Yashi, l’all-in-one che parla italiano

Il produttore aggiorna la sua offerta di desktop all-in-one con la famiglia California: schermo Full Hd da 21,5″ e piattaforma Intel Core di quarta generazione.

Il desktop tradizionale, a casa come in ufficio, ha sempre meno spazio. In tutti i sensi. Meno spazio come importanza, perché sempre più spesso si preferisce utilizzare un notebook; meno spazio come dimensioni, perché al posto di un desktop tradizionale si scelgono formati più compatti o sistemi all-in-one, soluzioni in grado di racchiudere, nello spazio di un normale monitor, un computer completo. È indubbio che, nel campo degli all-in-one, il sistema di riferimento sia l’iMac, ma sarebbe riduttivo affermare che non esistono sulla piazza tante valide alternative. Questo mese abbiamo provato una soluzione dell’azienda italiana Yashi, che recentemente ha aggiornato la sua linea di all-in-one, affiancando a Goldfinger (dalla diagonale di 23,6″) la nuova famiglia California, leggermente più compatta (21,5″).

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La peculiarità  degli all-in-one firmati Yashi è, senza dubbio, la possibilità  di personalizzazione lasciata all’utente, che può scegliere i componenti più adatti alle proprie necessità , realizzando sistemi build to order. La piattaforma hardware è, come nel caso di Goldfinger, su base Intel, ma mentre il fratello “maggiore” integra processori con architettura Ivy Bridge (terza generazione Core), California adotta la più recente architettura Haswell (quarta generazione Core). La configurazione base prevede un Pentium (più precisamente un G3240, dual core con frequenza di 3,1 GHz), ma è possibile optare per processori Core i3, i5 o i7. Le differenze di prestazioni, ma anche di costo, sono sensibili: se non avete necessità  specifiche, anche il Core i3 4130T, presente tra le opzioni, è più che sufficiente per tutte le applicazioni del mondo office o domestiche. Per quanto riguarda la parte grafica, in tutti i casi si è limitati alla Gpu integrata nel processore: un chip più che adeguato alla grafica 2D e alla riproduzione video, ma inadatto per chi ha la – seppur minima – velleità  ludica.

La scheda madre è basata sul chipset Intel H81, la soluzione entry level per i processori socket LGA 1150. Vista la tipologia del sistema, è una scelta più che adeguata e i limiti di questo chipset non impattano negativamente. L’unico neo forse avvertibile dall’utente finale riguarda il numero massimo di porte Usb 3.0 gestibili, solo due. Il chipset H81 supporta due slot Dimm, in configurazione a singolo canale, e in questo caso si può optare per 4 o 8 Gbyte di Dddr3. Diverse sono anche le possibilità  di scelta per quanto riguarda lo storage, che prevede sia dischi magnetici (con taglio da 500 Gbyte e 1 Tbyte e meccanica a 7.200 rpm), sia unità  Ssd, con capacità  da 120, 240 o 480 Gbyte. In questo caso il miglior compromesso tra prestazioni e portafoglio è senza dubbio l’Ssd da 240 Gbyte, taglio che diventa insufficiente solo se avete un’ampia libreria multimediale (ma in questo caso potete rimediare con una soluzione di storage esterna).

La configurazione che abbiamo provato, e a cui si riferiscono i risultati dei test, era praticamente il top di gamma: processore Core i7, 8 Gbyte di memoria e disco Ssd da 240 Gbyte, per un prezzo complessivo di poco superiore a 1.170 euro.

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