Sandisk Ssd Extreme

Estremo non solo nel nome, ma anche nel rapporto prezzo/prestazioni: l’Ssd Sandisk scuote il mercato.

Anteprima di Davide Piumetti

Articolo tratto da PC Professionale 254 di maggio 2012

Fino a oggi Sandisk, uno dei maggiori produttori mondiali di memorie allo stato solido, conosciute e apprezzate soprattutto in ambito mobile e fotografico, non aveva ancora mosso i primi veri passi nel segmento dei disco allo stato solido. Da tempo ci chiedevamo il perché di questa attesa, viste le grandi possibilità  del settore e la grande competenza dell’azienda americana, ed oggi abbiamo avuto una prepotente risposta. La linea di Ssd Sandisk Extreme di cui proviamo in questa pagina il modello base da 120 Gbyte entra sul mercato senza alcun timore reverenziale rispetto a concorrenti che si danno battaglia da anni, e riesce a stupire per un approccio che coniuga perfettamente prestazioni e costi. Questo elemento, che caratterizza un po’ tutta la linea Sandisk, pone la qualità  al giusto costo al primo posto nell’idea di mercato, regalandoci per la prima volta una linea di Ssd di fascia alta commercializzata al prezzo di una entry level.

I dischi proposti sono tre, con la linea Extreme declinata nelle capacità  di 120, 240 e 480 Gbyte. Il controller utilizzato è il SandForce 2281 che domina il mercato, mentre le celle di memoria sono di produzione diretta Sandisk. Questi elementi sono di fascia alta, utilizzano la migliore tecnologia in circolazione, la Toggle Nand, e sono costruite a 24 nm.

Sul modello da 120 Gbyte troviamo il controller circondato da sole 4 celle da 32 Gbyte ciascuna, con altre 12 piazzole vuote che vengono riempite completamente utilizzando 16 celle da 32 Gbyte per il disco top della gamma. Le prestazioni dichiarate sono in linea con i migliori prodotti che utilizzano questo controller con le costose celle Toggle, con 550 Mbyte/s in lettura sequenziale e 510 Mbyte/s in scrittura. Nei nostri test abbiamo rilevato una velocità  di picco superiore alle aspettative, con oltre 550 e 520 Mbyte/s in lettura e scrittura. Molto interessanti i dati rilevati nei trasferimenti casuali con IOmeter, con velocità  vicine all’ideale con file grandi e molto elevate con quelli più piccoli. In lettura casuale 4K il valore è il più elevato mai rilevato, superiore di oltre il 25% al miglior disco in circolazione, l’Intel 520.

In scrittura tale valore si controbilancia, con il disco Sandisk più lento di una percentuale simile. Le velocità  di trasferimento con dati comprimibili sono buone ma non elevatissime. Il disco soffre un po’ soprattutto per via della scelta di utilizzare solo quattro celle rispetto alle 8 o 16 dei concorrenti, non riuscendo a bilanciare perfettamente il carico. I risultati sono comunque molto buoni. In conclusione non riusciamo a non consigliare questo disco a tutti gli interessati al passaggio alla tecnologia allo stato solido.

Il prezzo d’acquisto è infatti eccezionale per un prodotto di questo livello e praticamente identico a quello di modelli molto meno veloci come le serie economiche di Ocz (Agility 3), Patriot (Pyro) o Corsair (Force 3) ma con prestazioni pari a quelle di modelli top di gamma dal costo di oltre 200 euro.

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