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I robot per il recupero delle opere d’arte nell’area di Amatrice

Ancora una volta, la robotica ci dimostra come il potenziale della tecnologia possa rivoluzionare in maniera positiva le attività  umane in contesti particolarmente complessi e potenzialmente pericolosi per l’incolumità  delle persone: sui luoghi colpiti dal terremoto, e in particolare ad Amatrice, i Vigili del Fuoco possono infatti contare sull’uso di robot che contribuiscono alla ricerca delle opere d’arte.

Sviluppati in seno al progetto Tradr (Long-Term Human Robot Teaming for Robot-Assisted Disaster Response), sono stati assemblati in Germania e, entro 48 ore, sono potuti diventare operativi nell’area colpita dal sisma, grazie all’operato di Emanuele Gissi – ingegnere a capo dei Vigili del Fuoco di Genova – e di Ivana Kruijff-Korbayova del Centro di ricerca sull’AI di Saarbrà¼cken (Germania).

Sono due i robot terrestri – insieme con i droni – ad essere operativi: gli stessi hanno offerto un supporto indispensabile per acquisire informazioni da impiegare per effettuare una ricostruzione in 3D dello stato delle chiese di San Francesco e Sant’Agostino in seguito al sisma, potendo così approntare un piano per la messa in sicurezza e per stabilire lo stato di conservazione delle opere d’arte presenti all’interno.

I robot terrestri hanno fatto sostanzialmente un lavoro di squadra – dove uno si preoccupava di offrire all’altro una visuale all’interno degli spazi, per facilitarne i movimenti – mentre i droni si sono mossi tanto all’esterno quanto all’interno delle chiese, coordinando il loro volo in modo da essere operativi contemporaneamente su più fronti, ottenendo prospettive diverse dello stato all’interno degli edifici religiosi.

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