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Ocz Revodrive 3 e Revodrive 3 X2: quando i dati volano a 1 Gbyte/s

Davide Piumetti | 26 Aprile 2012

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Ocz Revodrive 3 e Revodrive 3 X2 La linea di dischi Ssd su Pci Express di Ocz è giunta alla terza […]

Ocz Revodrive 3 e Revodrive 3 X2

La linea di dischi Ssd su Pci Express di Ocz è giunta alla terza generazione, ricalcando le orme percorse dal mercato su connessione Sata. In commercio troviamo due modelli distinti, il Revodrive 3 e il Revodrive 3 X2 con capacità  di 120, 240 e 480 Gbyte il primo e 240, 480 e 960 Gbyte il secondo. I due si basano sui medesimi componenti e principi, con il secondo che risulta, nella pratica, un’associazione di due Revodrive 3 utilizzati in parallelo.

Esteticamente i due modelli appaiono simili, e sono costruiti su un Pcb di colore nero sul quale sono posizionati tutti gli elementi strutturali di memoria. La connessione è la Pci Express 4X, utilizzabile anche nei connettori da 8X o 16X maggiormente presenti sulle schede madri moderne. La banda passante è di conseguenza di 2 Gbyte/s, più che sufficiente anche per le elevatissime prestazioni di questi dispositivi di archiviazione.

I prodotti si basano sul controller Ssd più in voga al momento, il SandForce 2281 dalle eccellenti prestazioni generali, o meglio, su gruppi di controller che lavorano in parallelo tra di loro. Sul Revodrive 3 sono infatti presenti due SandForce 2281, ognuno che pilota la metà  della capacità  complessiva installata. A coordinare gli sforzi dei due controller c’è un ulteriore chip di progettazione Ocz e battezzato SuperScale Storage Controller, deputato a fare da tramite tra il sistema operativo e i controller installati sul Pcb. Questo elemento è il cuore dell’intero sistema di storage e grazie a esso tutte le operazioni sono trasferite dal bus di sistema alle celle di memoria. Il chip utilizza quella che Ocz chiama Vca 2.0 (Virtualized Controller Architecture), soluzione che consente a un singolo chip di gestire un elevato numero di controller offrendo così una grande scalabilità  delle prestazioni. La disposizione è infatti lineare anche dal punto di vista progettuale: vicino al connettore Pci Express c’è il controller SuperScale, che pilota i due SandForce alla sua destra che a loro volta gestiscono le celle di memoria al loro fianco.

Il Revodrive 3 X2 si differenzia dal precedente proprio nell’ultima parte, quando un piccolo Pcb aggiuntivo contenente due ulteriori controller SandForce e le rispettive celle di memoria è posizionato a un centimetro di distanza da quello base, e connesso tramite un collegamento proprietario tra i due. Le celle di memoria utilizzate per i due Revodrive sono di produzione Micron a 25 nm; rispettano lo standard ONFi 1.0 e sono di tipo asincrono. In base ai modelli hanno una capacità  di 8 o 16 Gbyte ciascuna. Sulle due versioni in prova, il Revodrive 3 da 240 Gbyte e il Revodrive 3 X2 da 480 Gbyte sono presenti 16 celle da 8 Gbyte per ciascun controller SandForce per un totale di 32 celle sul primo e 64 celle sul secondo. Le celle sono disposte simmetricamente, 16 per ciascun lato di ogni Pcb. Analizzando attentamente questa configurazione notiamo come l’accoppiata controller-celle sia la medesima già  vista su un prodotto Ocz con connessione Sata 3: il disco Agility 3 oggetto insieme ad altri delle nostra comparativa sul numero 250 del mese di gennaio 2012. I dati di targa dei due modelli differiscono in base alla capacità  installata (proprio come sui dischi tradizionali), il Revodrive 3 offre sulle proprie tre capacità  rispettivamente 975, 1.000 e 1.000 Mbyte/s in lettura sequenziale e 875, 900 e 925 Mbyte/s in scrittura sequenziale. I valori di Iops sono altrettanto elevati: 120.000 sul modello da 120 Gbyte e 130.000 sugli altri due. Se il Revodrive 3 raggiunge la barriera del Gbyte/s di trasferimento dati la versione X2 la supera abbondantemente: il modello da 240 Gbyte è accreditato di 1.500 e 1.225 Mbyte/ in lettura e scrittura, quello da 480 Gbyte di 1.500 e 1.250 Mbyte/s e quello da 960 Gbyte raggiunge i 1.500 e 1.300 Mbyte/s. Le Iops sono in questo caso di 200.000 per il primo e 230.000 per gli altri due. Le nostre prove hanno mostrato comportamenti eccezionali per entrambi i prodotti. Il risultato nel Sysmark 2012 mostra valori molto elevati, che non si discostano però troppo da quelli ottenibili con i dischi Ssd più veloci. Questo risultato è dovuto alla rimozione del collo di bottiglia rappresentato dal comparto dischi già  con i modelli allo stato solido più veloci, con il risultato del test limitato finalmente solo dalla potenza di processore e memoria. Nei test specifici, atti a misurare le prestazioni massime dei prodotti abbiamo ottenuto valori molto vicini a quanto dichiarato da Ocz e, anzi, spesso di poco superiori. Il Revodrive 3 raggiunge i 1.000 Mbyte/s in lettura e i 900 in scrittura, mentre il modello X2 supera rispettivamente i 1.500 e i 1.400 Mbyte/s. Il tempo di avvio del sistema, altro parametro di sicuro interesse per gli utenti, è nel complesso estremamente ridotto ma mostra l’unico difetto di queste soluzioni. Il Pc, a differenza rispetto ai dischi tradizionali, in avvio deve caricare anche il bios operativo dei Revodrive prima di procedere al boot, motivo per cui il tempo impiegato (comunque ottimo) è leggermente superiore a quello necessario utilizzando un normale Ssd.

In ambito di operazioni casuali, anche con file di piccole dimensioni, i risultati sono eccellenti e, comparati con quanto ottenuto con il modello Agility 3 da 120 Gbyte (“metà ” esatta del Revodrive 3 da 240 Gbyte in prova), risultano realmente più che doppi. Emblematico il caso nella scrittura casuale di file da 4K (uno dei test di riferimento per ogni Ssd): dai circa 54 Mbyte/s dell’Agility 3 si passa a 101 e 203 Mbyte/s rispettivamente raddoppiando e quadruplicando tale valore. Le IOps misurate sono in altro modo molto elevate, in ambito sequenziale si superano agevolmente le 150.000 operazioni al secondo, mentre in quello casuale si ottengono valori tra 26.000 e 31.000 per il Revodrive e tra 52.000 e 61.000 per il modello X2, confermando le ottime capacità  di gestione del controller SuperScale di OCZ.

I dischi Revodrive sono dedicati a due ambiti distinti: gli utenti più avanzati, che hanno la disponibilità  di effettuare una spesa necessariamente sopra la media per ottenere le massime prestazioni possibili e i professionisti, soprattutto quelli indirizzati all’elaborazione video digitale.

In quest’ultimo caso avere a disposizione una grande quantità  di spazio (da 120 Gbyte fino a 960 Gbyte) in grado di operare a queste velocità , elimina la necessità  di utilizzare catene di dischi Raid molto costose che, in qualche caso, raggiungono senza troppi problemi i prezzi di questi eccellenti dispositivi.

In futuro vedremo sempre più prodotti di questo tipo? Secondo OCZ, comunque leader nel mercato degli Ssd da 2,5 pollici, la risposta è affermativa, e si chiama Revodrive.

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