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Come mantenere in salute un SSD

Redazione | 9 Gennaio 2015

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Le utility in aiuto ai dischi Ssd Sia su sistemi Windows sia su OS X sono presenti numerose utility in […]

Le utility in aiuto ai dischi Ssd

Sia su sistemi Windows sia su OS X sono presenti numerose utility in grado di mostrare lo stato dei dischi allo stato solido e aiutare l’utente nella loro gestione, sia in termini prestazionali sia come manutenzione ordinaria. I programmi esistenti sono innumerevoli e quasi tutti altrettanto validi. Quelli che vi mostriamo nel seguito sono quelli che utilizziamo normalmente nei nostri laboratori, collaudati e conosciuti, in grado di dare risposte concrete che utilizziamo ogni giorno.

Per Windows il già  citato CrystalDiskInfo, oltre ad essere perfetto per dare informazioni relative ai parametri vitali dei dischi, ha il pregio di integrare alcune utili informazioni aggiuntive che permettono di avere un’idea più accurata del ciclo vitale dei dati e dell’andamento del disco Ssd. Innanzitutto una premessa, tutti i dischi allo stato solido utilizzano tecniche di wear leveling per ridurre il numero di scritture reali sulle celle Nand, in modo da supportare maggiormente il carico di lavoro quotidiano.
Ciò significa che, utilizzando algoritmi avanzati che tengono conto della cache Ram sul dispositivo e dell’utilizzo dei file, non tutto quanto scritto sul disco viene effettivamente posizionato sulle celle flash.

03-CRYSTALDISK_WIN

CrystalDiskInfo offre moltissime informazioni utili in grado di aiutare a comprendere meglio lo stato di salute di un disco allo stato solido.

CrystalDiskInfo ci offre un’interessante lettura di questo funzionamento, nell’immagine qui sotto potete vedere come il disco in questione ha ricevuto ordini di scrittura per 4.394 Gbyte, scrivendone però sulle sue celle “solo” 3.092 Gbyte. Valori notevoli in 1.811 ore di utilizzo, con quasi 2,5 Gbyte scritti ogni ora (1,7 Gbyte realmente posizionati sul disco).

Da notare che questo non è un disco di test, ma quello che utilizziamo normalmente per la produttività  personale. Di questo passo per raggiungere i 10 Gbyte di dati scritti al giorno non è troppo complesso e la vita media di questo prodotto (senza altri accorgimenti) può anche risultare di poco superiore a 1.000 giorni reali, circa 3 anni (è un modello con celle Mlc).

Abelsoft Ssd Fresh

Un altro interessante prodotto è Ssd Fresh di Abelsoft, che potete trovare a questo indirizzo: https://www.abelssoft.net/ssdfresh.php. Il tool, di tipo gratuito, permette un controllo completo di tutto il comparto dischi a livelli molto avanzati. Oltre a fornire le informazioni Smart ha il grandissimo pregio di includere al suo interno tutta una serie di comandi grafici per eseguire le ottimizzazioni di sistema di cui abbiamo parlato nelle pagine precedenti.
Il tool offre infatti un accesso facilitato a tutte queste opzioni di sistema a volte scomode e difficili da raggiungere, permettendo, con un solo clic, di disabilitare tali funzioni o di ottimizzarle per il loro uso con un disco allo stato solido.

Tutte le opzioni più interessanti in grado di migliorare la durata  e le prestazioni di un disco allo stato solido a portata di clic.

Tutte le opzioni più interessanti in grado di migliorare la durata
e le prestazioni di un disco allo stato solido a portata di clic.

Cindori Trim Enabler

Per chi lavora in ambiente operativo OS X è possibile usare l’utility Trim Enabler – sviluppata da Cidori – che al costo di 10 dollari permette di abilitare la funzione di trim anche su dischi Ssd differenti da quelli preinstallati sui sistemi Apple. Questa app permette inoltre di leggere e visualizzare le informazioni Smart delle unità  presenti all’interno del sistema o collegate ad esso e di eseguire un semplice test di prestazioni sul disco selezionato. Se avete installato OS X Yosemite è necessario fare particolare attenzione ed essere al corrente della nuova politica di kext-signing adottata da Apple. I kext sono estensioni del kernel (potete pensarli come i driver in ambiente Windows) e il sistema di sicurezza kext-signing opera controllando se applicazioni di terze parti hanno modificato i kext originali.

03-TrimEnabler_MAC

Qualora fosse rilevato un kext alterato, questo non sarà  caricato con il possibile blocco del sistema. Trim Enabler 3.3 disabilita la funzione di sicurezza di kext-signing così da permettere l’attivazione del trim anche per altri dischi Ssd. Tuttavia nel caso di un reset della Nvram/Pram il sistema di kext-signing viene riattivato e il kext relativo ai dischi non sarebbe caricato in quanto risulterebbe modificato in modo non autorizzato con la conseguente impossibilità  di avviare il sistema.
Ricordiamo anche che il kext-signing opera a livello globale e che la sua disattivazione espone tutti i kext a possibili modifiche non autorizzate. Per maggior informazioni vi rimandiamo al link https://www.cindori.org/trim-enabler-and-yosemite/
Davide Piumetti

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