Hardware

Skylake: la piattaforma. Le schede madri compatibili

Michele Braga | 16 Novembre 2015

Gigabyte Motherboard

Per utilizzare uno dei processori desktop con architettura Skylake è necessario disporre di una scheda madre basata sui nuovi chipset […]

Per utilizzare uno dei processori desktop con architettura Skylake è necessario disporre di una scheda madre basata sui nuovi chipset della serie 100, noti con il nome in codice Sunrise Point.

In questa prima prova abbiamo utilizzato una scheda madre Gigabyte GA-Z170X-Gaming 5 in formato Atx. Si tratta di un modello destinato alla costruzione di desktop evoluti. Sono ben 12 le schede madri per processori Skylake lanciate dall’azienda taiwanese nel corso del mese di agosto in concomitanza con il debutto dei processori di fascia più alta Intel Core 6700K e 6600K. Questi sono i modelli con moltiplicatori sbloccati e che in combinazione con schede madri che permettono di intervenire sui parametri operativi del processore offrono il miglior supporto per l’overclock.

Gigabyte-gaming-5

La scheda madre che abbiamo impiegato per la prova è realizzata intorno al chipset Intel Z170 e offre tutto quanto messo a disposizione dal Pch (Platform Controller Hub) di ultima generazione. Questo opera da snodo centrale tra il processore e il resto del sistema attraverso il bus di comunicazione Dmi (Direct Media Interface) 3.0. Attraverso il Pch, la piattaforma dispone di 20 linee Pci Express 3.0 che si sommano alle 16 gestite in modo diretto dal processore e la cui frequenza risulta indipendente da quella selezionata per il processore durante l’overclock. I Pci Express gestiti dal processore sono quelli destinati alle schede grafiche discrete (uno slot in modalità  X16 oppure due slot in modalità  X8) che qualora non fossero presenti sono sostituite dalla grafica integrata. In questo caso la piattaforma Intel supporta fino a tre uscite video con la possibilità  di pilotare altrettanti monitor in contemporanea.
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La scheda madre che abbiamo utilizzato per questa prova dispone di una uscita Displayport in standard 1.2 e di una uscita Hdmi compatibile con lo standard 1.4. Qualora si utilizzasse la grafica integrata di Skylake, il bios della scheda madre permette di dedicare fino a 512 Mbyte di memoria al comparto Gpu; si tratta di un quantitativo sufficiente per l’utilizzo di normali applicazioni, ma insufficiente per la grafica 3D dei videogiochi.

Il processore gestisce anche i due canali di memoria dedicati ai nuovi moduli Ddr4 che nel caso delle piattaforme più economiche o mobile possono essere sostituiti con moduli Ddr3L a basso consumo. Per quanto riguarda le interfacce di comunicazione esterne, il chipset supporta fino a dieci porte Usb 3.0 e fino a 14 porte Usb 2.0. La scheda madre Gigabyte offre sette porte Usb 3.0 (tre esterne sul pannello posteriore e quattro attraverso i connettori a pettine presenti sul Pcb) e sei porte Usb 2.0 (quattro sul pannello posteriore e due attraverso un connettore interno). A queste si aggiungono due porte Usb 2.0 gestite dal chipset e il componente Genesys Logic e due porte Usb 3.1 – una in formato Tipo C – presenti sempre sul pannello posteriore.

Una novità  importante per quanto riguarda le interfacce di comunicazione è il supporto nativo allo standard Thunderbolt 3.0 attraverso il controller Alpine Ridge di Intel. Questo componente non è presente sulla scheda madre Gigabyte, ma è prevista la possibilità  di aggiungere una scheda di espansione specifica.

Il sottosistema di gestione delle unità  di archiviazione supporta fino a sei porte con tecnologia Seria Ata oppure eSata. La scheda madre Gigabyte offre all’utente due connettori in formato M.2 e sei porte in formato Serial Ata; i connettori sono organizzati in modo che sia possibile sfruttare tre connessioni Sata Express. Per quanto riguarda la gestione dei volumi di archiviazione, il chipset Z170 supporta configurazioni Raid di tipo 0, 1, 5 e 10.

Le schede madri per i processori Intel Core di sesta generazione propongono un aggiornamento delle funzioni presenti nei precedenti chipset. Le piattaforme più evolute offrono anche l'Usb 3.1 e il supporto Thunderbolt attraverso il controller Alpine Ridge.

