Come trasformare il Raspberry Pi in un Nas

Domanda: Ho da poco completato la lettura di PC Professionale nel quale presentate, tra le altre cose, il software FreeNas e fornite le istruzioni necessarie alla costruzione di un’unità  Nas riciclando un computer datato. Sempre nello stesso numero si parla del Raspberry Pi e mi è venuta spontanea una associazione di idee: sarebbe possibile approntare un Nas utilizzando il Raspberry Pi?

La distribuzione ArkOs/Linux consente di trasformare il Raspberry Pi in un unità  Nas. L'installazione avviene creando la partizione di avvio su una memory card Sd tramite l'apposito installer.
La distribuzione ArkOs/Linux consente di trasformare il Raspberry Pi in un unità  Nas. L’installazione avviene creando la partizione di avvio su una memory card Sd tramite l’apposito installer.

Risposta: Il Raspberry Pi, nonostante le sue dimensioni ridotte, è a tutti gli effetti un computer in grado di ospitare un sistema operativo Linux. Considerando le funzionalità  di rete integrate nella maggior parte delle distribuzioni Linux, il suo utilizzo come Nas (Network Attached Storage) può essere ottenuto con pochi semplici passi. L’unico componente hardware aggiuntivo richiesto è un hard disk esterno, provvisto di alimentazione autonoma, da collegare tramite porta Usb.

Una configurazione del genere ha il pregio di essere facilmente gestibile e di poter implementare funzioni aggiuntive come ad esempio lo scaricamento dei file Torrent in modalità  stand-alone. Un’altra caratteristica interessante è che il Raspberry Pi richiede una quantità  di corrente limitata e alcuni utenti hanno stimato in circa 10 euro il costo di esercizio annuo di un Nas basato su questa piattaforma. Ovviamente le prestazioni ottenibili da un’unità  di rete di questo tipo non saranno paragonabili con quelle di una soluzione Nas con hardware dedicato oppure con un servizio di rete implementato mediante un computer da scrivania ma può essere ugualmente utile in tante situazioni in cui si abbia la necessità  di condividere archivi senza lasciare un computer acceso 24 ore su 24.

Esistono quindi due linee di azione per ottenere questo scopo: installare una distribuzione Linux generica, formattare il disco fisso con un file system adeguato (ad esempio, Ext4), installare e abilitare i servizi di rete per i protocolli Samba. Quindi condividere il disco locale come unità  di Rete. Completata questa operazione il disco fisso collegato al Raspberry Pi risulterà  visibile come una partizione condivisa all’interno delle Risorse del computer. Sul web esistono diversi siti che spiegano in maniera dettagliata la procedura per la configurazione del Raspberry Pi come Nas. In alternativa alla soluzione appena descritta, più complessa ma che offre la massima flessibilità , è possibile utilizzare alcune distribuzioni Linux specificamente progettate per implementare le funzioni di un unità  Nas. Tra tutte merita di essere menzionata la distribuzione ArkOs, basata su Arch Linux, che offre un’eccellente interfaccia grafica che consente di gestire con pochi semplici clic del mouse tutte le principali funzioni di condivisione in rete.

Tutto il materiale necessario all’installazione e la relativa documentazione è scaricabile a questo indirizzo. Con il materiale qui reperibile il nostro lettore potrà  realizzare il suo scopo con un minimo investimento di tempo e denaro.

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