Intel Ssd 320: il nuovo riferimento mainstream

Presentato un disco di nuova concezione basato su standard Sata II, che supera in ogni campo i modelli di punta precedenti.

Anteprima di Davide Piumetti

Articolo tratto da PC Professionale 245 di agosto 2011

Intel è il produttore che, più di tutti, è stato il punto di riferimento nella passata generazione di Ssd. Molti concorrenti proponevano dischi superveloci, ma che alla prova dei fatti in ambito di trasferimento file casuale o nelle scritture di file piccoli, cedevano decisamente il passo al X25-M Intel. Unica pecca di quell’ottimo prodotto era la velocità  di scrittura, limitata a circa 80 MB/s.

Il punto di forza: che questa velocità  si riduceva di poco passando all’ambito casuale, mentre i concorrenti potevano scendere da 230 MB/s sequenziali a circa 15-20 MB/s. Con l’arrivo di nuove tecnologie, celle di memoria e firmware sempre più aggiornati, Intel riarrangia la propria linea Ssd, proponendo un modello di ingresso battezzato con il nome in codice 311 con capacità  di 20 GB utilizzato in abbinamento al chipset Z68 per rendere ibrido un sistema Hdd tradizionale (con 200 MB/s in lettura e 105 in scrittura). Al top si posiziona invece il velocissimo disco Sata 3 chiamato 510, con capacità  di 120 e 250 GB e velocità  di 500 MB/s in lettura e 265 in scrittura. Nel mezzo si trova il disco Intel 320, che va a impegnare la fascia media del mercato, quella più esigente in termini di rapporto prezzo/prestazioni e qualità . Il disco, erede diretto della famiglia X25-M, utilizza la connessione Sata II, una versione aggiornata del controller proprietario Intel e celle di memoria prodotte a 25 nm in collaborazione tra Micron e Intel. I problemi avuti su alcuni dischi di scorsa generazione con queste celle sono ora assenti, in quanto il controller è studiato appositamente per loro.

Il disco copre l’intera linea mainstream, con capacità  da 40 a 600 GB; andando a offrire per la prima volta una tale capienza su un Ssd da 2,5 pollici. Le velocità  di lettura e scrittura sequenziali sono variabili in base alla capacità , così come le Iops ottenibili.

Il disco che abbiamo provato è il modello da 300 GB, in grado di offrire quanto di meglio visto nella categoria. In ambito sequenziale il prodotto raggiunge livelli altissimi, superando addirittura le specifiche Intel. In lettura abbiamo registrato un massimo di oltre 280 MB/s, simili al modello X25-M G2 che sostituisce; mentre in scrittura il risultato è molto superiore: quasi 230 MB/s. I dati interessanti sono però rappresentati dai valori in ambito casuale, quando il disco anche con file da 512 o 4 KB si comporta egregiamente. In lettura si hanno comunque oltre 200 e 140 MB/s con file di piccole dimensioni sparsi casualmente sul disco, mentre in scrittura i valori scendono restando comunque molto elevati. Confermati anche i valori di Iops in lettura, con oltre 36.000 operazioni al secondo; mentre in scrittura, come tutti i concorrenti, i risultati nei nostri test sono distanti dalle condizioni ideali in cui sono provati gli Ssd dai produttori, ma le 3.300 Iops rappresentano un risultato notevole.

Il risultato ottenuto da Intel è notevole, portare a un livello superiore le caratteristiche del X25-M G2, pareggiando i risultati ottenuti in lettura con quelli in scrittura, rende questo Ssd il migliore nel segmento con connessione Sata 2. Il prezzo, inferiore a quello dei modelli Sata 3, è ancora mediamente elevato, ma non dovrebbe più scoraggiare l’acquirente soprattutto nei tagli più bassi.

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