Le schede madri per i processori Intel Core di sesta generazione propongono un aggiornamento delle funzioni presenti nei precedenti chipset. Le piattaforme più evolute offrono anche l’Usb 3.1 e il supporto Thunderbolt attraverso il controller Alpine Ridge.

Il sottosistema audio è uno dei comparti dove le piattaforme Gigabyte della serie Gaming offrono più della concorrenza. Il circuito di amplificazione per le uscite analogiche può essere sostituito e sono presenti porte Usb filtrate in modo da limitare al minimo le interferenze sui segnali trasmessi a un convertitore digitale/analogico esterno. Il codec impiegato è un Realtek ALC1150 al quale può essere affiancato il software Sound Blaster X-Fi MB3 per una gestione completa della configurazione di diffusori e degli effetti ambientali.

A completare le interfacce esterne sono presenti due porte Ethernet gestite rispettivamente da un controller Intel di classe Gigabit e da un controller Qualcomm Atheros Killer E2201; per quest’ultimo è disponibile il pacchetto software per la gestione delle priorità  di trasmissione in modo da privilegiare il traffico dati dei videogiochi e ottenere connessioni con latenze ridotte. Non è invece possibile utilizzare la tecnologia di teaming per aggregare la banda di trasmissione delle due interfacce in una sola.

A livello costruttivo la GA-Z170X-Gaming 5 presenta una dislocazione dei componenti a montaggio superficiale che lasciano molto spazio libero nella zona del socket; in questo modo è possibile installare anche sistemi di raffreddamento a liquido con waterblock di grandi dimensioni. A differenza del passato, le confezioni destinate per la vendita al dettaglio non contengono il dissipatore specifico per il nuovo socket Lga 1151; a meno che non disponiate di un radiatore compatibile – come quelli per il socket Lga 1150 – dovrete quindi acquistare un dissipatore di terze parti scegliendo tra i modelli ad aria oppure quelli a liquido.

I circuiti di alimentazione che circondano il socket sono provvisti di dissipatori passivi per garantire una corretta temperatura operativa anche sotto pieno carico di lavoro per lunghi intervalli di tempo. La scheda madre è dotata di un bios Uefi chiaro e dettagliato per l’utente esperto, ma utilizzabile – con attenzione – anche da chi ha meno esperienza nella gestione dei parametri operativi del processore e della piattaforma nel suo complesso. Tutti i parametri di funzionamento di memoria e processore possono essere impostati intervenendo in un intervallo di valori particolarmente ampio; questo fornisce ottimi strumenti di intervento a chi è alla ricerca una piattaforma per l’overclock spinto.

Con i processori Core i7 6700K e 6600K basati su architettura Skylake è possibile intervenire con un livello di dettaglio molto superiore a quanto era possibile fare con i processori basati su architettura Haswell e Broadwell. Ciò deriva in parte dall’eliminazione del Fivr, il circuito di alimentazione integrato, e con la conseguente possibilità  di modificare le tensioni di alimentazioni attraverso il controllo dei circuiti della scheda madre.
Michele Braga
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LA PROVA DI INTEL SKYLAKE
➜ La nuova architettura Skylake
âžœ L’esame della Cpu: perché è più veloce
âžœ Le funzionalità  della Gpu e l’accelerazione video
➜ La piattaforma e le schede grafiche compatibili
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Ransomware

Networking | Security

Ransomware RobbinHood, driver vulnerabili contro gli antivirus

Alfonso Maruccia | 10 Febbraio 2020

Gigabyte Sicurezza

La nota genia di ransomware RobbinHood ha adottato una nuova tecnica malevola: con i driver vulnerabili di Gigabyte è possibile disabilitare gli antivirus e cifrare i file in tutta comodità.

Robbinhood, noto ransomware utilizzato per criptare file e gettare nel panico le amministrazioni cittadine in giro per il mondo, ha acquisito una nuova, pericolosa abilità che ne aumenta ulteriormente la capacità di far danni. Ora questa genìa di malware è in grado di sfruttare un driver vulnerabile di Gigabyte per contrastare con efficacia l’azione di antivirus e software antimalware installati sul PC.

Come spiegato dagli analisti di Sophos, la versione “aumentata” del ransomware Robbinhood è stata identificata in due incidenti differenti ed è capace di sfruttare un driver hardware con firma digitale valida per compromettere la sicurezza della memoria kernel del sistema Windows bersaglio.

