Test: Motiv 2 Streaming, speaker 2.1 potenti e connessi

La nuova versione del kit 2.1 top di gamma di Teufel include un eccellente subwoofer e offre molteplici possibilità  di connessione.

Teufel ha rilasciato una versione completamente rinnovata del suo kit 2.1 più costoso e potente dedicato al mondo Pc. Per mantenersi al passo con i tempi la casa tedesca ha però realizzato ben 3 differenti versioni del suo Motiv 2 Mk2. La prima, standard, comprende solo il subwoofer con i due piccoli satelliti passivi. La seconda, chiamata Blue, include anche una chiavetta che abilita la ricezione Bluetooth (anche tramite il rinomato codec AptX) per la connessione senza fili di smartphone e tablet. La terza, denominata Streaming, è stata oggetto dei nostri test e offre in dotazione il Connector di Raumfeld (società  di proprietà  della stessa Teufel) che permette di configurare un sistema di ascolto multistanza, di gestire un intero catalogo musicale e di sfruttare direttamente svariati servizi on-line.

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Il kit acustico comprende, come già  accennato, un subwoofer e due satelliti. Il design è elegante e il telaio bianco con griglie nere ha finiture eccellenti, superiori a quelle che abbiamo trovato negli altri kit per Pc del produttore tedesco. Il subwoofer include un cono da ben 25 centimetri di diametro e vanta un volume interno di 22 litri. È sostanzialmente un cubo di 35 centimetri di lato, rialzato di circa 4 centimetri da terra grazie a 4 piedini a cono. Pesa 13,40 Kg e include gli stadi di amplificazione in classe D di tutto il sistema.

I satelliti sono collegati al sub tramite due cavi jack di circa 2 metri. I connettori dei jack sono di tipo Trs, poiché il sistema è biamplificato: per il tweeter e il woofer di ogni satellite vengono infatti usati due amplificatori differenti ottimizzati sulle rispettive frequenze. I satelliti, passivi, utilizzano una disposizione radiale dei componenti: il tweeter infatti è montato al centro, sopra allo stesso woofer, con un approccio simile a quello adottato spesso per gli speaker delle autoradio. Il tweeter è in alluminio e ha un diametro di 2,5 centimetri, mentre il woofer in polipropilene è largo 8,4 centimetri.

La forma originale dei satelliti prevede un frontale più ampio che va a ridursi sul retro. Per mantenere le casse in posizione verticale o aumentarne l’inclinazione quando sono posizionate su un piano viene fornita una base magnetica che garantisce anche un buon isolamento acustico.

Il controllo del sistema può avvenire tramite il telecomando a infrarossi in dotazione o tramite i pulsanti situati sull’angolo frontale superiore del subwoofer. Il kit offre svariate possibilità  di connessione: 2 ingressi analogici (Rca e minijack stereo) e 2 digitali (ottico e coassiale) e include una presa cuffie che riporta il segnale in ingresso attualmente selezionato. Sul retro del subwoofer oltre agli ingressi si trovano tre utili interruttori: uno per la selezione della fase del sub, uno per scegliere il posizionamento dello stesso (a muro o in spazio libero) e uno per la modalità  di accensione (automatica con standby o sempre acceso).

La regolazione del volume, così come quella del livello del sub avvengono sempre dal telecomando o dai pulsanti presenti sul fronte, ma purtroppo bisogna ricorrere a un comando rapido ben nascosto nel manuale in lingua inglese (tasti Sub e Coax premuti insieme) per riportare quest’ultima alla configurazione predefinita.

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