Storage

Un’interfaccia migliore per Dragon NS 11

Davide Piumetti | 13 Maggio 2011

La nuova versione di Dragon Naturally Speaking presenta numerose novità  interessanti, a partire dall’interfaccia. Anteprima di Maurizio Bergami Articolo tratto […]

La nuova versione di Dragon Naturally Speaking presenta numerose novità  interessanti, a partire dall’interfaccia.

Anteprima di Maurizio Bergami

Articolo tratto da PC Professionale 241 di aprile 2011

A un paio di anni dal rilascio della versione numero 10 (la recensione è apparsa sul numero 215 di PC Professionale), Dragon ha reso disponibile un aggiornamento di NaturallySpeaking (NS), il suo potente software di riconoscimento vocale. Dragon NS è l’ultimo esemplare della sua specie, dopo il progressivo abbandono dei pochissimi concorrenti. A dire il vero Windows (ma non la versione italiana) incorpora funzionalità  di riconoscimento vocale, ma a paragone di quelle del prodotto di Nuance fanno la figura di una 500 messa a fianco di una Ferrari.

Una volta Dragon NS necessitava di un lungo e noioso addestramento iniziale, ma già  da un paio di versioni bastano letteralmente cinque minuti per metterlo in servizio: il tempo necessario per leggere ad alta voce poche righe, tratte da uno dei libri proposti dalla routine di installazione. È possibile (e consigliabile) dedicare una mezz’oretta aggiuntiva a questa fase: su richiesta Dragon può esaminare il contenuto della cartella Documenti e dell’archivio dei messaggi di posta, proponendo poi un addestramento specifico per le parole e i nomi che non fanno già  parte del suo vocabolario. Ma anche saltando questo passo, l’accuratezza del riconoscimento è spettacolare: chi non conosce il programma difficilmente riesce a trattenere un “oh” di meraviglia vedendolo all’opera per la prima volta. Nuance dichiara un aumento di precisione del 10% rispetto a Dragon NS 10. Il merito va non solo a un modello vocale aggiornato (chi usa un computer datato può optare per il vecchio modello, che richiede meno risorse), ma anche a un vocabolario ampliato che ora comprende, giusto per fare un esempio, “iPad” ma non “Android”.

Nelle nostre prove della edizione Premium (che sostituisce la vecchia Preferred) abbiamo notato che il programma all’inizio tende a commettere più o meno gli errori che ricordavamo: la “fortezza Bastiani” del Deserto dei Tartari di Buzzati è stata trascritta nuovamente come “fortezza bestiale”. Ma Dragon apprende rapidamente, e man mano che si effettuano le correzioni opportune la sua precisione migliora. La novità  davvero importante di questa release è l’interfaccia utente, che è stata rinnovata con l’obiettivo di rendere più accessibili i tanti – e non sempre intuitivi - comandi vocali. Una nuova barra laterale, sensibile al contesto, presenta comandi e suggerimenti che permettono effettivamente di arrivare a padroneggiare molto più rapidamente il programma. Ci ha sorpreso che in questa barra non venga evidenziato il comando per il cambio da minuscolo a maiuscolo della lettera iniziale di una parola, comando d’uso assai frequente e che per giunta è scomparso dal menu di correzione rapido (sostituito da “Testo tutto in maiuscolo”). In generale, però, la barra si è rivelata molto efficace. Abbiamo poi apprezzato moltissimo il potenziamento del comando di selezione. Quando nella pagina sono presenti più istanze di un testo, al comando Seleziona <testo> Dragon le localizza tutte affiancandovi una numerazione progressiva che permette di scegliere al volo quella che si vuole correggere o formattare. In teoria dovrebbe essere possibile anche selezionare e modificare in un colpo solo tutte le istanze localizzate, ma nei test il comando citato dal manuale non ha funzionato.

Questa versione presenta parecchie altre migliorie, piccole e grandi, che riguardano non solo la dettatura vera e propria ma anche le funzioni – già  ottime – per il controllo completo del Pc tramite la voce. Nel complesso le innovazioni ci sembrano giustificare l’aggiornamento, nonostante il costo non proprio contenuto. Dobbiamo però rilevare, ancora una volta, l’inadeguatezza della documentazione: il manuale (in formato Pdf) è piuttosto chiaro ma incompleto. Svariate funzionalità , anche importanti, sono trattate solo nella guida in linea.

Fujifilm, cartucce LTO

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Fujifilm+IBM: cartucce a nastro magnetico da 580TB

Alfonso Maruccia | 22 Dicembre 2020

Cartucce a nastro Fujifilm IBM Storage

La partnership tra Fujifilm e IBM porta allo sviluppo di una tecnologia di archiviazione magnetica di nuova generazione. Presto sul mercato le cartucce LTO da 580 terabyte.

Fujifilm riafferma il proprio ruolo di protagonista quasi assoluto nel mercato dello storage “a freddo” con una nuova tecnologia di archiviazione magnetica. La corporation nipponica ha lavorato assieme a IBM per sviluppare un prototipo di cartucce a nastro magnetico next-gen, un sistema che impiega un composto di stronzio ferrite (SrFe) per raggiungere una densità di archiviazione senza precedenti.