Ransomware RobbinHood

Prima di sguinzagliare il malware, i cyber-criminali devono in realtà acquisire un accesso all’interno del network da compromettere; una volta superato questo scoglio si passa all’installazione di GDRV.SYS, un driver legittimo per hardware Gigabyte che include una gravissima vulnerabilità mai corretta dal produttore taiwanese.

Tramite la vulnerabilità presente nel driver GDRV.SYS, i cracker riescono ad accedere al kernel di Windows disabilitando temporaneamente l’obbligo di verifica della firma digitale; a questo punto viene installato il driver kernel RBNL.SYS, utile a disabilitare o bloccare i processi degli antivirus e quindi a garantire al malware RobbinHood totale libertà di azione della cifratura di file e documenti delle vittime.

La nuova tecnica impiegata da RobbinHood è piuttosto elaborata, ma la colpa principale della sua efficacia è duplice e coinvolge sia Gigabyte che Verisign: la prima azienda non ha mai corretto la falla nel suo driver, mentre la seconda non ha mai revocato il certificato usato per firmare digitalmente il file. Di certo, considerata la vocazione emulativa nell’ambito del cyber-crimine, l’uso del driver Gigabyte fallato dovrebbe presto entrare a far parte della dotazione standard di diverse altre famiglie di ransomware evoluti.

Gigabyte

News

Gigabyte, in arrivo un SSD che va a 5 GB/s

Alfonso Maruccia | 27 Maggio 2019

Gigabyte Ssd Storage

Il produttore taiwanese si appresta a presentare un’unità di storage a stato solido con prestazioni da record, un risultato reso […]

Il produttore taiwanese si appresta a presentare un’unità di storage a stato solido con prestazioni da record, un risultato reso possibile dal nuovo protocollo PCIe e, con tutta l’evidenza del caso, da un controller spinto al massimo.

Gigabyte approfitterà del Computex 2019 per dare dimostrazione le sue nuove soluzioni di storage a stato solido, con un SSD M.2 in grado di sfruttare l’interfaccia PCI Express 4.0 – e relativo, immancabile protocollo NVMe – per raggiungere la ragguardevole velocità di 5 gigabyte (5000 MB) al secondo.

Il produttore taiwanese ha annunciato la novità in una press release dedicata alla fiera di Taipei, tenendosi prevedibilmente sul vago in quanto a particolari tecnologici ma fornendo alcuni dettagli molto interessanti e, per certi versi, rivelatori.

Il business principale di Gigabyte consiste nella produzione e nella vendita di schede madri e GPU discrete per PC, mentre l’entrata nel mercato degli SSD è un evento relativamente recente; l’unità presentata al Computex rappresenterà il primo SSD al mondo in grado di sfruttare l’interfaccia PCIe 4.0, rimarca la corporation, ottenendo prestazioni massime di 5 Gbps in lettura e scrittura sequenziale (quando montato su piattaforma AMD Ryzen 3000) in condizioni di “basse temperature”.

Controller Phison per SSD Gigabyte

E’ prevedibile, dunque, che il nuovo SSD avrà bisogno di una soluzione di raffreddamento piuttosto efficiente per raggiungere l’obiettivo dichiarato da Gigabyte. Nessuna informazione specifica viene fornita sul controller integrato, anche se la corporation asiatica ha fin qui utilizzato i chip prodotti da Phison per i suoi SSD.

Phison ha di recente dimostrato le capacità di PS5016-E16, controller PCIe 4.0 che necessita di uno slot PCIe x4 e può raggiungere velocità da 4,2 gigabyte al secondo in scrittura sequenziale. Qualora venisse riconfermato il rapporto tra Phison e Gigabyte, dunque, è altamente probabile che il nuovo SSD dell’azienda taiwanese sfrutterà il nuovo controllerPS5016-E16 con performance ulteriormente ottimizzate e migliorate.

Hardware

Gigabyte Z390 Aorus Master

Michele Braga | 11 Dicembre 2018

Gigabyte Intel Motherboard

Una scheda madre Z390 pensata per regalare soddisfazioni sia ai videogiocatori sia agli overclocker.

La linea di prodotti Aorus di Gigabyte è indirizzata agli utenti evoluti che cercano un prodotto con caratteristiche sopra la media e ai videogiocatori che desiderano realizzare un sistema di gioco dalle prestazioni elevate. La Z390 Aorus Master integra funzioni evolute che si sovrappongono a quelle di base offerte dal chipset e richieste dalle specifiche Intel.

