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Come rimuovere il Cd-Rom virtuale nei pendrive U3

Redazione | 27 Giugno 2017

La tecnologia U3 è stata sviluppata in maniera congiunta da SanDisk e M-Systems. Il suo scopo era di consentire l’esecuzione […]

La tecnologia U3 è stata sviluppata in maniera congiunta da SanDisk e M-Systems. Il suo scopo era di consentire l’esecuzione di applicativi Windows da un pendrive appositamente configurato. Il pendrive U3 viene rilevato dal computer come se fosse un hub Usb al quale sono collegati un lettore Cd-Rom ed un dispositivo Usb Mass Storage tradizionale. È per questo motivo che quando un pendrive U3 viene collegato alla porta Usb, nella Gestione risorse di Windows appaiono due nuove unità , ognuna contrassegnata da una lettera identificativa. La scelta di emulare un lettore Cd-Rom è dovuta al fatto che, così facendo, era possibile sfruttare il supporto AutoRun già  presente in tutti i sistemi operativi Windows per lanciare in maniera automatica il software di supporto U3. Per ottenere questo scopo, la partizione che emula il lettore Cd-Rom deve essere formattata con un file system Iso 9660, mentre la partizione Usb Mass Storage in genere adotta il tradizionale file system Fat.

u3-launchpadIl software di supporto U3 è costituito da un Launchpad che serve a presentare i vari software preinstallati sul pendrive. Uno dei requisiti fondamentali del U3 Launchpad è che, al momento della sua terminazione, deve eliminare tutte le tracce della propria esecuzione, compresi eventuali file temporanei creati con l’esecuzione degli applicativi. È invece consentito salvare impostazioni e parametri dell’utente sul pendrive Usb.

La tecnologia U3 è ormai considerata obsoleta e anche la stessa SanDisk ne ha eliminato il supporto in tutti i dispositivi prodotti dopo la fine del 2009. La ricezione della tecnologia U3 da parte del pubblico è stata abbastanza critica. I principali problemi riguardavano il fatto che il Launchpad adottasse alcuni degli schemi già  in uso da parte di malware e cavalli di Troia. Inoltre, il fatto che la partizione di avvio fosse rilevata come unità  Cd-Rom poteva portare ad incompatibilità  di vario tipo con i software di masterizzazione. Un altro problema, in parte dovuto ai brevetti utilizzati per implementare questa tecnologia, riguardava il fatto che i dati archiviati sul pendrive fossero memorizzati secondo formati proprietari, che ne rendevano quindi impossibile una libera gestione da parte dell’utente finale. Infine, alcuni utenti mal tolleravano il fatto che questo tipo di dispositivi richiedesse due lettere identificative di unità  invece di una sola, portando così ad uno sfasamento della sequenza di assegnazione.

Come spiegato in precedenza le partizioni U3 sono proprietarie e quindi la loro rimozione richiede accorgimenti specifici. In particolare il lettore Cd-Rom virtuale non può essere formattato perché viene rilevato dal sistema operativo come se fosse una periferica fisica, connessa ad un hub Usb. È per questo motivo che per la rimozione della funzionalità  U3 è solitamente necessario utilizzare un software apposito, messo a disposizione dal produttore. Con questo strumento è possibile rendere invisibile il Cd-Rom virtuale, lasciando accessibile il solo dispositivo Usb Mass Storage. Nella maggior parte dei casi, però, la memoria flash occupata da questa partizione non viene liberata. Una volta nascosta la partizione U3 e neutralizzato il relativo Launchpad diventa possibile rimuovere il software ad esso collegato nell’altra partizione del flash drive.

Purtroppo il software U3 Removal Tool non è più disponibile sul sito del supporto tecnico di U3 ma potrete comunque trovarlo cercando con un motore di ricerca “Removing/Uninstalling U3 Launchpad on a Pc“. Il materiale necessario e le relative procedure sono descritte nelle pagine della Knowledge Base di SanDisk.

In alternativa al software ufficiale U3, si potrà  tentare la stessa operazione con U3_Tool. Purtroppo questo strumento non è più stato aggiornato da diversi anni e non sembra quindi avere la stessa percentuale di successo del software di rimozione ufficiale.

remix instagram come si fa

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Come creare un Remix su Instagram

Martina Pedretti | 23 Gennaio 2023

Instagram

Come funzionano i Remix di Reels e post su Instagram Instagram ha lanciato qualche anno fa una funzione, chiamata Reels […]

Come funzionano i Remix di Reels e post su Instagram

Instagram ha lanciato qualche anno fa una funzione, chiamata Reels Remix, che somiglia molto ai duetti di TikTok. La novità permette di creare contenuti rispondendo in video a post di altri creator, per poi pubblicarli sul proprio profilo. Ma come si crea un Remix su Instagram?

Con i Remix di Instagram, gli utenti possono realizzare un Reel dove duettano con il video o la foto di un’altra persona. Ma come lo si crea? Ecco una guida.

  • Aprire Instagram e selezionare il reel con cui fare il Remix;
  • Selezionare l’iconca dei tre puntini in basso nel reel in questione;
  • Fare Tap su Remix e indicare se si vuole che la propria clip appaia in contemporanea con il video originale o in seguito;
  • Fare Tap su Layout a sinistra per selezionare un layout diverso;
  • Registrare il proprio video.

Lo stesso procedimento è da applicare se si vuole  creare il remix di un post e non di un reel. L’unica differenza è che il post farà do sfondo del remix per impostazione predefinita.