Fujifilm lavora da tempo all’adozione delle particelle di stronzio ferrite per la realizzazione dei nastri magnetici, ed era stata fin qui in grado di ipotizzare la commercializzazione di cartucce da 400 terabyte entro il 2030. Ora l’azienda parla invece di cartucce con capacità da ben 580 terabyte ciascuna, per una densità di archiviazione dei dati digitali da 317 gigabit per pollice quadrato.

Fujifilm IBM cartucce magnetiche

Stando a quanto comunica Fujifilm, i nastri realizzati a partire dal nuovo composto SrFe sono in grado di garantire un aumento di capacità di 50 volte rispetto alle moderne cartucce LTO-8. 580TB sono sufficienti ad archiviare l’equivalente di 120.000 DVD, dice la corporation, i nastri SrFe sono potenzialmente destinati a sostituire quelli attuali di bario ferrite (BaFe) e sono risultati compatibili con la produzione di massa negli impianti attualmente utilizzati da Fujifilm.

Le cartucce SrFe di Fujifilm adottano la tecnologia di IBM per il processing dei dati ad alta precisione, un sistema che impiega testine a basso attrito in grado di garantire un’accuratezza di 3,2 nanometri. Lo storage a base di cartucce magnetiche rappresenta il cuore del business del cloud e continuerà a esserlo per i decenni a venire, nota IBM, con 345.000 exabyte già archiviati su nastro e vantaggi irraggiungibili per gli altri sistemi di storage in fatto di scalabilità, economicità, affidabilità e sicurezza dei dati.

Computing - ICT

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NAND Flash: troppi chip sul mercato e prezzi degli SSD in picchiata

Alfonso Maruccia | 18 Dicembre 2020

Memorie Mercato Ssd

Gli analisti confermano i trend degli ultimi mesi e preconizzano un ottimo primo trimestre del 2021. Almeno per i clienti finali, che potranno approfittare di SSD a prezzi decisamente ridotti.

Nel corso dei prossimi tre mesi, l’industria delle memorie NAND Flash continuerà a offrire più chip di quanti il mercato sarà in grado di smaltire. L’ultima previsione di Trendforce conferma i trend del recente passato, e offre agli utenti finali la prospettiva di fare ottimi affari nell’acquisto di SSD a partire dal mese di gennaio.

L’eccesso di offerta rispetto alla domanda dei clienti è un problema che l’industria delle memorie affronta da tempo, e stando a Trendforce la situazione resterà problematica anche nel primo trimestre del 2021. Troppi chip NAND Flash sul mercato porteranno a una ulteriore riduzione dei prezzi delle unità di storage a stato solido, e i dischi SSD verranno per questo commercializzati con uno sconto del 10-15% rispetto ai prezzi attuali.

Al momento anche il mercato delle memorie DRAM per PC si trova nella stessa barca di quello degli SSD, dicono gli analisti, anche se in questo caso le scorte di magazzino si stanno esaurendo in fretta e il rapporto tra domanda e offerta si sta avvicinando a una condizione di normalità.

Sul fronte degli SSD, invece, l’inizio del 2021 sarà all’insegna dei mega-sconti per i clienti finali. A fare la parte da leone per gli acquisti di storage a stato solido saranno le memorie integrate eMMC/UFS (41%), a cui seguiranno gli SSD client (31%), gli SSD enterprise (20%) e i wafer di chip NAND “puri” (8%).

ADATA SE770G SSD - 1

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ADATA SE770G, SSD esterno con illuminazione RGB

Alfonso Maruccia | 5 Novembre 2020

ADATA Ssd Storage

La taiwanese ADATA presenta la nuova unità di storage portatile SE770G, un SSD esterno veloce, relativamente capiente ma soprattutto illuminato a festa con tante lucine RGB.

Croce e delizia degli appassionati di gaming su PC e non solo, l’illuminazione RGB è oramai entrata in pianta stabile nelle case di un gran numero di utenti. I LED multicolore hanno invaso anche i dispositivi di archiviazione esterni, e una nuova proposta in tal senso arriva a opera di ADATA sotto forma dell’SSD portatile SE770G.

La corporation taiwanese descrive la sua nuova unità di storage come “audace e brillante”: SE770G non è il tipico SSD esterno, sottolinea ADATA, ma un dispositivo pensato per mettere in mostra un sistema di illuminazione RGB a base di pattern cubico. Oltre ovviamente che per archiviare i dati e i giochi degli utenti.

ADATA SE770G SSD - 2

Oltre a illuminare le “tenebre” delle postazioni videoludiche, SE770G è in grado di garantire performance velocistiche di tutto rispetto grazie alla connessione USB3.2 Gen 2 di tipo-C. ADATA parla di 1000 MB al secondo in lettura e 800 MBps in scrittura, un valore 12,5 volte superiore agli hard drive tradizionali e sufficiente a trasferire un video in 4K da 10GB in appena 20 secondi.

La connessione USB-C integrata rende l’utilizzo dell’SSD SE770G facile e alla portata di tutti, anche se nella confezione sono presenti un paio di cavi per adattare il collegamento anche alle porte USB-A. L’offerta include poi una garanzia di 3 anni e la disponibilità in due taglie diverse: una da 512GB, l’altra da 1TB.

In arrivo nelle prossime settimane, SE770G sarà ufficialmente compatibile con i sistemi operativi Windows, macOS X, Linux e Android. Oltre che con le console videoludica attuali e quelle di prossima generazione. Ignoto, al momento, il prezzo di lancio.

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