filtri applicabili dal tool.

Wireshark è in grado di effettuare una “deep inspection” di centinaia di protocolli diversi, di catturare il traffico in tempo reale o per l’analisi off-line, di analizzare il traffico VoIP, leggere/scrivere diversi formati di cattura, leggere il traffico da reti Ethernet, Bluetooth, USB, ATM, Wi-Fi e altre, di decifrare i protocolli criptati (IPsec, SSL/TLS, WEP, WPA/WPA2) e molto, molto altro ancora.

L’ultima versione di Wireshark distribuita in queste ore (Wireshark 3.4.1) non aggiunge nuovi protocolli a quelli già supportati in precedenza. In compenso, il programma risulta ora mondato da svariati bug, corregge quattro vulnerabilità di sicurezza classificate nel database CVE, migliora il supporto per i file di cattura in formato pcapng (PCAP Next Generation Dump File Format).

Pagina ufficiale del download di Wireshark 3.4.1 per Windows, Linux, macOS, …

Starlink

Networking

Starlink, la Internet satellitare di SpaceX entra in beta

Alfonso Maruccia | 29 Ottobre 2020

Reti SpaceX Spazio

I primi utenti hanno ricevuto l’invito a partecipare a un “giro di prova” di Starlink, il servizio di connettività satellitare con cui SpaceX intende fare una fortuna.

Il mercato per le connessioni Internet via satellite si fa sempre più affollato, sia sul fronte dei servizi cloud o professionali (Azure Space) che su quello della connettività dedicata espressamente agli utenti finali (Project Kuiper). SpaceX è a quanto pare in vantaggio rispetto alla concorrenza, visto che il suo progetto Starlink è già entrato in fase di beta ristretta negli Stati Uniti e in Canada.

La space company di Elon Musk non è certo priva di ambizioni, ma con Starlink l’obiettivo è se possibile ancora più temerario. SpaceX intende costruire una flotta di circa 12.000 piccoli satelliti posizionati nell’orbita terrestre bassa, offrendo quindi un servizio di Internet “spaziale” in grado di servire gli utenti non coperti dalle reti cablate o wireless di superficie. Un mercato dal valore potenziale di 1.000 miliardi di dollari.

SpaceX

L’ultima tornata di lanci orbitali risale all’inizio del mese, quando SpaceX ha annunciato la messa in orbita di altri 60 satelliti per un totale di 700 satelliti già operativi. In un primo “beta testing” estivo, Starlink ha permesso agli utenti partecipanti di raggiungere velocità massime comprese tra 60 Mbps in downstream e 18 Mbps in upstream con una latenza minima di 31 millisecondi.

Ora SpaceX ha invitato una selezione limitata dei 700.000 utenti che hanno espresso interesse verso il servizio a un nuovo programma di beta, con la promessa di fornire velocità da 50 a 150Mbps a 20-40ms di latenza. La connettività è intermittente, il costo dell’antenna e del router di $500 mentre l’abbonamento mensile richiede l’esborso di altri $100.

La Internet satellitare di Starlink è al momento affetta da temporanei periodi di interruzione del servizio, avverte la corporation, ma a quanto pare non sono previste le solite limitazioni al consumo di dati che da sempre piagano il mercato della connettività USA. SpaceX intende fornire un servizio Internet globale in grado di connettere gli utenti presenti in zone rurali o non serviti dalla connettività tradizionale; se tutto andrà secondo le previsioni, la versione commerciale di Starlink debutterà sul mercato globale entro il 2021.

Qnap QSW-1105-5T

Networking

Qnap QSW-1105-5T, reti a 2,5 Gbps per tutti

Pasquale Bruno | 8 Ottobre 2020

Nas Qnap Reti

Un piccolo switch di rete a 2,5 Gbps, totalmente plug&play, per superare i limiti delle comuni reti gigabit Ethernet.

Qnap è nota soprattutto per le sue soluzioni Nas (Network Attached Storage), in realtà da qualche tempo propone anche componenti per le reti. Tra questi, una nutrita serie di switch di rete con connettività variabile da 1 a 10 gigabit Ethernet. Uno di questi è il Qnap QSW-1105-5T, il primo di classe 2,5 GbE dell’azienda, che rappresenta una soluzione semplice e immediata per i piccoli uffici e l’ambito domestico per andare oltre i limiti delle comuni reti a 1 Gbps.

Qnap QSW-1105-5T

Si tratta di uno switch con cinque porte 2,5GbE/NBASE-T RJ45 particolarmente compatto, compatibile anche con le velocità di trasferimento di 1 Gbps e 100 Mbps. La compatibilità avviene tramite auto sensing e l’utente non deve preoccuparsi di nulla; sarà lo switch a negoziare la velocità adatta a seconda di quel che viene collegato.

Un aspetto importante è che le reti a 2,5 Gbps possono utilizzare i comuni cavi Cat.5e oppure Cat.6 presenti nelle consuete infrastrutture di rete gigabit Ethernet. Dunque per sfruttare la velocità di 2,5 gigabit al secondo non è necessario cambiare i cavi, un vantaggio enorme a tutti i livelli. Basta aggiungere il QSW-1105-5T, collegare i client e si è pronti all’uso. Essendo uno switch di tipo unmanaged, non c’è da configurare nulla.

Qnap QSW-1105-5T

Il Qnap QSW-1105-5T è in grado di rilevare un loop di rete (una sorta di “corto circuito” tra due porte Lan) e bloccare automaticamente le porte interessate, permettendo alle altre porte di continuare a operare normalmente. È anche uno switch silenzioso, dato che non ha ventole interne.

Per sfruttare la maggiore velocità, ovviamente anche i client devono avere interfacce di rete compatibili 2,5 GbE. Qnap ne propone alcune con interfaccia Pci Express adatte sia a PC desktop sia a Nas dotati di bus di espansione; per i notebook c’è un adattatore per porta Usb 3.2 Gen 1.

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