Condividendo il Remix di un reel, apparirà il nome utente di Instagram insieme a “Modifica con [nome utente del creator originale]” in basso. Gli utenti posso fare tap su “Remix con [nome utente del creator originale]” per guardare il reel originale e creare eventualmente il proprio remix.

Nel Remix è possibile aggiungere testo, adesivi e modificare audio, o fare voiceover. Tuttavia non tutti gli utenti permettono di duettare con i propri video, sfruttando le impostazioni della privacy per bloccare questa funzionalità.

Se un account pubblico crea un remix di un nostro contenuto, riceveremo una notifica.

the last of us easter egg google come attivarlo

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Come attivare l’easter egg The Last of Us su Google

Martina Pedretti | 23 Gennaio 2023

the last of us

Su Google arriva un easter egg per il debutto della serie di The Last of Us: ecco come attivarlo e cosa succede

Un nuovo easter egg per The Last of Us è stato introdotto sulla pagina di Ricerca Google. In tutto il mondo ha debuttato la serie ispirata al videogioco e il motore di ricerca ha deciso di celebrarla. Ma come si attiva l’easter egg di The Last of Us?

Come funziona l’easter egg di Google The Last of Us

Per attivare l’easter egg di Google vi basterà scrivere o la parola The Last of Us nella barra di ricerca del browser. Così facendo sullo schermo apparirà un piccolo cerchio rosso con all’interno un fungo. Cliccandolo si darà via a un’animazione che farà apparire una diramazione di funghi Cordyceps. Questo easter egg di Google sembra funzionare sia da smartphone, che da browser. Facendo click ripetutamente, il fungo continuerà a espandersi fino a tutta la schermata.

the last of us easter egg google
L’easter egg

La pagina di ricerca di Google mostra poi due pulsanti nella parte inferiore della pagina. Uno serve per cancellare l’animazione e un altro per condividere il risultato della ricerca tramite Facebook, Twitter o e-mail.

Negli anni Google ci ha regalato tanti easter egg simili, a tema MarvelFriendsIl mago di Ozper la sonda DART, per Velma e per House of the Dragon.

Il fenomeno The Last of Us

The Last of Us sta conquistando il mondo con la nuova serie TV di HBO ispirata all’iconico gioco di Naughty Dog. In Italia lo show è disponibile grazie a Sky e NOW, che permettono la visione in contemporanea con gli USA.

La storia di The Last of Us racconta come, 20 anni dopo lo scoppio di una brutale pandemia da Cordyceps, un fungo che trasforma gli esseri umani in mostri simili a zombie, il cinquantenne Joel, un contrabbandiere ormai privo di qualsiasi speranza verso l’umanità, è costretto a viaggiare attraverso gli USA insieme ad Ellie. Lei è una ragazzina di 14 anni che non ha mai vissuto al di fuori della zona di quarantena e deve raggiungere i ribelli, le Luci.

Twitter Blue, come attivare l'abbonamento annuale

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Come attivare l’abbonamento annuale su Twitter Blue

Andrea Sanna | 20 Gennaio 2023

Twitter

Qui di seguito scopriamo come è possibile attivare l’abbonamento annuale a Twitter Blue. Ecco quanto emerso dal social

Novità importanti anche per quanto riguarda Twitter Blue. Stando al comunicato emesso da ora è disponibile anche mediante un pagamento annuale. C’è da precisare, però, come si legge sulla pagina dell’Help Center che a oggi la fascia dei Paesi coinvolti in questa mini rivoluzione è piuttosto ridotta. A oggi vediamo infatti:

  • Stati Uniti;
  • Regno Unito;
  • Canada;
  • Australia;
  • Nuova Zelanda;
  • Giappone.

Come è stato reso noto in ognuna delle Nazioni comunicate è stata attivata l’opzione che permette di fare un unico versamento ogni 12 mesi. Si parte da una base di 8 dollari al mese oppure 84 annuali. Ma vediamo quanto segue, nella nota ufficiale:

“Twitter Blue è un abbonamento opt-in a pagamento che aggiunge una spunta blu al tuo account e offre l’accesso anticipato a funzionalità selezionate, come Edit Tweet. Abbonati ora con prezzi localizzati a partire da 8 dollari al mese o 84 dollari all’anno nei Paesi disponibili […]”.

Tra l’altro pare ci sia anche un risparmio di un dollaro rispetto all’abbonamento mensile di Twitter Blue e addirittura 4 in meno di quello attivabile con iOS e/o Android.

Ma c’è da fare una dovuta precisazione. Ebbene perché l’abbonamento annuale, a quanto pare, può essere sottoscritto solo ed esclusivamente dal web e non dal proprio smartphone. Quindi sarà necessario utilizzare le piattaforme più conosciute.

Ecco qui di seguito il listino prezzi reso noto da Help Center.

I prezzi degli abbonamenti - Twitter
I prezzi degli abbonamenti – Twitter

Tra l’altro sempre Twitter ci tiene a precisare che le funzionalità già attive di Blue saranno disponibili una volta abbonati, eccezion fatta per la spunta blu. Qui è richiesto un processo di revisione. Saranno i moderatori, infatti, a verificare che l’utente abbia i requisiti specifici per poter disporre di tale privilegio.

Per concludere ricordiamo che la versione a pagamento di Twitter Blue sarà disponibile a breve anche in altri Paesi. I nuovi account, invece, per abbonarsi dovranno attendere almeno 90 giorni: “Potremmo anche imporre periodi di attesa per i nuovi account in futuro a nostra discrezione e senza preavviso”, si apprende.

Che ne pensate di questa nuova trovata di Twitter?

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