Test: Beats Studio V2

La versione aggiornata delle Studio adotta sempre di un sistema elettronico attivo per la riduzione del rumore ambientale – in questo caso alimentato da una batteria ricaricabile via Usb con un’autonomia di circa 15-20 ore – che si aggiunge al buon isolamento passivo per annullare efficacemente tutti i rumori esterni.

Occorre notare che senza alimentazione le cuffie non funzionano: il padiglione destro ospita un indicatore di carica della batteria a cinque livelli, mentre quello sinistro invece accoglie un pulsante di grandi dimensioni per interrompere temporaneamente musica e riduzione del rumore. L’accoppiamento tra archetto e padiglioni è ben realizzato, la cuffia non stringe e non affatica.

La qualità  sonora appare migliorata rispetto alla prima versione soprattutto nella sezione dei bassi, che sono ancora in rilievo ma con meno invadenza e più controllo. La gamma media e, soprattutto, quella medio/alta, è abbastanza articolata ma tende ad indurirsi in certi passaggi e non perdona le incisioni imperfette, che possono generare fatica d’ascolto nel medio e lungo periodo.

Il fronte sonoro non risulta particolarmente sviluppato in senso laterale, e si avverte un leggero soffio di sottofondo nei passaggi a bassissimo volume. Le Studio danno il meglio con la musica elettronica e sono poco indicate per la classica, dove reggono sì i pieni orchestrali ma restituiscono gli archi e le note acute del pianoforte – per esempio – in maniera ruvida e aggressiva.
Marco Martinelli

+ PRO
Ottimo design
Comoda da indossare
Circuito attivo di riduzione del rumore ambientale

– CONTRO
Non funziona a batterie scariche, nemmeno in modalità  passiva

Produttore: Beats Electronics, https://it.beatsbydre.com
Euro 299,95 Iva inclusa

[box type=”shadow” ]Le nove cuffie in prova
➜ Audio Technica ATH-M50x
➜ B&W P5 Serie 2
➜ Beats Studio V2
➜ Bose SoundTrue
➜ Focal Spirit Classic
➜ JBL Synchros S500
➜ Nad Viso HP 50
➜ Philips Fidelio X1
➜ Sennheiser HD598
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