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Robot da combattimento: quelli giapponesi sono davvero autonomi

Se siete abituati a considerare il mondo del combattimento tra robot pensando a macchine che si scontrano sul campo essendo comunque controllate da umani, dando uno sguardo a quanto avviene invece in Giappone – dove i robot si scontrano in modo completamente autonomo – non potrete certo che restere sbigottiti di fronte al potenziale di questi guerrieri di latta, che devono lottare tra di loro senza input da parte dell’uomo.

I proprietari dei robot, secondo le regole in vigore, possono unicamente limitarsi ad accendere da remoto la macchina da combattimento e, qualora il giudice di gara dovesse farne richiesta, possono intervenire per arrestare il movimento del robot tramite un comando remoto: in questa maniera, le due macchine si scontrano basandosi sulle rispettive capacità  di estromettere dal ring il proprio avversario.

Ogni macchina è realizzata sulla base di alcuni criteri specifici: alcuni robot da combattimento, infatti, sono contraddistinti da una notevole velocità  nei movimenti, mentre in altri casi, gli stessi si caratterizzano per imprimere una potenza maggiore nei colpi, pur muovendosi con maggior lentezza. I robot più veloci, spesso, a causa dell’eccessiva foga nei movimenti e della leggerezza, finiscono per schiantarsi fuori del ring.

Al contrario, i robot invece pesanti, puntano su questo fattore per riuscire a resistere maggiormente alle spinte dei loro avversari leggeri. Per meglio comprendere le dinamiche di queste sfide, abbiamo trovato un interessante video in cui potrete prendere nota del potenziale di queste macchine da combattimento. Buona visione a tutti e non dimenticatevi di condividere la vostra opinione su questi robot nei commenti!

https://www.youtube.com/watch?v=PXni-m_Qp_Y

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