Gigabyte Z390 Aorus Master

La Gigabyte Z390 Aorus Master si presenta con un look che lascia trasparire il carattere deciso e votato alle prestazioni.

Questa scheda madre fa dell’affidabilità e delle prestazioni il suo tratto distintivo. Grazie alla presenza di un Vrm a dodici fasi di alimentazione collegato all’alimentatore per mezzo di due connettori a 8 pin, la Aorus Z390 Master è in grado di erogare segnali di alimentazione stabili, precisi e adatti per operazioni di overclock. Tutto è pensato, infatti, per riuscire a sfruttare al massimo la nona generazione di processori Intel Core e in particolare i modelli di punta in grado di raggiungere la frequenza di 5 GHz in modalità Turbo anche in assenza di overclock. Le possibilità offerte dal comparto di alimentazione della Z390 Aorus Master e dal bios aprono le porte a overclock molto spinti.

Caratteristiche della Z390 Aorus Master

A livello costruttivo, la Z390 Aorus Master appare da subito solida, organizzata e, soprattutto, ben equipaggiata. A fianco del socket sono presenti quattro zoccoli per i due canali di memoria Ddr4 e tre slot Pci Express 3.0. Per la sezione di archiviazione sono presenti tre slot M.2 connessi al bus Pci Express 3.0 (due supportano anche unità Sata) e dotati di dissipatore passivo; questo è estremamente utile quando si utilizzano di dischi Ssd ad alte prestazioni. Sulla scheda madre sono presenti anche sei porte Sata 6 Gb/s con supporto a configurazioni Raid 0, 1, 5 e 10. L’utilizzo del formato Atx, tipico dei desktop di gamma più alta, offre tanto spazio per garantire un’oculata organizzazione dei componenti a montaggio superficiale e un’ottima accessibilità ai connettori dedicati all’installazione dei dischi M.2 così come ai cavi e agli altri componenti hardware.

Qualità costruttiva

L’attenzione ai dettagli è un altro elemento distintivo di questo prodotto. Tutti i connettori e gli zoccoli principali, quelli dedicati all’installazione di componenti e quindi potenzialmente soggetti a pressione da parte dell’utente, sono rinforzati con armature in metallo.

Trattandosi di un modello dedicato a un’utenza evoluta che cerca il massimo delle prestazioni e che potrebbe utilizzare il sistema a pieno carico per lunghe sessioni di gioco senza interruzione, la dissipazione del calore rappresenta un elemento essenziale per la stabilità. Per questo motivo tutti i connettori in formato M.2 sono corredati di serie di un dissipatore passivo con pad termico, così da poter mantenere i chip di memoria dei dischi M.2 all’interno dei corretti parametri di temperatura.

Gigabyte Z390 Aorus Master

Il pannello posteriore della Gigabyte Z390 Aorus Master è ben realizzato. Di base troviamo la piastra di finitura già integrata e un set completo di porte per le periferiche esterne. Spiccano i connettori per le antenne wireless e i tasti rapidi per l’accensione e il rese de bios.

Sul pannello posteriore, dotato di maschera di finitura integrata, sono presenti due porte Usb 3.1 Gen 1, quattro porte Usb 3.1 Gen 2 (una Type-C) e quattro porte USB 2.0. A tutto ciò si aggiunge una uscita Hdmi, le porte audio, una porta Ethernet di classe Gigabit gestita dal controller Intel I219V e i connettori per le antenne Wi-Fi e Bluetooth. Questa scheda, infatti, sfrutta la tecnologia CNVi Wireless-AC 802.11ac che Intel ha introdotto proprio con il chipset Z390.

Il comparto audio è un altro punto forte di questo modello. A fianco del controller Realtek ALC1220-VB è presente il chip ESS SABRE con DAC ES9118 per restituire una qualità audio di classe superiore.

PRESTAZIONI
ModelloGigabyte Z390 Aorus Master
BAPCo SYSmark 2018 (1.0.0.39)
SM 2018 Overall Rating2167
Productivity1803
Creativity2950
Responsiveness1912
BAPCo SYSmark 2018 (1.0.0.39) - Energy Consumption
Overall Energy Consumption (Wh)87,97
Productivity (Wh)38,14
Creativity (Wh)26,89
Responsiveness (Wh)22,95
UL Benchmark PCMark 10 (1.1.1739)
Standard7061
Express6141
Extended8347
Geekbench 4.2.3 Pro
Singolo core6155
Multi core32522
Maxon Cinebench R15
Singolo core218
Multi core2005
Corona 1.3 Benchmark
Rendering Ray/s4590800
Rendering time (s)105
Blender 2.79b - Benchmark
Gooseberry Benchmark 1.0 (s)1941
Luxmark 3.1
Neumann TLM-102 SE2235
Hotel lobby881
Handbrake 1.1.2 - Transcodifica
SHQ [email protected] da H264 a H265 (s)108
SHQ [email protected] da H265 a H264 (s)129
UL Benchmark 3DMark (2.6.6174)
Time Spy Extreme3225
Time Spy6724
Fire Strike Ultra4701
Fire Strike Extreme8775
Fire Strike17683

Il chipset Intel Z390

Con l’introduzione dei processori Intel Core di nona generazione sono arrivata sul mercato anche la serie di schede madri basate sul chipset Z390. Quest’ultimo non è un elemento necessario per poter utilizzare i più recenti processori Intel Core – questi sono compatibili anche con le piattaforme dotate di chipset Intel Z370 – ma se state realizzando da zero una configurazione desktop potrebbe valere la pena propendere per la nuova generazione di schede madri.

Chipset Intel Z390

Il chipset Intel Z390 presenta poche modifiche rispetto al precedente Z370. Ora c’è il supporto per il modulo wireless.

Per la maggior parte delle sue componenti e funzioni, il chipset Z390 è sostanzialmente identico a quello Z370 che lo ha preceduto. Tuttavia alcune caratteristiche sono state migliorate, mentre altre hanno fatto per la prima volta la loro comparsa.

Il nuovo chipset Z390 supporta fino a 6 porte Usb 3.1 Gen 2 in aggiunta alle 10 porte Usb 3.1 Gen 1 supportate dal chipset Z370. L’unica funzionalità aggiunta e disponibile solo sulle schede madri dotate di chipset Z390 è il supporto alla tecnologia Intel CNVi Wireless-AC 802.11ac. Questa sposta gli elementi chiave della tecnologia Wi-Fi e Bluetooth all’interno del processore. La connettività wireless è tradizionalmente gestita da un controller separato che può essere integrato direttamente sul Pcb della scheda madre o fornito come modulo accessorio che si innesta sul bus Pci Express. Utilizzando un processore Intel core di nona generazione e una scheda madre con chipset Intel Z390 gli elementi chiave per la gestione delle connessioni wireless è integrata nel processore; a ciò si aggiunge un modulo di accompagnamento RF (CRF) in formato M.2 (2230 e 1216) per la gestione dei segnali di trasmissioni veri e propri.

Gigabyte Z390 Aorus Master

Il layout dell Gigabyte Z390 Aorus Master sul formato Atx è ben organizzato così da trovare un posto comodo e facilmente accessibile a tutti i connettori.

Per quanto riguarda tutto il resto, il chipset Z390 ripropone le medesime caratteristiche di quello Z370: supporto a 6 porte Sata a 6 Gb/s, supporto a 24 linee Pci Express 3.0, supporto a 3 zoccoli per dischi NVMe e supporto alla tecnologia Intel Optane Memory. Ancora, supporto a 2 canali di memoria con 2 zoccoli per canale e supporto a 3 uscite video per la grafica integrata nel processore.

Aggiornare oppure no?

Decidere se è opportuno aggiornare la scheda madre o preferirne una con chipset Z390 è piuttosto semplice: se la velocità delle porte Usb è un elemento chiave per il vostro modello di lavoro – ricordate che vi servono periferiche che supportano lo stesso standard per poterne apprezzare le potenzialità velocistiche – e se l’integrazione del comparto wireless sono un valore aggiunto significativo, allora optate per una schede madre Z390. Se queste caratteristiche non hanno un impatto immediato o comunque significativo sul vostro modello di utilizzo, allora potete scegliere con estrema tranquillità anche un modello con chipset Z370, riuscendo molto probabilmente anche a risparmiare qualcosa sul budget di acquisto. Ricordate comunque di verificare che il modello di scheda madre da voi scelto sia effettivamente compatibile con il processore Intel Core di nona generazione che intendete utilizzare; quasi certamente l’unica cosa da fare sarà aggiornare il Bios all’ultima versione disponibile.

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